L’AQUILA, PNRR E RICOSTRUZIONE: “TANTE RISORSE, MA PROGRAMMAZIONE E TEMPI STRETTI PER SFIDA EPOCALE”

CONVEGNO ALL'ANCE CON LEGNINI, PRESENTI, PEZZOPANE E LOLLI SU UTILIZZO 1,1 MILIARDI RISORSE EUROPEE NEI CRATERI 2009 E 2016.

8 Novembre 2021 19:44

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA  – I fondi complementari del Pnrr, ben 1,1 miliardi di euro per i 181 comuni del crateri sismici del 2009 e 2016, compresi quelli abruzzesi, occasione irripetibile per dare un futuro solido ai territori dell’Appennino centrale oggetto di ricostruzione, e vincere la sfida del contrasto allo spopolamento e marginalità economica. La prova del fuoco di una nuova governance istituita ad hoc, che coinvolge tutti gli attori, dal governo ai Comuni, per dotare i territori di connettività all’avanguardia, per la riqualificazione urbana, la creazione di comunità energetiche, la realizzazione di infrastrutture strategiche, come il quinto lotto L’Aquila-Amatrice e il collegamento Teramo-Ascoli centri di formazione di eccellenza nel capoluogo L’Aquila,  Ma il tempo stringe e i fondi da spendere sono ingentissimi, e non è detto che amministrazioni e imprese siano pronte. Non dimenticando che l’obiettivo vero è creare lavoro e occupazione diffusa.

Questi i temi toccati, in una gremita sala conferenze dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) dell’Aquila nel convegno “L’Aquila, la ricostruzione e l’Appennino”, che ha avuto come relatori   la deputata del Partito democratico Stefania Pezzopane, che ha introdotto i lavori, Giovanni Legnini, commissario straordinario ricostruzione 2016-2017 , Carlo Presenti, capo della Struttura di missione (Stm) sisma 6 aprile 2009, intervenuto in videoconferenza, e Giovanni Lolli, l’ex presidente della Regione vicario, ed ex assessore regionale alle Attività produttive.

“La governance rappresenta una positiva novità -, ha detto subito Legnini -, introduce una visione non scontata, integrata e complessa, con un modello multi-livello, una cabina di coordinamento che vede insieme governo, struttura commissariale, struttura missione 2009 e le quattro regioni con i presidenti e loro delegati, e i 183 sindaci nelle quattro regioni. Tutti uniti con una squadra territoriale per attuale le misure straordinarie del Pnrr. Un’eccezione nell’iter verticale previsto generalmente dal Pnrr”.

“Importante la decisione collegiale – ha aggiunto Legnini -, e il potere di ordinanza: tutte le misure avranno copertura con ordinanze commissariali, e anche questa una novità.  Il fondo ha una dotazione importante, ma va esteso su un territorio molto ampio, può però di essere una leva per far lievitare altre misure. La domanda ricorrente è: che destinazioni avranno i paesi ricostruiti, con quale vocazione? Questi fondi possono dare una risposta. Importante ad esempio la misura per la digitalizzazione dei territori, come pure la rigenerazione urbana, condivisa con i sindaci, per tutti i comuni, capaci di segnare la qualità del vivere e dell’abitare. Poi c’è il capitolo infrastrutture, comprese quelle viarie, come il quinto lotto L’Aquila-Amatrice e il collegamento Teramo-Ascoli. Poi le comunità energetiche, con fondi aggiuntivi ai bandi del Ministero della Transizione energetica”.

Ha però ammonito Presenti: “Il fondo complementare è complesso, occorre molta informazione e preparare le amministrazioni locali e le imprese per fare progettazione di qualità, finanziabile in tempi stretti. L’innovazione digitale è fondamentale per mantenere le risorse umane sul territorio, con importanti sviluppi nel controllo del territorio, dal punto di vista sismico e ambientale. Migliaia di cittadini entreranno in contatto con le tecnologie informatiche più innovative, nel cuore degli Appennini”.

Ha detto Pezzopane “Quello del Pnrr è tema di cui si parla molto, ma mancano informazioni, tempistiche e relazioni. Giovanni Lolli nella precedente amministrazione regionale convocava il Tavolo della ricostruzione, ora serve un analogo ruolo di raccordo, occorre trovare quella coesione che ci ha fatto ad esempio vincere la battaglia per la restituzione delle tasse. Mancando una strategia, il rischio è che questa irripetibile opportunità, diventi un esercizio di erogazione di oboli, stile bancomat. Occorre spendere bene fino all’ultimo euro”.

“Per il territorio – ha poi ricordato – c’è il fondo del 4% per la ricostruzione del tessuto sociale, c’è il contratto di sviluppo per il cratere del Centro Italia, che riguarda anche a L’Aquila e Teramo. Poi gli 1,1 miliardi di fondi Pnrr che con il governo di Mario Draghi ha messo nel fondo compensativo, che non si sottopone ai passaggi del Pnrr, è per i crateri 2009 e 2016, ed è esclusivo, per un grande progetto strategico”.

Lolli ha toccato infine un tasto dolente: “occorre anche chiedersi quanti posti di lavoro sono stati creati con le ingenti risorse già impegnate per il cratere 2009, penso ai fondi Restart. Questo è un nodo fondamentale, come pure la consapevolezza che l’Europa pretende condizionalità, ovvero se non sono progetti coerenti, non saranno finanziati, non sono un bancomat. E inoltre le opere andranno spese entro il 2026. Aspetto fondamentale è snellire l’iter, soprattutto da parte di Invitalia”.

Lolli ha poi elencato quantità e utilizzo negli anni dei fondi Restart, di cui è stato un promotore, evidenziando luci ed ombre, nel primo caso che “i 200 milioni erogati, con il meccanismo del cofinanziamento, hanno consentito da parte delle imprese beneficiarie di portare sul territorio oltre 400 milioni”.

Tra le ombre “i soldi non ancora spesi, e programmati da tempo, come “i 20 milioni per il Gran Sasso, gli 11 milioni per la ciclovia L’Aquila-Capitignano, i 10 milioni aiuto al credito”.

 

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