“POCHE CORSE, PARCHEGGI INTROVABILI”, BUS L’AQUILA-ROMA, SFOGO DI UNA PENDOLARE

7 Novembre 2022 09:19

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA – “Pochi parcheggi, o anche nessuno”, almeno a distanze che non impongano il footing mattutino, in prossimità delle due nuove fermate per gli autobus per Roma, a L’Aquila ovest, e in quella, recentemente oggetto di restyling, al cimitero. “Poche corse, mai ripristinate dopo i tagli nelle fasi acute della pandemia del covid”,  in primis quelle della Tua, la società di trasporto regionale. Da 28 corse al giorno andata e ritorno, a 9 corse, e appena 4 la domenica. “Autobus inevitabilmente sempre pieni”, per non dire poi della beffa della perdita del bonus trasporti di sessanta euro, in quanto  la linea L’Aquila-Roma è diventata commerciale, e non più di trasporto pubblico locale.

Sono le tante e dettagliate critiche, illustrate a questa testata, da una cittadina aquilana, ingegnere di professione, che da due mesi fa la pendolare per lavoro, dal capoluogo abruzzese a Roma.





Un intervento che fa da controcanto alla retorica dell’avvicinare L’Aquila a Roma, in termini di trasporto, nuove infrastrutture dai costi miliardari, vocazione socio economica, sbandierata durante le campagne elettorali.

“Ero convinta, fino a due mesi fa – esordisce la pendolare -, che i collegamenti L’Aquila-Roma e Roma-L’Aquila con Tua fossero almeno ogni ora. Invece ho scoperto che dal lockdown ad oggi molte corse sono state tagliate. Ne erano 28 al giorno andata e ritorno, e adesso ce ne sono 9. Sono state soppresse e non più ripristinate lasciando scoperte fasce orarie come quella dalla 15.15 alle 17.17 per il rientro all’Aquila. Per non parlare del fine settimana: solo 4 corse di andata e ritorno. Nel frattempo la linea L’Aquila-Roma è diventata commerciale e non più tpl, ovvero di trasporto pubblico locale,  e quindi è entrata nel libero mercato e pertanto non è più finanziata da fondi pubblici. Per lo stesso motivo i pendolari L’Aquila-Roma non possono usufruire del bonus trasporti di sessanta euro”.

Con il taglio delle corse, i disagi, prosegue la lettera: “Gli autobus sono sempre pieni. A volte oltre al bi-piano vengono aggiunti anche degli ulteriori mezzi per coprire le richieste”.





Altro punto dolente: “le fermate della linea L’Aquila-Roma sono il terminal di Collemaggio, che la mattina all’alba degno set di un film horror, il cimitero, con pochi posti riservati alle auto, e le fermate di Aquila ovest, ma lì pochi parcheggi con la vicinanza delle scuole e con le auto dei residenti, sono già saturi alle prime ore del mattino.  Molti parcheggiano lungo la strada tra il negozio Maury’s e la Campomizzi dove non ci sono strisce per posteggi. Altri trovano posto al mercato di piazza d’Armi dove con una torcia o catarifrangenti puoi raggiungere la fermata camminando per 700 metri senza rischiare troppo l’incolumità fisica”.

Conclude la pendolare: “Sono un ingegnere e in questi due mesi di vita da pendolare ho capito quanto sia importante l’esperienza intesa come sperimentazione per individuare le problematiche che spesso vengono fuori da progetti, che sulla carta sembrano funzionare. Bisognerebbe instituire una sorta di ‘collaudo percettivo: una volta realizzato il progetto i tecnici dovrebbero fare esperienza dei luoghi immaginati e definiti solo su carta. Nel caso di specie, ci si sarebbe facilmente accorti di quanti siano pochi i posti dedicati al parcheggio delle auto nei pressi delle fermate della città, di quanto il percorso parcheggio-fermata sia poco illuminato alle 5 del mattino o alle 20 la sera, della distanza da percorrere magari sotto la pioggia, dalla fermata al parcheggio”. Filippo Tronca

 

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