PESCARA: CGIL, “GRAVE ERRORE RIPUDIARE PROGETTO FILOVIA SULLA STRADA PARCO”

23 Maggio 2024 10:32

Pescara - Politica

PESCARA – “Sarebbe un gravissimo errore ripudiare il progetto filoviario proponendo alternative di mobilità che a nostro parere, oltre ad essere di dubbia realizzazione, non sarebbero in grado di assicurare una capillare ed efficiente mobilità sostenibile”

A sostenerlo in una nota la Cgil trasporti, che pone dunque il tema nella campagna elettorale delle comunali dell’8 e 9 giugno.

LA NOTA

Il progetto filoviario e l’utilizzo dell’ex tracciato ferroviario tra Pescara e Montesilvano, notoriamente destinato al trasporto pubblico metropolitano, è diventato per l’ennesima volta e anche per la campagna elettorale in corso in vista delle prossime amministrative, motivo di scontro e di progetti contrapposti da parte dei candidati a sindaco.

Rispettando democraticamente e legittimamente l’opinione di tutti, compresi coloro che si esprimono in rappresentanza di forze politiche che nel corso degli anni e a tutti i livelli istituzionali (Regione Abruzzo, Comune di Pescara, Comune di Montesilvano, Consiglio di Amministrazione di ex Gtm Spa e Consiglio di Amministrazione di Tua Spa) hanno espresso pareri ma soprattutto atti formali diametralmente opposti rispetto a quanto si sta affermando oggi, la Cgil invece ritiene coerentemente di mantenere la stessa posizione espressa nel corso di tutti questi anni.





Quella stessa opinione che venne peraltro rimarcata appena tre anni fa con una posizione unitaria sulla quale si identificarono tutte le principali organizzazioni sindacali confederali e di categoria presenti nel territorio, convinte che soltanto riservando spazi esclusivi da dedicare al trasporto pubblico locale, si potesse ridurre drasticamente il numero delle auto che entrano quotidianamente in città e al tempo stesso favorire realmente un maggiore utilizzo del mezzo pubblico e collettivo nonché una maggiore attenzione al rispetto dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile . Insomma “una città moderna, connessa, eco sostenibile, a misura d’uomo e senza barriere architettoniche”

Almeno due dei quattro candidati a sindaco, si sono dichiarati convinti di dover abbandonare il progetto filoviario e di dover restituire l’ex tracciato ferroviario (cosiddetta Strada Parco) ai residenti (espressione dei comitati o della collettività ?), puntando come alternativa ad una metropolitana di superficie realizzabile con il potenziamento delle attuali infrastrutture ferroviarie nonché potenziando i treni regionali tra Montesilvano e Pescara Porta Nuova.

Delle tante affermazioni ci sorprende innanzitutto la sicurezza con la quale si sostiene che la realizzazione di un servizio metropolitano ferroviario lungo l’asse adriatico Silvi, Città Sant’Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare (con una diramazione interna verso Pescara Ovest), attraverso la costruzione e l’attivazione di cinque nuove fermate, sia un progetto “tanto semplice quanto economico”.

E il nostro stupore rispetto a questa affermazione, deriva dal fatto che a pronunciarla sono stati esponenti politici alquanto navigati che hanno frequentato assiduamente e anche di recente i palazzi della politica raggiungendo persino i livelli istituzionali più alti e, come tali, dovrebbero conoscere a menadito competenze, fattibilità, costi e tempi di realizzazione di nuove infrastrutture ferroviarie, ma anche gli aspetti tortuosi legati ai contratti di servizio sottoscritti notoriamente con la Regione Abruzzo e con i quali si garantisce l’esercizio del trasporto pubblico (quantità e frequenza delle corse).

La realizzazione di infrastrutture ferroviarie, delle stazioni e della circolazione dei treni e più in generale gli interventi di ammodernamento e potenziamento della rete ferroviaria che riguardano sia il trasporto locale sia quello a lunga percorrenza, scaturiscono da accordi quadro sottoscritti notoriamente tra RFI (Rete Ferroviaria Italiana – Società del gruppo FS) e le rispettive Regioni.

Nel caso dell’Abruzzo, ad esempio, l’ultimo accordo quadro con la Regione, è stato siglato nel 2022 con valenza quinquennale (2023-2027) e non ci sembra che tra i progetti ipotizzati vi sia la realizzazione e l’attivazione di cinque nuove fermate se si escludono quelle già esistenti ed operative ovvero Pescara Porta Nuova – Pescara S. Marco e Pescara Tribunale oltre a quella in itinere dell’Aeroporto della cui realizzazione si parla da tantissimo tempo ma che ancora tarda a materializzarsi.





Così come è alquanto arduo ipotizzare che in una linea ferroviaria come quella adriatica interessata dal passaggio dei treni ad alta velocità (e che hanno una loro scontata priorità) e dai treni per il trasporto delle merci, si possa pensare di ottenere da RFI ulteriori tracce orario per aumentare la frequenza e la circolazione di treni regionali.

Quindi messa da parte la semplicità del progetto, appare ancora più bizzarro pensare che la metropolitana leggera sul sedime ferroviario costituisca finanche una soluzione estremamente vantaggiosa dal punto di vista economico.

Premesso infatti che anche per la sottoscrizione del Contratto di servizio con Trenitalia, l’interlocutore naturale è l’Ente Regione (l’ultimo contratto di durata decennale è stato siglato con la Regione Abruzzo il 21 dicembre 2023 prevedendo 4,1 milioni di treni-chilometro all’anno, pari a 167 treni al giorno), è appena il caso di rammentare alla stessa opinione pubblica che 1 Km/treno costa circa 13€ quasi quattro volte in più di quanto costa 1 Km/gomma o di 1 Km/filovia (3~4 €).

Inoltre e pur nell’ipotesi che venissero magicamente superate le sopraelencate problematiche, ci sarebbe poi l’assoluta incompatibilità di un trasporto pubblico locale capillare e porta a porta (ottenibile utilizzando l’ex tracciato ferroviario) con una metropolitana ferroviaria di superficie che non sarebbe minimamente in grado di dare risposte a chi sceglie il mezzo pubblico per guadagnare tempo e per giungere il più vicino possibile alle proprie destinazioni d’interesse. Infine ci permettiamo sommessamente di sollevare il quesito rispetto alla restituzione dei circa 30 milioni di € di finanziamento in buona parte già spesi. Chi se li accollerà? La Regione? I Comuni? Tua? Queste sono in sintesi alcune delle nostre perplessità, sulle quali vorremmo invitare i candidati a sindaco a riflettere seriamente nonché richiamandoli alla coerenza rispetto alle posizioni avallate nel tempo.

Degli annunci elettorali legati sempre al trasporto pubblico, ci piace invece (e non poco) l’idea di introdurre al pari di altre regioni e di altri comuni italiani la gratuità del trasporto pubblico a cominciare dagli studenti, dai pensionati e dai cittadini con basso reddito. Una soluzione caldeggiata in campagna elettorale per le recenti elezioni del Presidente della Regione e che non sarebbe male davvero se venisse emulata anche dalle altre amministrazioni comunali abruzzesi collocate nelle aree interne della nostra regione, seppur nutriamo qualche perplessità alla luce della difficoltà ormai ventennale di estendere i benefici del biglietto unico a tutti i cittadini abruzzesi.

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