PRECARI SANITA’: APPROVATA LEGGE REGIONALE SODDISFATTA VERI’, PAOLUCCI ATTACCA NORMA

5 Agosto 2020 21:28

L'AQUILA – Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la legge regionale “Disposizioni in materia di assunzione di personale nelle aziende e negli enti del servizio sanitario regionale”, in sostanza una misura per la stabilizzazione centinaia di precari nelle quattro azienda sanitarie abruzzesi.

Ma sulla norma c’è un piccolo giallo legato alle posizioni agli antipodi da parte dell’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega, che in una nota esprime soddisfazione “perché con questa legge si risconsce il lavoro dei precari Asl”, mentre il suo precedessore, il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci, con un’altra nota sottolinea che “il centrodestra dice no alla stabilizzazione dei precari della sanità”.  

Per la Verì, “il riconoscimento dell’anzianità di servizio del personale precario delle Asl abruzzesi attraverso l’attribuzione di un punteggio per il lavoro prestato negli ospedali pubblici ora sarà possibile grazie ad una specifica legge regionale approvata oggi dal Consiglio regionale”.

Per Paolucci, invece, “il centrodestra non si smuove sulle stabilizzazioni dei precari della sanità, che avevamo richiesto con un disegno di legge che applicava la legge Madia e che invece è uscito stravolto dall’esame in aula, producendo una norma che scontenta centinaia di lavoratori delle cooperative sanitarie e permette solo la valutazione di punteggi per l'esperienza maturata, possibilità già vigente”.






In relazione all’emedameno del centrodestra che ha morsicato la norma presentata da Paolucci, l’assessore spiega che “non abbiamo stravolto nulla. Il fatto è che la proposta di legge di Paolucci sulla stabilizzazione del personale sanitario dei servizi esternalizzati dalle Asl abruzzesi, peraltro copiata dalla Regione Lazio, difettava di chiarezza in una parte della normativa e questa circostanza ci ha impedito di approvarla. Anche al fine di tutelare gli stessi lavoratori”.

“Il no alle assunzioni tramite la legge Madia, ipoteca il futuro dei circa duemila operatori sanitari irregolari, nonostante vi siano ben 150mila prestazioni in attesa nella sanità abruzzese dell’era Marsilio – chiarisce Paolucci – La stabilizzazione che era cosa realizzabile, dopo la sentenza della Corte Costituzionale del mese di febbraio che ha riconosciuto la possibilità di estendere i diritti per combattere il precariato e quindi applicare anche a questi lavoratori gli effetti della legge Madia”. 

 

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