PESCARA: ”CARCERE AL COLLASSO, PRONTO AD ESPLODERE”, UIL CHIEDE INCONTRO a GARANTE

4 Settembre 2019 12:52

PESCARA – “Carcere sempre più sovraffollato,lancio di dosi di droga all'interno del muro di cinta, detenuto che tenta di suicidarsi lanciandosi dal sesto piano, numero di detenuti psicotici sempre più numeroso a fronte di  turni dei poliziotti penitenziari massacranti a causa di una carenza  organica sempre più grave, conseguenti traduzioni dei detenuti fatte a volte con sole due unità in luogo delle 4 previste ed aggressioni che negli ultimi anni hanno fatto parlare molto le cronache locali e non solo”.

È quanto si legge il vice segretario regionale della Uil, Mauro Nardella, che precisa ancora: “Queste sono solo alcune delle criticità che stanno mettendo in ginocchio il carcere di San Donato”.





“A rimetterci di più, e neanche a dirlo, i baschi blu  non solo perché operanti in avamposto nelle sezioni detentive e nel trasporto dei detenuti ma anche per una evidente mancata rigenerazione di quel personale sempre più anziano e inadeguatamente integrato da nuovo agenti a seguito di molti che nel frattempo hanno raggiunto l'agognata quiescenza – aggiunge – A tutto questo la Uil dice basta! Basta al massacro del diritto a lavorare bene e serenamente! Basta alla cancellazione del sorriso dalle facce dei poliziotti sempre più vittime di un assurdo sistema! – prosegue – Basta al massacro istituzionale che l'intera struttura penitenziaria sta subendo”.

“In considerazione della gravità della situazione venutasi a creare e la messa in pericolo finanche degli obblighi istituzionali che fanno della polizia penitenziaria imprescindibile fonte trattamentale, volendo ottenere una risposta sul perché un carcere modello qual'era quello pescarese stia divenendo sempre più un vulcano pronto ad eruttare i vertici del sindacato Uil penitenziario abruzzese con a capo il segretario generale ed il vice segretario generale Ruggero Di Giovanni, oltre a Nardella, pronti a sostenere la vertenza aperta dal segretario provinciale Giuseppe Ferretti chiederanno di incontrare il garante dei detenuti Gianmarco Cifaldi appena eletto – conclude – Il tutto al fine di creare una forte sinergia che sia capace di capire il problema e porre quindi un rimedio ad tappo vulcanico che sta per cedere. Nelle more sin da subito attiviamo lo stato di agitazione del personale, a cui seguiranno eclatanti manifestazioni di protesta”.

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