ABOLIZIONE INCENTIVI DEL 2008: PER ORA TRENTA CAUSE VINTE, ALTRE DECINE IN ARRIVO, ''SI RISCHIA ANCHE ESODO MIGLIORI PROFESSIONALITA' NELLE REGIONI DEL NORD DOVE PAGHE SONO PIU' ALTE''

PIOGGIA RICORSI ANCHE DA PEDIATRI, ”TROVARE ACCORDO, REGIONE RISCHIA SALASSO”

Autore dell'articolo: Filippo Tronca

6 Dicembre 2019 07:45

PESCARA – Disinnescare anche per i pediatri, come per i medici di famiglia, la pioggia di contenziosi che stanno aprendo buchi milionari, visto che la Regione Abruzzo risulta regolarmente sconfitta. Ripristinando gli incentivi cancellati per fare cassa nel 2008. Anche per evitare l’esodo delle migliori professionalità in altre regioni, dove le paghe e le condizioni contrattuali sono piu alte. 

E' questa la scottante partita, che si trova a dover giocare in primis l’assessore regionale alla Salute, Nicolettà Verì,  già alle prese con quella delicatissima dell’approvazione da parte del tavolo ministeriale del Piano sanitario regionale e della nuova rete ospedaliera.

Come già riferito da Abruzzoweb, oltre 200 medici di famiglia, numero destinato ad aumentare, stanno avendo ragione, nei tribunali civili di tutto l'Abruzzo, contro la riduzione unilaterale da parte della Regione, della loro contribuzione per prestazioni extra, che si somma allo stipendio previsto dal contratto nazionale. Contribuzione che era stata fissata dalla Regione nel 2006, quando era presidente Ottaviano Del Turco, per ciascun paziente, poi ridotta, sempre da Del Turco, nel 2008, con la delibera di giunta 592.

Lo stesso è avvenuto per i pediatri, e anche loro stanno andando in tribunale. Finora una trentina, in provincia di Tertamo e Chieti vincendo regolarmente le cause in primo e secondo grado. Si presume che man mano tutti i circa 170 pediatri faranno anche loro ricorso. E ogni volta le Asl dovranno scucire anche fino a 50 mila euro di risarcimenti. L’esoboso insomma anche per i pediatri rischia di essere nell’ordine dei milioni di euro.

Come se non bastasse, davanti ai ricorsi vinti dai pediatri, come accaduto per i medici di famiglia, le Asl hanno finora avuto la consegna di fare ricorso in Cassazione. Rischiado di perdere ancora, e spendere ancor piu soldi in parcelle per gli avvocati, spese processuali e interessi lievitati. 

A caldeggiare una soluzione bonaria del contenzioso è Piero Di Saverio, segretario regionale abruzzese della Federazione italiana medici pediatri.






“Noi pediatri siamo pronti ad una transazione sui risarcimenti dovuti, possiamo anche rimodulare gli incentivi, che questo è pacifico, andranno subito rietrodotti. La Regione ci faccia sapere”, esordisce.

Del resto, tiene a sottolienare il sindacalista, gli incentivi della contrattazione decentrata con la Regione, è parte integrante, nella miusra del 20 per cento, dello stipendio dei pediatri, che vale circa 84 euro a bambino preso in carico.

E non è una prebenda: si riconosce qualcosa in più, per essere sempre reperibili telefonicamente, per garantire la presenza fisica in ambulatorio 8 ore al giorno, rispetto alle 5 previste dal contratto nazionale. E ancora per assumere una segretaria, per aggiornare costantemente il Bilancio salute, ovvero un fasciclo sanitario del bambino preso in carico. Infine per garantire presenza e servizi nelle aree interne e montane, con trasferte in automobile non certo agevoli.

“in gioco non è solo il compenso dei pediatri, lo è soprattutto la qualità e assiduità del servizio che si intende garantire – spiega ancora Di Saverio – occorre fare un passo indetro, o meglio uno avanti, rispetto alla logica che è stata adottata nella fase commissariale: fare cassa tagliando i costi. Dopo quelle decisoni, in molto hanno dovuto fare a meno della segretria, e questo incide negativamente sulla prestazione, ed è sempre più difficile garantire la massima reperibilità, anche senza incentivo. Tenuto conto che nel 2013 c'è stato ampliamento degli ambiti territoriale, si è allargato per pediatri l’utenza da coprire in particolare nelle aree montane e disagiate”.

E cìè un altro rischio, paventato da Di Saverio: l’emigrazione dei pediatri.

“Nel nord Italia le retribuzini sono molto più alte, molti colleghi ricevono offerte da esempio dalla Pediacoop recluta professionsiti da tutta Italia, per erogare prestazioni in ospedali e ambulatori, pagando molto bene. Una ragione in più per creare condizioni di lavoro ottimale qui in Abruzzo, è quella di evitare l’esodo”.

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