PRESEPE DI CASTELLI A PIAZZA SAN PIETRO,
DIOCESI TERAMO, EVENTI PER LA RINASCITA

26 Novembre 2020 09:57

TERAMO – Il Presepe monumentale, complesso scultoreo di 54 statue capolavoro realizzato  dai talenti dell’Istituto d’arte di Castelli, comune teramano tra le capitali mondiali dell’arte della ceramica, potrà essere ammirato l’11 dicembre in piazza San Pietro per la tradizionale cerimonia di illuminazione dell’albero di Natale, alle ore 16,30, e fino al 10 gennaio 2021.

Un traguardo storico, e un motivo di conforto e speranza, per la diocesi di Teramo e Atri, e per il territorio colpito duramente prima dal terremoto del 2016 e 2017 e poi dalla pandemia del coronavirus.

Promotore e regista dell’iniziativa il vescovo Lorenzo Leuzzi ex cappellano della Camera dei deputati molto ben “inserito” nelle altissime sfere della politica italiana conoscendo il comparto ed essendo molto stimato. Un’influenza che ora sta spendendo a favore dell’accelerazione del processo di ricostruzione post-sismica e nel contrasto al covid-19.

La cerimonia dell’11 dicembre, sarà presieduta dal cardinale Giuseppe Bertello, e dal vescovo Fernando Vérgez Alzaga, rispettivamente presidente e segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Lo stesso giorno, nella mattinata, le delegazioni di Castelli e di Kočevje saranno ricevute in udienza da Papa Francesco per la presentazione ufficiale dei doni.

La tradizionale inaugurazione del Presepe e l’illuminazione dell’albero di Natale in piazza San Pietro, “vuole essere un segno di speranza e di fiducia per il mondo intero. Vuole esprimere la certezza che Gesù viene in mezzo al suo popolo per salvarlo e consolarlo. Un messaggio importate in questo tempo difficile a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19”, ha detto Governatorato della Città del Vaticano,

In concomitanza dell’evento, diocesi di Teramo-Atri ha organizzato una serie di iniziative,  con la collaborazione della Regione Abruzzo, la Provincia di Teramo, il comune di Castelli, l’Ufficio scolastico regionale insieme al liceo artistico “F. Grue” di Castelli, la Fondazione Tercas, l’Università di Teramo e il Sodalizio degli abruzzesi a Roma, volte a coinvolgere il più possibile il territorio in un progetto di ampio respiro.

A partire dal sito dedicato, www.unpresepeperrinascere.it, e ancora lo svolgimento di cinque convegni on line a partire da oggi il 26 novembre (“Non abbiate paura” ricostruire è possibile! – ore 10,30-13), e poi a seguire il 28 novembre (Una nuova imprenditorialità a servizio del territorio – ore 11-13), il 2 dicembre (Scoprire la bellezza del paesaggio e dell’arte nell’esperienza turistica – ore 17-19), il 3 dicembre (La formazione artistica dei giovani – ore 10,30-13) e il 9 dicembre (Teramo e Lubiana: insieme per una nuova cooperazione internazionale allo sviluppo – ore 10,30-12,30).

Cinque convegni, intorno ai “cinque pilastri” su cui fondare la “rinascita”: ricostruzione, imprenditorialità, turismo, arte ed Europa, tutti fruibili dal canale YouTube della diocesi e degli enti, che in uno sforzo sinergico, si sono divisi l’organizzazione degli stessi, insieme agli uffici della chiesa locale.

Inoltre la diocesi di Teramo-Atri, nella persona del vescovo Leuzzi, vuole come opera segno frutto di questo presepe in piazza San Pietro, realizzare anche una Cittadella della Carità, progetto a cui la Caritas diocesana sta lavorando per creare un luogo dove poter accogliere le persone con difficoltà, con una nuova mensa ed ospitalità per i più fragili.

“Il frutto di uno sforzo comune per far sì che anche i più poveri abbiamo la speranza di rinascere, che viene proprio da un Dio che si è fatto povero nella grotta di Betlemme”, si legge nel comunicato della diocesi aprutina.

