PESCARA: MORTO LUIGI MARILLI, ATTIVISTA NO GREEN PASS ABRUZZESE. L’AMICO, “UCCISO DAL COVID”

16 Gennaio 2022 12:09

Pescara: Cronaca

PECARA – Lutto a Pescara: è morto Luigi Marilli, 63 anni, geometra, uno dei leader del movimento contrario al green pas in Abruzzo, e referente territoriale di Liberiamo l’Italia, presente a tutte le manifestazioni di piazza. La causa della morte, riferisce il quotidiano il Messaggero, e molte altre testate nazionali, sarebbe quella del covid-19.

Lascia la moglie Anna Maria, i figli Antonietta e Tiberio e due nipoti. I funerali si sono svolti alle 10,30 di questa mattina nel Santuario della Madonna dei Sette Dolori a Pescara.

“Dopo aver trascorso alcuni giorni in isolamento domestico, Luigi Marilli è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva presso l’Ospedale Covid a Pescara dove è deceduto a causa del virus,” scrive il sito di Rete8.

Si legge nella pagina di Liberiamo l’Italia: “È con un dolore indescrivibile che vi comunichiamo che il nostro amato Luigi, coordinatore regionale di Liberiamo l’Italia Abruzzo, ha abbandonato la vita terrena, lasciando un vuoto incolmabile e difficile per tutti noi da elaborare Luigi, prima che un impareggiabile coordinatore e un instancabile attivista, era un amico fraterno con un’immensa dignità, un coraggio da leone e un cuore grande, incommensurabile”.

Nel post non si fa riferimento alla causa della sua morte.

Lo fa invece nei commenti Marino Recchiuti suo amico intimo: “È morto di Covid -, scrive -, È morto un amico vero .. Mio.. che conosco da oltre 15 anni.. Che lavorava con me.. e che si sarebbe salvato se non avesse seguito le vostre ideologie anziché i consigli della sua famiglia e dei suoi amici. Una famiglia ora distrutta .. Gli amici quelli veri distrutti…Vi dovreste vergognare tutti solo a citare il suo nome. Lo avete sulla coscienza. Non ho parole ma solo profondo ribrezzo. E Le vostre idee lo hanno portato alla morte. Lui ha sbagliato ma era una persona splendida e gli posso perdonare tutto. Ma a chi lo ha supportato in questa orrenda visione distorta della realtà non posso perdonare nulla. Le idee si cambiano gli affetti restano e sono intrisi di dolore e rabbia”.

A seguire la replica di Liberiamo l’Italia.

“Lo sciacallaggio dei media continua. Vaccinati e non vaccinati si contagiano e si ammalano allo stesso modo, ma per loro la morte di un non vaccinato è un’occasione troppo ghiotta per non buttarcisi sopra. Non poteva fare eccezione la morte del nostro amato Luigi Marilli, di cui abbiamo dato notizia due giorni fa”.

“Prendendo spunto da quanto scritto sui social da un tal Marino Recchiuti, molti giornali hanno riportato le sue indecenti parole come fossero oro colato. Secondo costui – peggio, secondo gli organi di stampa che lo hanno ripreso – sarebbero state le nostre idee a portarlo alla morte. Dunque, lo avremmo “sulla coscienza. Questa cattiveria è un insulto alla persona ed alla memoria di Luigi Marilli, che non aveva certo bisogno della testa di altri per pensare. E’ una cattiveria gratuita, di chi peraltro (a differenza di noi) non conosce i problemi di salute di cui Luigi soffriva.

“La cosa grave è l’ululato monocorde di una stampa foraggiata per trasmettere il pensiero unico del regime. Meno il vaccino funziona, più ci si accanisce con chi ha deciso di non iniettarselo: un’assurdità che non ha bisogno di commenti. In questo caso, non potendo certo descrivere Luigi come un assatanato “no vax”, qualcuno ha deciso di giocare la carta delle “pericolose amicizie”, ancor più pericolose perché parte di un progetto politico di opposizione al regime autoritario costruito dal governo Draghi. Da qui l’attacco a Liberiamo l’Italia (Lit), della cui Direzione nazionale Luigi Marilli faceva parte. A difesa della sua dignità di uomo impegnato nella lotta per la liberazione del nostro Paese, Lit diffida tutte le testate giornalistiche dal continuare con la strumentalizzazione e lo sciacallaggio nei confronti di una persona che ci ha lasciato. In questo senso abbiamo già dato mandato ai nostri avvocati affinché procedano, nella maniera più adeguata, nelle opportune sedi legali”, conclude la nota.

 

 

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