PESCARA: ABBATTIMENTO FERRO DI CAVALLO, “PRONTO PROGETTO, NUOVE STRUTTURE NEL 2022”

25 Novembre 2020 16:57

PESCARA – Il progetto per l’abbattimento del “Ferro di cavallo”, affidato dall’ufficio tecnico dell’Ater, è già pronto. La notizia emersa questa mattina dall’incontro svoltosi in Regione, a Pescara, e al quale hanno preso parte il governatore Marco Marsilio, il sindaco Carlo Masci, accompagnato dall’assessore comunale Isabella Del Trecco, e il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. Ha partecipato anche il consigliere regionale Guerino Testa. Un tavolo di lavoro dal quale, alla presenza del presidente dell’Ater Mario Lattanzio, con la struttura tecnica e con l’architetto Alfredo D’Ercole, il dirigente regionale Pierpaolo Pescara, è stato definito il processo amministrativo che produrrà l’abbattimento dell’isolato ritenuto a ragione simbolo del degrado e dell’illegalità.

“Entro metà gennaio sarà pronto il progetto definitivo per la demolizione-ricostruzione dell’area del Ferro di Cavallo, un intervento che dovrà integrarsi e ridisegnare il futuro di un intero quartiere, tenendo conto delle aree verdi esistenti, delle funzioni realizzabili e del completamento della strada pendolo – ha spiegato Sospiri – Approvato il progetto, partiranno le procedure di gara europea. Sempre per gennaio l’Ater invece avvierà la gara d’appalto per la demolizione dei tre edifici di via Lago di Borgiano, anche in quel caso con una ricostruzione che tenga conto delle mutate esigenze sociali del nostro vivere quotidiano, anche in funzione del Covid-19. Tempi e procedure sono stati dettati oggi nel corso di una riunione svoltasi in Regione con Comune e Ater, ricordando che i due interventi, con il Parco Nord, sono le tre partite urbanistico-edilizie che non possiamo sbagliare, sono la nostra scommessa sulla città”.

È stato sottolineato come questo passaggio rientri nel contesto del più ampio programma di recupero ambientale e urbanistico del rione Rancitelli e che coinvolge anche i manufatti di Via Lago di Borgiano: “Va precisato con molta chiarezza – ha commentato il sindaco Carlo Masci – che prima che si proceda all’abbattimento del ‘Ferro di Cavallo’, ogni famiglia, avente diritto in base alle norme, che attualmente occupa gli appartamenti in questione, troverà adeguata sistemazione. È un’operazione che andrà fatta per step e che cureremo con molta attenzione. Secondo ciò che è emerso dall’incontro di oggi, entro il mese di settembre 2021 procederemo a sistemare le persone in alloggi alternativi e solo dopo ad abbattere l’immobile”.

Altro argomento affrontato questa mattina quello relativo alla ricostruzione dei nuovi edifici che, come più volte reso noto, avverrà ricorrendo alle incentivazioni previste dal cosiddetto Sisma-Eco bonus del 110%. Un’opportunità che Regione, Comune e Ater non vogliono lasciarsi sfuggire: “La nostra tabella di marcia – ha concluso Masci – prevede di poter edificare le nuove strutture entro il 2022″.

