OSSERVATORIO ASAPS: 115 VITTIME, 54 ERANO PEDONI; NEL NOSTRO PAESE 28 MORTI IN PRIMI CINQUE MESI DEL 2020; LOMBARDIA IN TESTA ALLA CLASSIFICA CON 208 EPISODI

PIRATI STRADA: 26 INCIDENTI IN ABRUZZO,
IN ITALIA 365 FERITI NONOSTANTE LOCKDOWN

7 Luglio 2020 06:00

L'AQUILA – Sono stati 308 gli episodi di pirateria stradale nei primi cinque mesi del 2020, con 28 morti e 365 feriti, nonostante il lockdown. 

Lo scorso anno gli episodi gravi erano stati 1.129, in aumento rispetto al 2018 del +12,3%, con 115 morti (+3,6%) e 1.335 feriti. 

Sono i dati riferiti dall'Osservatorio Asaps, l'associazione sostenitori della Polstrada, dopo l'incidente di ieri sera a Bagnolo Mella (Brescia), dove un pirata della strada ha travolto e ucciso una bambina di 9 anni che attraversava la strada sulle strisce; ferita anche la madre. 

Nel 2019 l'autore della pirateria è stato identificato nel 53,1% dei casi, percentuale che sale al 70,2% per le piraterie mortali. Nel 15,1% delle piraterie mortali il conducente identificato a distanza di poco tempo è risultato positivo all'alcol o alla droga, o entrambe le tossicità. 

Nel 16,7% il pirata identificato è risultato essere straniero.






Fra le 115 vittime, 54 erano pedoni e 16 i ciclisti; in 175 episodi è rimasto coinvolto un minore, in 86 incidenti il coinvolto aveva meno di 14 anni; in 71 episodi (11,8%) le protagoniste della fuga erano donne. 

La regione con il maggior numero di episodi è stata la Lombardia (208), seguita da Campania (120) e Lazio (103). 

Il Veneto con 94, la Sicilia e l’Emilia-Romagna con 90, la Toscana con 72, la Puglia con 65 e il Piemonte con 63. Le Marche con 58 episodi, il Friuli Venezia Giulia con 35, la Liguria 34 e l’Abruzzo 26. 

Numeri migliori in Sardegna con 19 eventi, Calabria 17, Trentino Alto Adige 14, Umbria 11, Molise 9 e Valle D’Aosta 1.

“Complessivamente dati in aumento – commenta il presidente dell'Asaps, Giordano Biserni – I dati di questo bieco fenomeno, molto italiano, devono farci riflettere e richiedono una maggiore politica di contrasto. I motivi della fuga? Più o meno sempre gli stessi, la guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti, la paura di perdere la patente e la sempre più frequente 'scopertura assicurativa'. Chi si dà alla fuga può vedersi aumentata la pena per omicidio stradale e lesioni, da un terzo a due terzi e comunque non può essere inferiore a 5 anni o 3 anni”. 

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