PESCARA, ARRESTATI GLI AUTORI DELLA MAXI RAPINA ALLE POSTE DI VIA DI SOTTO

22 Settembre 2020 11:59

PESCARA – La Polizia ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip, Antonella Di Carlo, su richiesta del pm Marina Tommolini, nei confronti di S.G., di anni 35, e S.S., di anni 29, entrambi pregiudicati per la rapina perpetrata il 4 gennaio di quest’anno, all’Ufficio Postale di via Di Sotto.

Alle ore 8 circa, due soggetti, di cui uno armato di pistola, entrambi con il volto travisato e guanti calzati,  dopo aver manomesso la serratura di un ingresso posteriore dell’ufficio postale in via di Sotto di Pescara, si sono introdotti all’interno della sede dell’ufficio postale  in quel momento ancora chiuso al pubblico.

Immobilizzati con delle fascette strette intorno ai polsi tre dipendenti ed il direttore, si sono fatti consegnare il denaro contante custodito in una cassaforte e, in attesa del tempo necessario a disabilitare il sistema di macchiatura, delle banconote all’interno dello sportello Atm.

L’allarme è stato dato da alcuni dipendenti dell’ufficio che, nell’accingersi a prendere servizio, si sono accorti della presenza dei malviventi che sono fuggiti, facendo perdere le proprie tracce. Il bottino è stato quantificato in 145.410 euro.





La Squadra Mobile aveva avviato un’immediata attività investigativa  che ha permesso di raccogliere elementi di responsabilità a carico di S.S. e S. G., entrambi pregiudicati.

Le risultanze dell’attività sono state trasmesse all’autorità giudiziaria in una dettagliata informativa di reato.

Condividendo l’impianto accusatorio, così come riportato nella richiesta cautelare avanzata dalla Procura della Repubblica, l’ufficio del Gip, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di rapina pluriaggravata, nonchè pericolo di reiterazione del reato, ha disposto con propria ordinanza la misura della custodia cautelare in carcere a carico di S. G. e S.S..

Questa mattina, personale della Squadra Mobile ha dato esecuzione alle ordinanze associando in carcere entrambi gli indagati.

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