PESCARA, CONFCOMMERCIO: “PROROGARE ESTENSIONE GRATUITA OCCUPAZIONE SUOLO PUBBLICO” PER ATTIVITA’

11 Marzo 2021 13:14

PESCARA – La Confcommercio Pescara interviene per ribadire l’importanza di prorogare la deroga all’occupazione del suolo pubblico per i pubblici esercizi anche oltre la scadenza del 31 marzo con la garanzia della gratuità degli spazi occupati.

Il presidente della Confcommercio Pescara, Riccardo Padovano: “Chiediamo con forza al Comune di Pescara di prorogare l’estensione gratuita dell’occupazione del suolo pubblico per i pubblici esercizi anche oltre la scadenza del 31 marzo”.

“Si tratta di un provvedimento che è stato meritoriamente adottato nel maggio scorso, con il supporto governativo, che ha funzionato benissimo in chiave anti-covid e che è stato apprezzato dalle imprese del settore ed in particolare da bar e ristoranti che hanno avuto la possibilità di estendere all’esterno, e quindi in piena sicurezza, l’attività che nei locali interni risultava ridotta dalle misure di distanziamento obbligatorio”, dice.

“A breve tornerà la bella stagione e se c’è una possibilità di ripartenza, anche quando entrerà nel vivo la campagna vaccinale, non possiamo fare passi indietro. Occorre mettere da parte le incertezze di cui abbiamo letto sulla stampa e consentire di usufruire al massimo, laddove possibile, di spazi all’aperto perché più gli spazi sono ampi e più facilmente si evitano assembramenti”.

“Chiediamo quindi al Comune di Pescara di annunciare da subito che anche oltre la data del 31 marzo sarà possibile continuare ad occupare gli spazi pubblici in deroga e che gli stessi saranno concessi gratuitamente, anche in mancanza di incentivi ai comuni da parte del Governo. Si tratterebbe di un gesto di grande vicinanza da parte del Comune nei confronti dei tanti bar e ristoranti che hanno subito danni incalcolabili dalla pandemia e che attendono di poter ripartire in sicurezza anche grazie a provvedimenti come questo”, aggiunge Padovano.

“Si tratterebbe tra l’altro di un provvedimento, che in quanto adottato dal capoluogo di provincia, potrebbe essere seguito da tutti i comuni del territorio provinciale che hanno provvedimenti similari in scadenza”, conclude.

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