POLITICHE OCCUPAZIONALI: CGIL, “A COSA SERVE UNA NUOVA AGENZIA PER IL LAVORO REGIONALE”

19 Aprile 2024 16:32

Regione - Lavoro

L’AQUILA  – “Nell’incontro che si è tenuto nella giornata di ieri 18 aprile 2024 in Giunta Regionale sulla contrattazione decentrata, apprendiamo dal Direttore Generale  Antonio Sorgi, a margine dell’incontro, dell’intenzione di riprendere il progetto legislativo per la creazione dell’Agenzia per il Lavoro della Regione Abruzzo che sostanzialmente assorbirà i Centri per l’Impiego”.

Lo rivela in una nota la Cgil che esprime forti perplessità sulla nascita di questo organismo.





LA NOTA

Già un anno fa lo stesso Sorgi aveva portato all’attenzione delle organizzazioni sindacali e del tavolo rsu una bozza di legge per la costituzione dell’agenzia che sostanzialmente diceva ben poco rispetto ai servizi, sulle modalità di funzionamento, tantomeno sulle condizioni dei dipendenti, un disegno apparentemente abbandonato dopo la contrarietà di OO.SS e lavoratori e che torna in auge appena una settimana dall’insediamento del Consiglio regionale e la nomina dei nuovi Assessori.

Esprimiamo perplessità, come già fatto in precedenza, innanzitutto rispetto alle tempistiche di questa scelta che, non fatta nel 2018, viene invece riproposta a sei anni di distanza in una fase in cui, anche a seguito di esperienze fallimentari sul territorio nazionale, diverse regioni hanno fatto marcia indietro. Pensare di perseguire un modello anacronistico indica una poca attenta valutazione rispetto alle ricadute sia sulla qualità dei servizi che sulla qualità delle condizioni di lavoro per chi eroga quei servizi.





Siamo inoltre convinti che la qualità dei servizi pubblici debba sempre essere ricondotta ad un modello organizzativo che esprima una programmazione e la “mission” di questa Regione e non dall’adozione di semplificazioni dettate da una volontà di esternalizzare servizi e renderli sempre meno soggetti al controllo sia da un punto di vista operativo che assunzionale oltre che da un possibile aumento dei costi per la collettività pubblica.

Restiamo in attesa del confronto poco fiduciosi che le motivazioni saranno davvero supportate da una programmazione che potrà migliorare le attività legate all’erogazione dei LEP, il raggiungimento degli obiettivi e il miglioramento delle condizioni dei lavoratori.

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