PRESIDENTE REPUBBLICA, QUARTA FUMATA NERA.
LE PREVISIONI DEI GRANDI ELETTORI D’ABRUZZO

INTERVISTE IN DIRETTA: MARSILIO "BRUTTO SPETTACOLO, SERVE ELEZIONE DIRETTA"; ZENNARO: "DRAGHI RESTERA' AL GOVERNO"; D'ALESSANDRO: "EMERGONO FIGURE SU CUI SI REGISTRA MAGGIORE CONVERGENZA"; PEZZOPANE: "INCONCLUDENZA COLPA DELLA DESTRA", VACCA: "CON ACCORDO PER CONTINUITA' LEGISLATURA, DRAGHI PUO' ESSERE PRESIDENTE, MA STRADA DIFFICILE"; SOSPIRI: "NON SONO TEMPI TROPPO LUNGHI E NON SONO RITI BIZANTINI"; MARTINO, "POLITICA RICONQUISTI CENTRALITA' RISPETTO AI TECNICI"

27 Gennaio 2022 16:23

Regione - Abruzzo, Politica

ROMA – Nuova fumata nera alla Camera nella quarta votazione del Parlamento in seduta comune per eleggere il presidente della Repubblica.  I votanti sono 540, gli astenuti 441. Le schede bianche sono 261, i voti dispersi 20. Le schede nulle sono 5.

Ottengono voti: Sergio Mattarella 166 (ieri ne aveva ricevuti 125), Nino Di Matteo 56 (candidato di Alternativa, che fino a ieri aveva votato per Paolo Maddalena con 61 voti), Luigi Manconi 8, Marta Cartabia 6, Mario Draghi 5, Giuliano Amato 4, Pier Ferdinando Casini 3 e Elisabetta Belloni 2.

Nell’ipotetica rosa delle candidature ritorna il nome di Elisabetta Belloni, capo dell’intelligence italiana.  Decisivi saranno gli incontri previsti oggi pomeriggio e stasera, e domani con doppia votazione potrebbe arrivare la fumata bianca, per dare il presidente della Repubblica agli italiani, che fuori dal palazzo sono sempre più stremati dalla pandemia e dalla crisi.

Abruzzoweb ha intanto contattato i grandi elettori abruzzesi, per fare il punto e provare a comprendere quale è il clima che si respira.

MARSILIO: “SPETTACOLO INDECOROSO, SERVE ELEZIONE DIRETTA PRESIDENTE”

“Lo spettacolo che stiamo dando mostra a sufficienza quanto sia ormai logoro questo sistema di elezione del presidente della Repubblica: un sistema dove peraltro in troppi stanno subordinando sette mesi di vita di un parlamento moribondo e di legislatura a sette anni di Quirinale, che sarebbe senz’altro più importante e decisivo per il popolo italiano”.

E’ il netto giudizio del presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, si può affermare, grande elettore suo malgrado.

“Sono giorni che stiamo qui a votare tra schede bianche, astensioni, candidati di bandiera, domani forse si potrebbe trovare una intesa, c’è uno sforzo in atto. Io temo però un punto di caduta, di compromesso al ribasso, che non farà emergere la candidatura migliore o la più rappresentativa dell’Italia, ma solo quella che ha meno veti o quella che disturba meno gli attuali equilibri e gli assetti di governo, che non sempre coincidono con gli interessi del popolo italiano. Spero che questa esperienza possa spingere la prossima legislatura ad affrontare seriamente una riforma costituzionale che dia a tutti i cittadini italiani il diritto di votare. Non a 1000 grandi elettori privilegiati e presuntamente più preparati e più illuminati di altri nello scegliere il capo dello Stato. Ma tutti cittadini italiani che in maniera trasparente, democratica e partecipata, scelgono il presidente della Repubblica tra le diverse opzioni, tra le diverse proposte che si faranno.

ZENNARO: “DRAGHI RESTERA’ AL GOVERNO, COME GIUSTO CHE SIA”

“Io non credo come qualcuno ipotizza, che Mario Draghi farà un passo indietro dalla presidenza del Consiglio se non sarà eletto presidente della Repubblica. Non ne vedo assolutamente il motivo, tenuto conto delle sfide che il nostro Paese ha davanti. È una personalità di altro profilo che gode stima internazionale, ed è giusto che continui a fare il presidente del Consiglio”.

Così il deputato teramano della Lega, Antonio Zennaro.

“Questa sera ci sarà un importante vertice al centrodestra e verrà proposta una rosa di nomi su cui si possa trovare la maggiore convergenza possibile. Per il momento il centro-destra sta dimostrando una grandissima compattezza, a differenza di quello che accade con il centro-sinistra e il MoVimento 5 stelle, che infatti non hanno proposto nessun nome”.

D’ALESSANDRO: “EMERGONO FIGURE SU CUI SI REGISTRA MAGGIORE CONVERGENZA”

“Credo che domani sia realistico pensare che avremo il nome del nuovo presidente della Repubblica, visto che il gioco ad escludere, sta facendo emergere figure su cui si regista maggiore convergenza”.

Così il deputato pescarese Camillo D’Alesssandro, di Italia viva.

“Comprendo lo stato d’animo degli italiani, ma ricordo che anche in altre elezioni del presidente della Repubblica i tempi erano questi, tenuto anche conto che questa volta per le regole anti contagio si vota una volta sola al giorno”.

