PIANO PANDEMICO, LO “SCANDALO” SI ALLARGA, SPERANZA TACE, SILERI CHIEDE CHIAREZZA

15 Dicembre 2020 08:30

L’AQUILA  – “Devi correggere subito nel testo, il 2006 deve essere corretto in 2016. Non fatemi casino su questo… Stasera andiamo sui denti di Report e non possiamo essere suicidi… Così non può uscire… grazie e scusa per il tono. Ranieri”.

Una mail bomba, emersa nella lunga e serrata inchiesta sulla mancanza in Italia di un piano pandemico aggiornato, ma risalente al 2006  e “copia-incollato” nel 2017, della trasmissione Report su Raitre, condotta da Sigfrido Ranucci, al centro della trasmissione  di lunedì scorso, e  di cui si è occupato anche Massimo Giletti nella puntata di domenica 6 dicembre di “Non è l’Arena” su La7.

Nella puntata di domenica 13 dicembre della trasmissione di Giletti si è poi registrata la dura presa di posizione del viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, M5s, che ha tirato in causa il  segretario generale del suo ministero, Giuseppe Ruocco, nonché precedente direttore della prevenzione, invitandolo alle dimissioni. Rompendo il silenzio imbarazzato del governo  sul mancato aggiornamento di un piano che sarebbe stato determinante per affrontare una pandemia che ha causato finora 64.520 vittime.

Il “Ranieri” firmatario della mail sarebbe Ranieri Guerra, assicurano sia Ranucci che Giletti, l’ex direttore della prevenzione del ministero della Salute, ora vicepresidente dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) europea, sostituito al ministero, a ottobre 2017 a dicembre 2019, dall’abruzzese Claudio D’Amario, l’ex dg della Asl di Pescara, che a gennaio di quest’anno, è stato nominato dal presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, capo dipartimento Salute, ma rimasto a Roma fino alla fine di aprile per il ruolo importante nella task force costituita proprio sul fronte dell’emergenza coronavirus. Anche con lui dirigente il Piano è rimasto quello copia-incollato nel 2016.

La mail di Guerra è indirizzata  di un gruppo di ricercatori della divisione europea dell’Oms, finanziato dal governo del Kuwait,  che ha curato il rapporto An unprecedented challenge – Italy’s first response to Covid_19, un duro atto di accusa, nei fatti, sulla gestione della pandemia, e di come in modo “improvvisato” e creativo” si è affrontata l’emergenza, proprio perché il piano Pandemico era solo sulla carta, senza lo strumento che avrebbe consentito a livello nazionale e regionale di prepararsi ad una pandemia, a reperire nel più breve tempo possibile macchinari, medicinali ad hoc e dispositivi di protezione individuali, e adeguare le  strutture  sanitarie e il numero di terapie intensive.

Ebbene, uno studio che avrebbe messo in imbarazzo il Ministro della Salute, Roberto Speranza, e soprattutto Ranieri Guerra che, tra il 2014 e il 2017, era direttore generale della Prevenzione al Ministero.

Stando alle mail in possesso dei giornalisti che hanno svolto l’inchiesta, l’11 maggio, poco prima della pubblicazione del rapporto e dopo che Report aveva denunciato l’arretratezza del piano pandemico, scriveva a uno degli autori di indicare come data del piano 2016 invece di 2006. “Devi correggere subito nel testo…Ultimo aggiornamento dicembre 2016”.

E, in un’altra comunicazione, riferisce di un presunto accordo tra Oms e Governo italiano: “Uno degli atout di Speranza è sempre stato di poter riferirsi a Oms come consapevole foglia di fico per certe decisioni impopolari e criticate da vari soggetti (..). Se anche Oms si mette in veste critica non concordata con la sensibilità politica del Ministro , che è certo superiore alla mia, non credo ce facciamo un buon servizio al Paese”.

Ranieri Guerra ha minacciato querele, e ha definito quelli di Report, “gente indecente che cerca di farvi bere anche l’arsenico per tv pubblica”.

