PRESEPE CASTELLI PARLA A NUOVE GENERAZIONI. LEUZZI, “PAPA IN ABRUZZO? SPERIAMO E PREGHIAMO”

di Filippo Tronca

13 Dicembre 2020 07:33

TERAMO – “Il presepe di Castelli, come tutti gli altri presepi del mondo, rappresenta un grande richiamo all’evento della Reincarnazione, tra il prima e il dopo Cristo. Sapere che a piazza San Pietro c’è ora un presepe realizzato da una comunità educativa come lo storico liceo artistico, è anche un  messaggio rivolto alle nuove generazioni”.

Sono le parole piene di spiritualità ed emozione pronunciate dal vescovo della diocesi Teramo Atri, Lorenzo Leuzzi, con le immagini ancora fresche e che hanno varcato i confini regionali e nazionali, della inaugurazione di venerdì pomeriggio in Vaticano del presepe artistico di Castelli, una delle capitali mondiali della ceramica in un centro montano della provincia teramana ancora alla ricerca della ripresa dopo essere stato colpito duramente dal terremoto del Centro Italia del 2016 e 2017.

In questo senso, un simbolo di rinascita di comunità, in particolare quella abruzzese, segnata anche dal terremoto del 2009 dell’Aquila, ancora alla ricerca del rilancio dopo le drammatiche tragedie.

Il capolavoro artistico e religioso, vanto e riconoscimento per l’Abruzzo, emozionerà fedeli e cittadini in piazza San Pietro in Vaticano, fino al 10 gennaio prossimo.

Venerdì scorso una delegazione della Diocesi insieme al presidente della Regione, Marco Marsilio, all’assessore regionale al Lavoro e alla Istruzione Pietro Quaresimale, il presidente regionale Anci e sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, il sindaco di Castelli Rinaldo Seca, il commissario Ricostruzione 2016, Giovanni Legnini, stata ricevuta in udienza da Papa Francesco. A seguire il cardinale Giuseppe Bertello e il vescovo Fernando Vérgez Alzaga, rispettivamente presidente e segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, hanno acceso l’albero di Natale, maestoso abete rosso di Kocevje, in Slovenia e hanno benedetto, ai suoi piedi, le 54 statue in grandezza naturale di ceramica realizzate negli anni ’70 dai docenti e dagli studenti dell’allora Istituto d’arte, oggi liceo artistico per il design F. A. Grue.

“Mai come quest’anno, le icone del Natale rappresentate dal presepe e dall’albero allestiti in piazza San Pietro sono segno di speranza per i romani e per quei pellegrini che avranno la possibilità di venire ad ammirarli”, ha detto il Pontefice. E monsignor Leuzzi, ex cappellano della Camera dei deputati, stimato e influente nelle altissime sfere della politica italiana, al cospetto di Papa Bergoglio, invitandolo a marzo nella terra d’Abruzzo, ha a sua volta affermato: “ci siamo preparati a questo evento riscoprendo che nel presepe c’è la certezza che camminando insieme possiamo costruire la civiltà dell’amore. I nostri studenti attendono di incontrarla, speriamo nel prossimo marzo”.

A proposito del Papa, venerdì Marsilio ha donato a Francesco una riproduzione del rosone della basilica di Collemaggio dell’Aquila e nel ringraziarlo per il privilegio concesso, ha auspicato quanto prima di poter ospitare una visita in Abruzzo: anche questo un invito ufficiale. Sulla possibile visita di Bergoglio, nella intervista ad Abruzzoweb monsignor Leuzzi che a Teramo si è da subito fatto apprezzare come pastore ma anche come un vulcano di idee ed infaticabile promotore di iniziative benefiche e di solidarietà, ha spiegato: “la sua visita in Abruzzo dipenderà dai suoi impegni. Noi speriamo e preghiamo che ciò avvenga”. Alla ineludibile domanda, “che Natale sarà, con limitazioni agli spostamenti tra Comuni e regioni?”, monsignor Leuzzi ha risposto sicuro: “il Natale deve in ogni caso essere un momento di raccoglimento spirituale. Questa terribile esperienza ci invita a conoscere meglio la società che viviamo e ci chiama a costruire la società del futuro, a riconoscere l’importanza della prevenzione sanitaria e delle prospettive terapeutiche per far fronte ad altre malattie che potranno in futuro colpire l’umanità.  Questa esperienza ci ha  fatto compere che la società è molto più complessa di ciò che pensavamo”. “Nel presepe di Castelli – ha commentato ancora monsignor Leuzzi – il contenuto religioso e spirituale è quello tradizionale e canonico, ma la forma nasce da una originale espressione artistica. Questa peculiarità ci aiuta a capire che l’elemento dell’Incarnazione deve coinvolgere tutte le culture, parlare tutti i linguaggi. Prendiamo la Sacra famiglia e i Re Magi, presentati in una loro contemporaneità, o anche, addirittura, la presenza tra le statue di un astronauta, che rimanda alla capacità dell’uomo di trovare nuove strade dal punto di vista scientifico e tecnologico. Ritengo che questo sia uno dei messaggi reconditi e preziosi di questo presepe”. Il prelato ha anche ricordato che l’evento del presepe a Roma è stato l’occasione per organizzare un cammino di “avvicinamento” per coinvolgere il più possibile il territorio in un progetto di ampio respiro, scandito da cinque convegni dedicati a temi chiave quali “ricostruzione”, “imprenditorialità”, “turismo”, “arte” ed “Europa”, tutti fruibili dal canale YouTube e sul sito dedicato, www.unpresepeperrinascere.it. “In questo cammino di preparazione si sono rese protagoniste tante realtà che desiderano mettersi in gioco, investire le loro capacità, i loro ruoli, anche istituzionali – ha spiegato il vescovo -,  a beneficio di Castelli e del territorio teramano ferito da ben due terremoti, e ora anche da una devastante pandemia. In queste giornate di fitto e fecondo dibattito si è riscoperto il senso di collaborazione, si sono attivati collegamenti internazionali, tanto che si è avviato un gemellaggio tra università di Teramo e di Lubiana e Novo Mesto in Slovenia, da dove proviene il bellissimo albero. Per il Grue di Castelli in quei giorni si sono poste le basi per collaborazioni durature con istituti artistici non solo italiani ma anche internazionali, in particolare in Russia e in Francia”.

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