Per quanto riguarda l’ipotesi Mario Draghi al Quirinale D’Alessandro spiega: “al di là di chi sarà presidente della Repubblica, occorre garantire una continuità al governo: ci sono 102 adempimenti relativi al Pnrr, c’è una crisi internazionale in corso ci sono prezzi alle stelle del gas delle bollette dell’elettricità”.

PEZZOPANE: “INCONCLUDENZA DOVUTA A POSZIONI DELLA DESTRA”

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“Sono elezioni tormentate e l’opinione pubblica comincia a stancarsi dell’inconcludenza. Stiamo però lavorando sodo per un accordo che unisca, perché il presidente della Repubblica non deve essere uomo o donna di parte, ma deve rappresentare la nazione, deve garantire la costituzione, questo è stato il nostro mantra dal primo giorno e su questo non transigiamo”.

Così la deputata aquilana del Partito democratico, Stefania Pezzopane.

“Noi del centrosinistra perseguiamo l’obiettivo con determinazione, purtroppo ho la destra ha sbagliato le sue mosse in dall’inizio, con la candidatura di Silvio Berlusconi che non aveva alcuna opportunità e possibilità di essere eletto, poi ha riportato una terna, poi è passato  del  Maria Elisabetta Casellati ma su tutti questi nomi poi non li hanno nemmeno mai portati al voto, perché anche tra di loro hanno baccagliato”.

Aggiunge poi su Mario Draghi:  “il presidente del Consiglio sta bene dove sta e fanno bene le forze politiche a proteggerlo anzi noi lo stiamo proteggendo, proprio per la funzione che ha. Qualora le forze politiche dovessero convergere su di lui, se sarà considerata l’unica figura su cui si crea unità, è chiaro che si aprirebbe un problema nel governo. Io mi auguro che il presidente del Consiglio, ripeto, rimanga dov’è”.

VACCA: “CON ACCORDO PER CONTINUITA’ GOVERNO, DRAGHI PUO’ ESSERE PRESIDENTE, MA STRADA DIFFICILE”

“Se si trovasse un accordo politico per continuare l’azione di governo,   allora l’ipotesi di Mario Draghi, presidente della Repubblica può essere valida, anche se  la strada è molto stretta”.

Così deputato del Movimento 5 stelle, Gianluca Vacca.

“Invito a guardare le preferenze prese dal presidente della Repubblica uscente, Sergio Mattarella, chi conosce un po’ le dinamiche, può leggerlo come un segnale chiaro da parte del Parlamento, e di tanti parlamentari che vorrebbero una sua conferma”, spiega poi.

Nega che il MoVimento 5 stelle sia diviso, “non abbiamo una posizione rigida, come giusto che sia, perché occorre nell’elezione di un presidente della Repubblica, essere sempre pronti ad adattarsi, per cercare di lavorare insieme su soluzioni condivise”.

SOSPIRI: “NON SONO TEMPI TROPPO LUNGHI, E NON E’ UN RITO BIZANTINO”

“Qualcuno parla di tempi troppo lunghi, di rito bizantino, ma stiamo eleggendo il capo dello Stato che contestualmente è il presidente della Repubblica, il capo delle forze armate e dirige il Consiglio superiore della magistratura. E’ una di quelle scelte che durano sette anni e che vanno ponderate bene, anche perché nessuno dei due schieramenti ha chiaramente una maggioranza”.

Così  presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, grande elettore.

E aggiunge, “al di là di quello che può apparire e quello che certa stampa vuole fare apparire, su 1009 elettori le schede di scherno sono state una decina, certo non piacevoli, ma in ogni famiglia c’è un cugino stupido”.

Rivendica poi l’indicazione del fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che poi si è tirato indietro dalla partita.

“Era una candidatura valida e unificante, divisiva tanto quanto lo sono state quelle di Giorgio Napolitano e Romano Prodi, con l’unica differenza che il centrosinistra poteva imporre una sua candidatura, in questo caso invece noi non avevamo i numeri per eleggere da soli Berlusconi”.

MARTINO: “NON POSSIAMO AVERE CAPO GOVERNO E CAPO DELLO STATO TECNICI, POLTICA DEVE RICONQUISTARE CENTRALITA'”

“Il Paese non può aspettare, dobbiamo essere operativi al cento per cento, il Parlamento non può immobilizzarsi rispetto al problemi che ci sono. C’è voglia di votare, di trovare una soluzione, ma c’è un problema oggettivo dei veti sui nomi, o meglio sulle etnie politiche, che creano stallo”.

Così il deputato pescarese di Forza Italia , Antonio  Martino.

Il deputato boccia le ipotesi di Elisabetta Belloni direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, e Sabino Cassese,  86enne giurista e accademico.

“Cassese ha una età molto avanzata, la Belloni è il capo dei servizi segreti, ottimo tecnico, persona di indiscutibile qualità, ma chi fa quel tipo di mestiere non può occupare un ruolo di presidente della Repubblica, che deve invece venire fuori dalla politica, non si può avere un presidente del consiglio tecnico e anche un presidente la Repubblica tecnico, significherebbe la morte civile della politica. E questo non può essere un Paese come il nostro”.

Aggiunge poi: “in tutto il mondo politico sia di destra che di sinistra, o di altra natura, occorre aprire una riflessione. Abbiamo bisogno come Paese di dare centralità alla politica, che non è una cosa brutta, è una cosa bella e quando si è in Parlamento lo si è perché si rappresentano delle persone, è perché ci si è se confrontati con il voto. Il tecnico semmai lo si mette a fare il direttore generale. Il  mondo tecnico che dilaga fa capire però alla politica, che occorre una rifondazione, superare una crisi, riacquistare una centralità come la costituzione prevede”.

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