Lo stesso Ranieri Guerra, ha rivelato Report, che aveva segnalato nell’ottobre 2017 all’ex ministro Beatrice Lorenzin che bisognava aggiornare il piano pandemico. La stessa Lorenzin che ha messo la firma su una riforma della Sanità che ha imposto tagli di posti letto e chiusura di piccoli ospedali che vengono riaperti in tutta fretta per far fronte alla pandemia

Il ministro Speranza, che nella ricostruzione di Report Ranieri Guerra avrebbe fatto di tutto per “coprire”, sulla vicenda mantiene il silenzio.

Nella trasmissione di Giletti del 6 dicembre il viceministro Sileri  aveva precisato che nel report censurato “non c’è niente di male, va spiegato perché è stato tolto dal sito, questo sì. Ad aprile a Report io dissi che il piano era vintage, da settembre in poi ci abbiamo messo mano con il ministro Speranza”.

Ammettendo insomma che con lui viceministro, l’Italia a febbraio è arrivata ad affrontare a mani nude la pandemia, e si è dovuto improvvisare, quando però  l’Unione europea impone il rinnovo ogni tre anni del Piano e infatti la Germania ha proceduto nel 2017.

Poi domenica scorsa ha cambiato tono e strategia ed è partito all’attacco, contro il suo stesso ministero e dei vertici burocratici, accusando Guerra e facendo anche un nome quello del suo segretario generale Ruocco.

“La email di Ranieri ai ricercatori di Venezia di correggere la data del piano pandemico da 2006 a 2016 è grave – incalza il viceministro -. Quel programma è sicuramente del 2006 perché è laconico e soprattutto privo dei riferimenti ai virus circolati in questi anni, non riporta l’aviaria, l’h1n1, la Sars, quindi non c’è dubbio che sia vecchio. A oggi il piano pandemico è sempre quello del 2006, c’è una bozza del 2019 mai trasmessa”.

Il viceministro, commentando poi i diversi tentativi di intervista andati a vuoto con dirigenti pubblici romani che non rispondono ai giornalisti, oltre a criticare questo atteggiamento nei riguardi dei media, ha osservato: “Io odio il pressapochismo e odio quando non mi vengono date delle risposte. Ho fatto parecchie domande sui piani pandemici ed esigo una risposta: se il piano pandemico c’era o non c’era, se è stato aggiornato o no e soprattutto chi lo ha fatto. È facile: c’è una direzione generale, tre direttori generali che si sono avvicendati e ci sono dei dirigenti all’interno di quella sezione e ci sarà un numero di protocollo”.

Sileri, oramai un fiume in piena si scaglia contro Ruocco. “Per come la vedo io, credo che la cosa migliore, avendo visto i verbali del comitato tecnico-scientifico (dove lui è sempre assente) sia che il segretario generale del ministero si dimetta. Ed esigo una risposta su questo maledetto piano pandemico”, ha tuonato l’esponente del governo.

Significative anche le parole nella trasmissione di Giletti del 6 dicembre del virologo Matteo Bassetti: “Se la domanda è: avevate un piano del Governo, la risposta è no. Sulla gestione del Sars Covid ognuno ha fatto un po’ per sé e lo abbiamo fatto abbastanza bene, ma a fine febbraio nessuno poteva pensare che in ospedale arrivassero tanti pazienti insieme”.

Ranieri Guerra intanto è stato ascoltato come persona informata dei fatti alla Procura di Bergamo che indaga per epidemia colposa.

Nei giorni scorsi, l’Oms ha fatto notare alla Procura che i suoi membri non possono testimoniare perché protetti dall’immunità diplomatica. E in questo modo, una delle figure chiave, il ricercatore Oms Francesco Zambon, lo stesso che si è rifiutato di modificare il rapporto, e che avrebbe subito minacce di licenziamento, no potrà testimoniare.

Chiede Report ad un ex ministro, che di questioni internazionali si intende per davvero, Giulio Terzi di Sant’Agata: “L’Oms sta ostacolando la giustizia italiana?”. La risposta è netta: “Sì”.

I magistrati hanno chiesto al Ministero degli Esteri di chiarire se e in quali termini esista uno status che imporrebbe di tenere fuori dall’inchiesta il contributo dei rappresentanti dell’agenzia.

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