“Il vertice è stato utile per fissare dei paletti e delle date, visto che il ‘caso’ Ferro di Cavallo ci permetterà di utilizzare i fondi dell’eco-sisma-bonus, ma tutto l’intervento dovrà essere concluso, chiavi in mano, entro il 30 giugno 2022 – ha ricordato – Ora, noi abbatteremo il Ferro di Cavallo, operazione a carico del privato che si aggiudicherà la gara a evidenza pubblica, che poi ricostruirà nelle percentuali stabilite dalla norma. Abbatteremo 120 appartamenti, ne ricostruiremo 74, di cui 54 nella stessa area del Ferro di Cavallo, altri 20 l’Ater li realizzerà, con una seconda procedura, su un altro terreno di sua proprietà in via Cetteo Ciglia dove verrà trasferita parte della cubatura. Al posto del Ferro di cavallo resterà un vuoto e qui entra in gioco la progettazione-propositiva Comune-Regione per verificare cosa vogliamo realizzare in quel vuoto, che siano piazze o strutture sportive, garantendo sempre il principio della trasparenza, ovvero non dovrà più esserci un ‘fronte’ e un ‘retro’ dei palazzi, il grande errore progettuale che, a suo tempo, ha partorito il problema sociale e le tensioni dello stesso ferro di cavallo. In più ora dobbiamo anche individuare le famiglie che oggi abitano nel complesso e che hanno effettivamente diritto a un alloggio e che l’avranno, in tal senso ora andremo a selezionare gli appartamenti che dobbiamo subito rendere strutturalmente disponibili e agibili per avviare i trasferimenti, fondamentali per consentire la demolizione. Per tale operazione l’Ater chiederà alla Regione, entro metà dicembre, di poter accedere al Fondo istituito con apposita legge regionale e finalizzata a pagare progettazioni e sistemazioni del patrimonio esistente, 1milione di euro complessivo. Sino a oggi ci sono state solo due istanze, la prima dall’Ater di Pescara, la seconda dall’Ater di Lanciano, generando una disponibilità di circa 700mila euro che possiamo destinare alla riapertura di alloggi oggi chiusi. Con una seconda procedura, e fondi finalizzati, partirà anche la gara d’appalto per l’abbattimento dei tre fabbricati pericolanti di via Lago di Borgiano con la successiva ricostruzione in versione 4.0 e soprattutto con l’innalzamento della resistenza sismica degli edifici”.




A entrare più nel dettaglio delle idee progettuali è stato l’architetto D’Ercole: “Entro dieci giorni completeremo la progettazione tecnica in senso stretto, per metà gennaio avremo anche l’idea urbanisticamente completa di come il nuovo progetto si andrà a inserire in un contesto che andremo a rigenerare in modo complessivo, tenendo conto di tutti gli altri interventi previsti dal Comune anche attraverso il Bando delle Periferie, pensando al completamento della strada-pendolo, al social housing degli ex Palazzi Clerico, alle aree verdi. E la progettazione dei nuovi alloggi terrà in considerazione le nuove esigenze emerse durante l’emergenza Covid.-19, dunque mai più alveari, mai più alloggi senza balconi, che consentono una socialità seppur limitata; i tagli interni degli appartamenti dovranno essere poi utili per le famiglie con più figli che magari devono svolgere didattica a distanza e hanno bisogno di spazi separati. In altre parole oggi una casa non può più essere pensata come quattro mura e un tetto”.

“Nell’area del Ferro di cavallo pensiamo dunque a un unico edificio che svilupperà 54 appartamenti, su un piano interrato, che ospiterà servizi e spazi comuni, e 5 piani fuori terra. Trenta appartamenti saranno di 60 metri quadrati, 24 alloggi di 45 metri quadrati, oltre alle pertinenze, tutti connessi alla rete; per spazi comuni si intendono aree di co-working da affidare in gestione, o anche uffici per l’Ater, per la Polizia municipale, per il Comune, in modo da garantire servizi decentrati in loco per la popolazione e da far vivere quell’edificio anche di giorno. Altri 20 alloggi saranno invece realizzati in via Cetteo Ciglia. La procedura prevede un bando comunitario, dunque pubblicazione sulla Gazzetta europea, noi partiremo subito con un preavviso pre-informativo per ridurre i tempi di gara a 80 giorni”.

“Tempi e procedure sono ben definiti – ha commentato il governatore Marsilio -, ora torneremo a incontrarci una volta che avremo i progetti definitivi. Grande attenzione chiedo sugli spazi ‘comuni’ che devono avere sin d’ora una destinazione e un utilizzo precisi”.

 

 

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