Il complesso scultoreo di 54 statue, è opera dell’Istituto d’arte di Castelli, e fu realizzato da docenti e allievi nell’arco di 10 anni, tra il 1965 e il 1975. Il direttore Serafino Mattucci affidò questo progetto in particolare ai professori Gianfranco Trucchia e Roberto Bentini, ma il Presepe rimane un’opera corale, frutto dell’impegno dell’intera scuola.
Il primo gruppo a essere realizzato è costituito dalla Sacra famiglia (la Madonna, S. Giuseppe, il Bambinello). L’Angelo, il Bue e l’Asinello sono immediatamente successivi.

Molto importante è la presenza di elementi propri del territorio castellano: per esempio la Castellana è riconoscibile per il boccale senza piede con il motivo decorativo tipico della manifattura castellana del 1700, il fiore antico in monocromia blu; la Bambina stringe una bambola di pezza; la Contadina trasporta sulla testa, alla maniera tradizionale, forme di formaggio. Il rimando al territorio è evidente anche nell’uso dei cinque colori della cosiddetta tavolozza castellana: giallo, arancio, blu, verde e manganese.

Le figure del Presepe, realizzate in argilla refrattaria, sono molto semplici dal punto di vista strutturale: un cilindro per il corpo e una sfera per la testa. Le parti anatomiche del corpo: braccia, gambe, piedi sono quasi completamente cancellate. Sono i particolari descrittivi e decorativi a rendere riconoscibili i personaggi e a donare vivacità all’opera: i capelli, la barba, i particolari anatomici dei visi, l’abbigliamento.

Le numerose statue di animali assumono molta importanza perché servono a creare una cornice popolare e familiare. Sono sculture vivacemente mosse, fantasiose, realistiche: la tecnica del colombino, molto usata nell’opera, permette di realizzare in maniera mimetica il vello delle pecore. L’opera sembra trarre ispirazione da epoche e stili diversi, soprattutto di provenienza orientale: la parte strutturale “a colonna” e alcuni particolari descrittivi come i capelli e la barba ricordano la scultura mesopotamica.

Ma troviamo anche rimandi all’arte rinascimentale, al neobarocco novecentesco e all’informale.
Docenti e studenti vollero immortalare anche eventi importanti del mondo contemporaneo e così all’interno dell’opera troviamo statute eccentriche rispetto alle figure tradizionali del Presepe, come l’astronauta, che fa riferimento alla conquista della luna.
Il Presepe fu esposto a Roma nel Natale del 1970 e successivamente a Gerusalemme, Betlemme e Tel Aviv.

IL CONVEGNO DI OGGI

Il cammino verso piazza San Pietro inizia con il ricordo degli eventi sismici, del 2009 e del 2016, che hanno segnato le comunità della Valle siciliana e dell’Alto Vomanol, con il convegno “Non abbiate paura: ricostruire è possibile”

L’evento a partire dalle 10,30 può essere seguito su canale https://www.youtube.com/channel/UCGMKVLH0jH0916YE_BGUiZA

Il programma 

Ore 10.30: SALUTI

S. Ecc. Mons. Lorenzo Leuzzi, Vescovo di Teramo-Atri
Dott. Guido Liris, Delegato regionale per le aree interne e del cratere
Dott. Vincenzo Rivera, Direttore Ufficio speciale ricostruzione sisma 2016

INTERVENTI

Avv. Giovanni Legnini, Commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma
Don Valerio Pennasso, Direttore Ufficio CEI per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto

Ore 11.30: TAVOLA ROTONDA

Sindaci dei comuni della Valle siciliana e dell’Alto Voman

0re 12.30: PROSPETTIVE DI IMPEGNO

Don Stefano De Rubeis, Direttore Ufficio Edilizia di culto della Diocesi
Ing. Antonio Masci, Direttore Ufficio tecnico diocesano

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