PONTE DI MOLINA ATERNO ANCORA SEQUESTRATO: APPELLO DEL SINDACO, “VIA I SIGILLI PRIMA POSSIBILE”

8 Giugno 2023 12:02

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA – “Ci auspichiamo un rapido dissequestro del ponte di Molina Aterno. Ci sono già le risorse per smaltimento e ricostruzione della nuova struttura: ma fin quando non avverrà il dissequestro, continueranno e si acuiranno sempre più i problemi di sicurezza, viabilità e accesso ai servizi”.





Le parole sono del sindaco di Molina Aterno,  paese dell’Aquilano, Luigi Fasciani, che fa il punto della situazione a distanza di quasi cinque mesi dal 18 gennaio 2023. In quelle giornate di intense precipitazioni il fiume Aterno, in piena, trascinò tronchi, rami e detriti lungo tutta l’asta fluviale.

Nel territorio del comune di Molina Aterno, sulla strada provinciale 11, si verificò il cedimento del così detto “ponte all’occhiale”: tuttora, la struttura si regge su di un grosso tronco che ha preso il posto di un pilone, ceduto per la furia dell’acqua. Aperta l’inchiesta per accertare se vi siano e di chi siano le responsabilità, l’intera area è stata sequestrata.   Tutto, da allora, è rimasto com’era, con l’aggravante del tempo che passa. La sede stradale sta sprofondando sempre di più, continuano ad accumularsi tronchi e detriti alla base del ponte e l’intera area, attigua al centro abitato e preziosa per i tanti imprenditori agricoli e cittadini che in questa zona hanno dei terreni, è irraggiungibile in sicurezza con grandi mezzi agricoli come i trattori.





“È una situazione che speravamo perdurasse poche settimane” prosegue Fasciani, “I problemi aumentano. Innanzitutto, parliamo di viabilità: la strada sulla quale insiste il ponte collega rapidamente Molina Aterno al comune di Secinaro ed è importante mantenere un collegamento funzionale e veloce anche in caso di emergenze sanitarie. Poi c’è il tema legato al raggiungimento dei terreni agricoli: le strade alternative sono strette e non agevoli, e in molti casi è impossibile arrivare sui terreni con i trattori, costringendo i tanti imprenditori agricoli della zona ad altre scomode soluzioni. I disagi della chiusura prolungata si ripercuotono anche su diverse famiglie residenti in zona che sono, di fatto, isolate e non hanno la possibilità di accedere ai servizi come tutta la restante parte della popolazione”.

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