PESCARA: AGGUATO AL BAR DEL PARCO, IL DNA DEGLI INDAGATI SARA’ COMPARATO CON L’ARMA DEL DELITTO

16 Novembre 2022 10:29

Pescara - Cronaca

PESCARA – Il 24 novembre potrebbe essere un giorno davvero importante per chiarire dinamica e responsabilità sull’omicidio dell’architetto Walter Albi e del ferimento  dell’ex calciatore Luca Cavallito avvenuto  a Pescara il primo agosto scorso.

Per questo grave fatto, il cui movente potrebbe essere un business da 400 milioni ovvero la realizzazione di case galleggianti al porto turistico su cui stavano lavorando la vittima e Cavallito,  ci sono tre indagati: Cosimo Nobile, Renato Mancini, Fabio Iervese tutti pescaresi e persone note in questura.

Il 24 novembre, infatti, davanti al giudice per le indagini preliminari  del tribunale di Pescara ci sarà l’incidente probatorio  che si sostanzierà nel prelievo dei Dna dei tre indagati per  compararlo con quello estratto dai vari reperti trovati dalla polizia in un nascondiglio: un pezzo della pistola che si presume essere stata quella del delitto, ma anche le scarpe  da tennis forse usate dal killer e alcuni ciclomotori, che, come riporta il Centro, potrebbero essere stati usati per la fuga dopo l’agguato al bar del Parco.

Ma è chiaro che  tra le molte informazioni da valutare, alcune delle quali ancora al vaglio degli inquirenti, ci sono le rilevantissime  rivelazioni che ha fatto il superstite Cavallito agli investigatori dopo essere  stato dimesso  dall’ospedale dove ha subìto delicati interventi chirurgici.

L’indagine non sembra del tutto definita. Infatti gli  inquirenti ipotizzano che se gli attuali indagati siano gli esecutori materiali (furono sparati 8 colpi di pistola) è  possibile che ci siano anche dei mandanti  ai  quali si sta cercando di dare un volto.

Non va inoltre dimenticato che gli indagati sono accusati di aver commesso con un altro complice  anche una rapina all’Agroalimentare di Cepagatti l’11 luglio scorso fatto sul quale indagano i carabinieri e sembra che la pistola usata sia la stessa.

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