PRESEPI VIVENTI D’ABRUZZO RESISTONO AL COVID,
RAPPRESENTAZIONI STREAMING E SIMBOLICHE

di Ilaria Muccetti

6 Gennaio 2021 07:42

L’AQUILA  – La tradizione dei presepi in Abruzzo  a causa dell’emergenza sanitaria del covid-19, quest’anno da vivente si è fatta virtuali e in modalità on line, da rappresentazione brulicante di figuranti, si è riproposta come statica istallazione artistica.

Pur di non interrompere il filo della tradizione e della devozione che si dipana da secoli,  quella di un avvolgente caldo  palcoscenico all’aperto, meta ogni anno di migliaia di turisti da tutto il centro Italia.

Presepi viventi 4.0 nell’anno della pandemia, ben lontani dal tipico e tradizionale presepe realizzato sulle orme del primo, quello del Santo da Assisi, Francesco, che nel lontano 1223 realizzò a Greccio, in provincia di Rieti, con l’aiuto della popolazione locale, per ricreare la nascita del Bambin Gesù, simbolo di speranza.

Tanti però i paesi dove quest’anno a causa del virus hanno dovuto rinunciare del tutto alla messa in scena della Natività, Citiamo Camarda, Pescasseroli, Pacentro, Villetta Barrea, in provincia di L’Aquila, Giulianova, Castellalto, in provincia di Teramo, Bussi sul Tirino in provincia di Pescara, Cerqueto in provincia di Chieti, per citarne i più famosi.

Altrove, senza più passeggiate tra i borghi della regione, si sono potute ammirare comodamente da casa attraverso il proprio pc, via streaming.

E’ il caso del presepe vivente di Rivisondoli, borgo a 1320 metri di altitudine nell’Altopiano delle Cinquemiglia e nel Parco Nazionale della Majella, che ha festeggia quest’anno la 70ma edizione,  riproponendo ieri la prima edizione che fu realizzata nel 1950 proprio davanti alla chiesa di San Nicola, con diretta della messa presieduta  da monsignor Michele Fusco, vescovo di Sulmona-Valva. Già dal 24 dicembre, si è avuta però anche  la possibilità di visitare in sicurezza un presepe statico allestito sulla piana.




Il presepe di Spoltore, in provincia di Pescara, all’insegna dell’innovazione e dell’originalità, proprie di un nuovo modo di realizzare una manifestazione ai tempi del Covid, quest’anno ha aggiunto un quarto Re Magio che ha portato in dono il vaccino anti-covid. Proprio la sera del 25 dicembre è stata trasmessa in diretta streaming l’edizione 2020 in vernacolo con 10mila visualizzazioni. Diverse le scene di gruppo degli anni precedenti riutilizzate per evitare gli assembramenti. Un’iniziativa promossa dall’associazione Cavaticchi e dalla parrocchia di Santa Teresa d’Avila con il patrocinio del Comune e della Provincia di Pescara, e una recita diretta da Pina Di Giamberardino.

A Gissi in provincia di Chieti, la 24ma edizione del presepe vivente è stata realizzata senza pubblico e per solo operatori ed ospiti, ricreando l’atmosfera tipica della natività in delle capanne inserite all’interno della pineta.

In provincia dell’Aquila, a Civitella Alfedena, è stato realizzato un percorso attraverso personaggi in cartapesta a grandezza naturale.

A Pianola, frazione del comune di L’Aquila che da 47 anni attira ospiti da ogni parte d’Abruzzo per ammirare il suo Presepe vivente, per non spegnere la tradizione stata illuminata la grotta situata sulla montagna del paese.

Sospesi e rimandati alll’anno prossimo presepi storici, citiamo quello di Pacentro, che quest’anno sarebbe arrivato alla 22esima edizione, e di Villetta Barrea, che l’anno scorso ha celebrato la 17esima edizione.

Deserti sono rimasti dunque i vicoli che nel natale degli anni passati per incanto tornavano a riempirsi di canti e rumori, illuminati dalla fioca luce delle porte aperte delle cantine, delle botteghe, degli opifici artigiani e delle stalle, popolati da figuranti, in abiti d’epoca, propri di mestieri e talenti in parte scomparsi, in parte ancora vivi, e che talvolta resistono e si evolvono: i mestieri del fabbro, del calzolaio, del funaro, del fornaio, del boscaiolo, del falegname, del barbiere, del sarto, della lavandaia, dell’oste, solo per citarne alcuni. Con tutto intorno il silenzio assorto delle montagne innevate.

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