DEPUTATO ABRUZZESE DI FORZA ITALIA E' INTERVENUTO DURANTE AUDIZIONE MINISTRO GUALTIERI IN COMMISSIONE FINANZE DELLA CAMERA

POPOLARE BARI: MARTINO, SEDI AUTONOME REGIONALI LE RICHIESTE: TUTELA AZIONISTI E PERSONALE

14 Gennaio 2020 07:48

L’AQUILA – “Tutela degli azionisti”, “salvaguardia dei livelli occupazionali”, e “istituzione di sedi regionali con deleghe e adeguati poteri per poter essere vicini a cittadini e imprese”.

Queste in sintesi le tre richieste del deputato abruzzese di Forza Italia Antonio Martino, capogruppo in commissione Finanze, illustrate nei giorni scorsi durante l'audizione del ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, sulla ristrutturazione e il rilancio della Banca Popolare di Bari, commissariata da Invitalia dopo il crack per via della cattiva gestione finanziaria e dei troppi crediti deteriorati.

Una vicenda che coinvolge pesantemente l'Abruzzo dove la la Popolare di Bari ha oltre gli oltre mille dipendenti e cento sportelli.

La banca pugliese ha del resto acquisito la banca Tercas, con sede a Teramo, nel 2014, che ha portato nel gruppo oltre a 250mila clienti e 4,5 miliardi di raccolta, 750 milioni di perdite e 1,4 miliardi di sofferenze.

“Un dato positivo – commenta Martino – è che il Governo metterà sul piatto un miliardo di euro, e ha individuato un cronoprogramma per il salvataggio e messa in sicurezza che si concluderà a giugno. Fino ad allora vigileremo con grande attenzione”.






Gualtieri ha infatti spiegato che “a regime la banca sarà trasformata in società per azioni con la copertura delle perdite che emergeranno a seguito delle valutazioni dei commissari e dell'ispezione della Banca d'Italia”.

Successivamente, sarà la contestuale ricapitalizzazione della banca da parte di Mcc, del Fitd e di investitori privati che potranno “auspicabilmente essere individuati”.

Quello che però per Martino resta una priorità, “è salvaguardare gli azionisti, che rischiano di trovarsi un pugno di mosche in mano, ed anche tutelare i dipendenti , questioni di grande importanza per l'Abruzzo, dove la Popolare di Bari detiene il 20 per cento della penetrazione di mercato”.

E soprattutto sottolinea il deputato, che è anche imprenditore, “occorre radicare nei territori una realtà che al termine del processo di salvataggio dovrà diventare la banca del Mezzogiorno d'Italia. La sede centrale sarà certamente a Bari, ma in ciascuna regione dove essa opera, compreso ovviamente l'Abruzzo, ci dovrà essere una sede con deleghe e funzioni autonome, e non meramente 'periferica', al fine di poter rispondere alle esigenze delle imprese e dei cittadini”. (f.t.)

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