PESCARA: MORTO ALBERO MASCOTTE PARCO DI COCCO PIANTATO DAI BAMBINI, ORA AL SUO POSTO UN GAZEBO

29 Giugno 2022 09:13

Pescara - Cronaca

PESCARA – “La giovane roverella mascotte del Parco Di Cocco di Pescara piantata dai bambini nello scorso novembre è morta. Il piccolo albero piantato a novembre è stato lasciato all’abbandono, ora è schiacciato dai gazebo”.

A denunciarlo la sezione pescarese del Co.n.al.pa.

“Era il 22 Novembre 2021 quando la giovane pianta è stata messa a dimora nel parco, alla presenza del Vicesindaco Santilli (assessore ai parchi e verde pubblico), dei Carabinieri Forestali e degli studenti della scuola media Antonelli. Tutto questo non solo in occasione dell’annuale festa dell’albero, ma anche per far aderire la città di Pescara all’iniziativa del Ministero della Transizione Ecologica denominata Un albero per il futuro. Avevano parlato di “bella piantina che proteggeremo”, “albero che donerà ossigeno ed ombra”, “pianta georeferenziata inserita nel sito del ministero” per un “bosco diffuso””.

Tanti i buoni propositi e le parole spese ma il minuscolo albero da quel giorno è stato abbandonato a sé stesso, senza alcuna indicazione e protezione, in un prato dove i bambini giocano a pallone, dove i cani scavano, dove chiunque lo ha calpestato.

“Nonostante tutte le difficoltà il piccolo albero, seppur malconcio, sembrava avercela fatta –  continua il Co.n.al.pa – si legge nella nota -.  A maggio del 2022 lo abbiamo dissepolto da un mucchio di terra e sassi, cercando di mettergli attorno gli stessi come aiuola, almeno per far notare a vari passanti che lì c’era una pianta che non doveva essere ulteriormente maltrattata”.

“Ci eravamo ripromessi di passare in questi giorni per dare un po’ d’acqua al giovane albero che però non si trova più, non perché sia riuscito finalmente a scappare da questa tortura, ma perché è ormai schiacciato e morto sotto il peso dei gazebo montati proprio su quel fazzoletto di terra. Ecco la fine di un essere vivente usato come un “pezzo di legno” e sacrificato per scopo di inutile propaganda”, conclude la nota.

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