PREMIO TERAMO RACCONTO INEDITO: VERONESI TRA I VINCITORI, ”LEGATO ALL’ABRUZZO DI JOHN FANTE ”

28 Novembre 2019 14:11

TERAMO – Mercoledì 4 dicembre 2019, a Teramo, alle ore 18, nella Sala Ipogea di Piazza Garibaldi, cerimonia di premiazione della XLV edizione del “Premio Teramo” per un racconto inedito. 

Nel corso della manifestazione saranno consegnati i riconoscimenti ai vincitori delle tre sezioni in cui si articola il Premio: Premio Teramo per un racconto inedito, Premio Teramo “Giacomo Debenedetti” riservato a uno scrittore giovane, Premio Teramo “Mario Pomilio” riservato a uno scrittore abruzzese. 

Verrà inoltre conferito un Premio Speciale per la Narrativa allo scrittore Sandro Veronesi, che presenterà il suo nuovo romanzo, Il colibrì, edito dalla Nave di Teseo. 

L’evento, condotto da Alessio Romano, arricchito dalle letture di Mauro Di Girolamo della compagnia teatrale Spazio Tre e dagli interventi musicali degli allievi del Conservatorio Statale “Braga” di Teramo, vedrà la partecipazione del sindaco Gianguido D’Alberto, dell’assessore alla Cultura Andrea Core, del segretario del Premio Teramo Paolo Ruggieri, titolare della direzione artistica, organizzazione e coordinamento del Premio, e dei membri della commissione giudicatrice: Raffaella MorselliLucilla SergiacomoRenato MinoreAttilio DaneseGaja Cenciarelli, Roberto MichilliArianna Giorgia Bonazzi.

Veronesi si dice molto legato all'Abruzzo e in particolare a Torricella Peligna, in provincia di Chieti, città di cui era originario lo scrittore italo-americano John Fante, considerato oggi uno degli scrittori più importanti della sua generazione e, secondo Charles Bukowski, il narratore più maledetto d’America. 

“Ogni anno viene organizzato un festival intitolato a questo grandissimo personaggio, a cui mi piace partecipare”, dice ad AbruzzoWeb.






Nel raccontare il suo colibrì, nato dopo cinque anni di lavoro, presentato nelle scorse settimane a Pescara, in occasione del Festival Fla, l'autore spiega che: “Il protagonista, Marco Carrera, è molto diverso da me, anche se ha la mia stessa età . La sua vita non è raccontata in ordine di tempo cronologico, ma il lettore vive degli espisodi insieme a lui, momenti brevi o lunghi del suo passato. La sua è una vita che contiene molto dolore, ma la mia volontà è quella di riuscire a portare in chi legge Il Colibrì una sensazione di vitalità in quella sofferenza e questo è stato possibile solo 'distruggendo' il tempo del racconto”.

Nel libro, infatti, è chiaro sin dalle prime pagine che ci saranno momenti difficili e di dolore e quindi “siamo pronti psicologicamente ad affrontare il dolore quando arriverà”, spiega.

Per Veronesi, “scardinare la tirannia del tempo apre ad una serie di possibilità”.

Lo scrittore, poi, riflette sul senso della sofferenza e aggiunge che “Se non si accetta il male non si arriverà mai ad avere la pace, riuscire ad accettarlo è un prodigio, ma è l’unica cosa che l’essere umano può fare, non si può cambiare il passato”.

Perché Il colibrì? “Si tratta di una soprannome che è stato dato al protagonista quanto era bambino, è sempre stato molto più piccolo per la sua età, ma questa sua caratteristica fisica è fondamentale nel testo perché resnde meglio il contrasto che nasce con l'energia necessaria per far restare fermo Marco. Lui rappresenta l'opposto rispetto alle persone del suo tempo che si consegnano fiduciose al cambiamento nell’aria, questo perché nella sua vita il cambiamento è stato doloroso e quindi cerca di conservarsi, attraverso una vita vissuta comunque in modo dinamico. Il colibrì arriva lontanissimo, lui resta fermo, ma il mondo no”, sottolinea l'autore.

Il romanzo è ambientato a Firenze, una scelta voluta da Veronesi come “tributo che rendo a questa bellissima città, dove ho studiato alla facoltà Architettura – ricorda – Poi una volta laureato e presa l'abilitazione, sono andato a Roma dove ho iniziato a scrivere, non mi piaceva l’idea di fare l’architetto – svela l'autore – e ho deciso di seguire la mia passione, tanto che il primo libro l'ho pubblicato a soli 29 anni”, conclude.

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