PESCARA: ANPI, “INTITOLAZIONE STRADA NORMA COSSETTO E’ REVISIONISMO”

26 Settembre 2020 16:56

PESCARA – “Pescara avrà un luogo in cui onorare la memoria di Norma Cossetto: lo ha deciso la Giunta Comunale di Pescara che ha deliberato sull’intitolazione alla giovane istriana del giardino di piazza Italia: è questo l’annuncio fatto sui social dalla consigliera Carota, che nello scorso marzo era stata firmataria , unitamente ai consiglieri D’Incecco, Foschi e Salvati, della mozione 06/2020 da cui oggi scaturisce questa decisione, maturata senza neppure uno straccio di dibattito ed evitando il passaggio dalla commissione Toponomastica. Se non fosse un affronto per la Resistenza e per quanti si sono spesi per liberare il nostro Paese dal nazifascismo, diremmo alla macchia”.

Così in una nota l’Anpi di Pescara, Comitato provinciale E. Troilo.

LA NOTA COMPLETA

“Il problema, tuttavia, non è tecnico né procedurale ma di opportunità e politico. Lo abbiamo detto e ridetto, lo abbiamo scritto più volte: ogni crimine , a prescindere da chi lo perpetra, resta sempre tale e ciò vale sempre e per chiunque . Tale circostanza , non può offendere la Storia né la verità che è molto più complessa di quella raccontata in una serie di pubblicazioni degli ultimi sessant’anni e da una parte consistente dei media in merito alle vicende del confine orientale Per quanto possa dar fastidio sentirlo dire , è sempre cosa buona scindere la Storia dalla politica : e questo vale anche per Norma Cossetto, sulla cui morte non vi sono certezze sulla data del 5 ottobre 1943, sulle modalità e neppure su gli assassini.

Vi è certezza, invece, sulla volontà di una parte politica di rilanciare una visione delle vicende che vede contrapposti gli italiani buoni (e vittime, mai carnefici ) agli slavi cattivi ed aguzzini , dimenticando l intero contesto nel quale maturano quei fatti come ben dimostra il richiamo tra le motivazioni d ella delibera, alla manifestazione patriottica denominata Una rosa per Norma Cossetto organizzata da l sedicente Comitato 10 febbraio, la cui valenza è prevalentemente , se non esclusivamente, politica.





Norma Cossetto fu una delle vittime, che si contarono a decine di milioni, della grande tragedia mondiale del 1939 45 : e va ricordato, al di là del suo ruolo svolto all interno dei GUF e del suo attivismo politico a favore del fascismo , che era figlia di Giuseppe Cossetto, ricco possidente e tra i i gerarchi fascisti più in vista dell’Istria Combattente del 134° battaglione d’assalto delle Camicie Nere, il suo reparto , affiancato dai fu impegnato proprio in quei giorni in feroci e sanguinose azioni contro i partigiani e la popolazione civile , per le quali i tedeschi rivendicarono circa 5000 uccisioni e interi paesi distrutti nell’operazione Si tratta di una circostanza che non può essere nascosta, come ci hanno abituato da decenni alcuni professori, perché indica esattamente il contesto di guerra, carico di odio, che determinò quella ed altre tragedie.

Come l’ Istria anche l Italia tra settembre 1943 e maggio 1945 si contarono circa 25.000 vittime civili inermi, molte delle quali donne, quasi sempre non politicizzate, investite dalla furia bellica scatenata, non bisogna mai dimenticarlo, dal nazismo e dal fascismo.

Norma Cossetto non può essere il modello che incarna il sacrificio di tantissime donne che ancora oggi sono oggetto di violenza d i discriminazione , di sopraffazione , perché un modello non guarda ad una parte in particolare e soprattutto non deve essere strumentalizzabile per fini politici; è questo il motivo che rende inconcepibile ed inaccettabile la proposta di intitolarle il giardino di Piazza Italia, di fronte alle case istituzionali del Comune e della Prefettura. Tra le tante tragedie maturate nella provincia di Pescara durante la guerra, ce ne è stata una che rappresenta perfettamente la brutalità di quella guerra verso le donne: Concetta Stromei 77 anni di Tocco da Casauria, fu massacrata a calci e pugni dai tedeschi perché volle salvare un altra donna molto più giovane di lei da una violenza carnale .

In quel 27 gennaio 1944 morì per difendere una donna come lei . Sarebbe stato un bel gesto (e lo sarebbe ancora, se la Giunta lo volesse) intitolare quei giardini ad una donna abruzzese che si sacrificò per salvare dalla violenza un altra donna ; sarebbe stato un bel gesto (e lo sarebbe ancora se la Giunta lo volesse lanciare un messaggio contro la violenza sulle donne, ancora oggi considerate da molti uomini, non di rado i loro, un mero “oggetto di proprietà”. Sarebbe un bel gesto, ma sappiamo bene che Concetta Stromei non può  essere in nessun modo politicizzata né essere essere parte o arma di una parte o arma di una “campagna revisionistica” ancora lungi dal terminare.

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