PESCARA: RITROVATA OPERA AUTOGRAFA GRANDE COMPOSITORE ABRUZZESE CICOGNINI

25 Gennaio 2021 09:16

PESCARA Nell’anniversario della nascita, 25 gennaio 1906, il «Centro Studi Nazionale» a lui intitolato, ricorda il grande compositore per il cinema pescarese Alessandro Cicognini, presentando una sua opera autografa, recuperata dal direttore Davide Cavuti. Verrà pubblicata in un volume a lui dedicato.

“Zio Sandro era uno zio speciale –  ha raccontato Malì Cicognini, membro onorario del Centro Studi Nazionale Cicognini – quando ero piccola, mi regalò un baule pieno di regali, che io ho sempre chiamato il baule delle meraviglie. Tanti gli incontri con le star del cinema grazie a lui, tra cui quello con il regista due volte Premio Oscar David Lean durante le riprese del film Summertime con Katharine Hepburne e Rossano Brazzi: io fungevo da interprete in alcuni momenti tra lui e mio zio Sandro che firmò la colonna sonora della pellicola per la quale la Hepburne fu candidata come migliore attrice agli Oscar. Nel film c’è anche una canzone intitolata Summertime in Venice, inserita nel disco «I capolavori di Alessandro Cicognini del maestro Davide Cavuti, che ringrazio per tutto quanto ha fatto e continua a fare per tenere viva la memoria di un grande compositore abruzzese apprezzato in tutto il mondo”.

Nato a Pescara, nell’attuale Piazza Alessandrini, il 25 gennaio 1906, il compositore Alessandro Cicognini, per quasi tutta la sua vita, mantenne la residenza a Francavilla al Mare, dove faceva ritorno spesso dalla casa romana.

“Soggiornò presso la sua villa di famiglia “La Romita”, situata di fronte al Convento Michetti, dove più volte venne a trovarlo Vittorio De Sica, come afferma l’ultima compagna del compositore Anna Racinaro dalla casa di Via dell’Oca (proprio dietro a Piazza del Popolo) a Roma, dove ha vissuto con il celebre autore di colonne sonore sino alla sua scomparsa, avvenuta il 9 novembre 1995, e dove attualmente vive e lavora, dedicandosi alla scrittura.

“Per molti anni ho lavorato all’«Accademia Nazionale di Santa Cecilia» e alla «Scuola Nazionale d’Arte drammatica Silvio D’Amico» a Roma –  ha concluso la Signora Racinaro – incontrando molti compositori che venivano a trovare Alessandro (Cicognini ndr) tra cui ricordo i maestri Ennio Morricone e Manuel De Sica. Devo ringraziare il Maestro Davide Cavuti che, oltre al suo talento come compositore di cinema e teatro, è sempre infaticabilmente al lavoro per la divulgazione e la valorizzazione delle opere di Alessandro, per troppo tempo lasciate nell’oblio”

“Cicognini firmò oltre trecento colonne sonore, come lui stesso dichiarò in una intervista – ha affermato il compositore Davide Cavuti, direttore del Centro Studi Nazionale Cicognini, sin dalla sua fondazione –  ebbe un sodalizio duraturo con Alessandro Blasetti, avendo musicato i suoi capolavori tra cui La corona di ferro, 4 passi fra le nuvole, Prima comunione, Peccato che sia una canaglia e, successivamente, con Vittorio De Sica per i film Sciuscià, Ladri di biciclette, «Umberto D., Miracolo a Milano, Il giudizio universale e altri ancora, pellicole che hanno segnato la storia del cinema italiano e internazionale grazie a due dei registi più rappresentativi in assoluto del mondo della celluloide, senza dimenticare le collaborazioni con Mario Camerini, Luigi Comencini, Steno, Mario Monicelli, Camillo Mastrocinque e tanti altri».

All’interno del comitato scientifico del Centro Studi Nazionale Cicognini, sono presenti autorevoli personalità tra cui Gabriele Antinolfi, già direttore della Cineteca Nazionale e attualmente direttore della Biblioteca Luigi Chiarini del Centro Sperimentale di Cinematografia» a Roma, Federico Savina, docente presso la Scuola Nazionale di Cinema, Michele Placido, attore e regista: in una nota è stata illustrata l’attività del biennio 2021/2022 che, oltre ad una serie di appuntamenti, da tenersi a Roma e a Francavilla al Mare, con la partecipazione di grandi autori di colonne sonore, porterà alla pubblicazione di un volume sulla vita e le opere dell’insigne compositore francavillese, con un’appendice che conterrà una delle sue opere autografe recuperata dal Maestro Cavuti attraverso le sue ricerche, un autentico cimelio visto che il Maestro Cicognini buttò tutti i suoi spartiti nel fiume Aniene a Roma a fine anni Sessanta, quando decise di abbandonare il mondo del cinema e nulla è rimasto della sua immensa produzione.




«Sono riuscito a recuperare un’opera del 1925 composta a Milano dal Maestro Cicognini appartenente al suo repertorio classico, «Quattro liriche religiose popolari» per orchestra sinfonica e voce: spero che possa essere eseguita in futuro per poter godere delle straordinarie invenzioni del compositore noto internazionalmente per le meravigliose colonne sonore realizzate, ma autore anche di pagine importanti di musica sinfonica e operistica» – ha concluso il direttore Cavuti.

Nelle attività del Centro Studi Nazionale Cicognini, sono in programma il prossimo «Festival Cicognini» e il Premio Internazionale Cicognini vinto dai grandi compositori di musica da film Ennio Morricone, Nicola Piovani, Manuel De Sica, Detto Mariano, Bruno Zambrini, Umberto Scipione e dal celebre violinista Uto Ughi, unico personaggio a cui è stato assegnato pur non essendo un compositore cinematografico.

 

 

 

 

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