POLO AIREO UNIPEGASO: “SEMPRE PIU’ CORSI E ISCRITTI, MAGGIORI OPPORTUNITA’ DI LAVORO”

INTERVISTA AL RESPONSABILE, IL PROFESSOR GUIDO OTTOMBRINO: "FORMAZIONE DI QUALITA' SU MISURA DELLE ESIGENZE DEGLI STUDENTI, SISTEMA EFFICIENTE CON TIROCINI IN AZIENDE CONVENZIONATE"; DOPO AVEZZANO, NUOVA SEDE ALL'AQUILA

16 Novembre 2025 11:27

L'Aquila - Lavoro, Scuola e Università

L’AQUILA – “Dall’ingegneria informatica all’intelligenza artificiale applicata, ma anche scienze biologiche, della nutrizione umana, tecniche e psicologiche: alla fine di questi percorsi di studi i nostri studenti lavorano, forse anche di più rispetto a quelli che vengono da altre università, perché abbiamo anche un sistema che ci consente di indirizzarli e guidarli, attraverso tirocini presso le aziende con le quali siamo convenzionati, che sono migliaia in tutta Italia”.

Lo ha detto, nel corso di un’intervista ad AbruzzoWeb, il professor Guido Ottombrino, responsabile del Polo Aireo dell’Università digitale Pegaso che, dopo Avezzano, ha aperto una nuova sede all’Aquila, in via Alessandro Manzoni 2/F.

Un punto di riferimento per chi desidera studiare conciliando lavoro e vita personale grazie alla flessibilità della formazione online, ha spiegato Ottombrino: “L’idea di aprire una nuova sede è nata dal desiderio, dalla necessità, di offrire un servizio più capillare sul territorio, perché questa è la mission del gruppo Multiversity: favorire lo studio è telematico conservando un contatto umano sul territorio”.





Con oltre 7.000 studenti e professionisti già formati in Abruzzo, il Polo Aireo porta nel capoluogo un modello di didattica universitaria digitale che integra i percorsi delle Università Pegaso, Mercatorum e San Raffaele.

“Parliamo del più grande gruppo in Europa, Multiversity, che ha più di 200.000 studenti – ha aggiunto Ottombrino – con tre atenei telematici, Pegaso, che è il più noto, Mercatorum, che era l’università delle Camere di commercio, e poi la San Raffaele di Roma, che è la new entry, ed è una delle università più prestigiose che abbiamo in Italia, prima tra tutte le telematiche per qualità della ricerca e quinta, se consideriamo l’intero sistema universitario, secondo i dati dell’Anvur, l’Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca”.

Punto di forza delle università telematiche, evidenzia: “la possibilità di studiare anche a quelle persone che non potrebbero farlo diversamente, come studenti lavoratori, persone che per vari motivi non possono spostarsi dalla propria città e frequentare in presenza. Basti considerare che in Italia abbiamo un gap che ci caratterizza in maniera negativa: insieme alla Romania siamo il Paese con il minore numero di laureati anni al 35. Poi abbiamo un altro triste primato, con il maggior numero di abbandoni degli studi universitari, quindi significa che i nostri giovani si iscrivono all’università ma poi per vari motivi abbandonano”.

Tra le principali difficoltà, osserva Ottombrino: “L’organizzazione del sistema universitario nazionale, che rende problematico conciliare lo studio con il lavoro. E poi la mancanza di un metodo di studio adeguato nel passaggio dalla scuola secondaria all’università. Noi oggi riusciamo ad offrire un servizio anche in questo senso”.





Tra i corsi più frequentati: “abbiamo moltissimi iscritti a Giurisprudenza, a Scienze giuridiche alla triennale, in Economia aziendale, che per noi diventa anche gestione d’impresa con Mercatorum, con addirittura cinque indirizzi, e poi abbiamo tantissimi iscritti a Scienze motorie, Scienze dell’Educazione e della Formazione, Scienze Tecniche e Psicologiche, Ingegneria civile, Informatica, Gestionale. Abbiamo tra l’altro dei corsi molto particolari. Quest’anno, per esempio, abbiamo Ingegneria biomedica e Ingegneria informatica e dell’intelligenza artificiale applicata, che è un nuovissimo corso della San Raffaele di Roma”.

“Sono corsi non richiestissimi, molti anche di nicchia, che ci caratterizzano molto. Poi abbiamo anche percorsi nell’ambito sanitario, cosa che generalmente è interdetta alle telematiche, in quanto di solito riservati all’università in presenza. Grazie alla qualità della San Raffaele, per esempio, abbiamo Scienze biologiche, Nutrizione umana, Scienze Tecniche e Psicologiche”.

Da tempo, a livello nazionale, si riscontra un incremento del numero degli iscritti alle università telematiche, dato in controtendenza rispetto a quelle tradizionali, eppure, osserva Ottombrino: “C’è ancora qualche pregiudizio, figlio della disinformazione, e c’è ancora chi pensa il titolo rilasciato dalle telematiche abbia un valore inferiore rispetto a quello di un’università tradizionale”.

“Ancora oggi – continua – si pensa che le aziende private non assumano persone che vengono dalle università telematiche. Sono solo luoghi comuni, perché i dati raccontano tutta un’altra storia. Prima di tutto, parlando di qualità dei corsi, l’Anvur, che è l’unico organismo oggettivo per la valutazione del sistema universitario, ci pone nella stessa fascia di merito della maggior parte delle università in presenza d’Italia, addirittura la San Raffaele va anche oltre. Se parliamo invece di lavoro, i nostri numeri parlano chiaro. I nostri studenti lavorano anche di più una volta terminato il percorso. Ormai abbiamo un organico di 8-10 persone, tutti studenti laureati con noi che hanno conseguito una o più lauree”.

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