PRESIDENTI CONSORZIO L’AQUILA, NON TUTTI SONO “D’ORO”: “PER PICCOLI MOLTI ONERI E POCO GUADAGNO”

RICOSTRUZIONE 2009: PICHELLI, AMMINISTRATRICE DI UN AGGREGATO AQUILANO, "COSTRETTA AD ASSUMERE IL RUOLO PER MIA QUOTA PROPRIETA' E IN ASSENZA DI ALTRE CANDIDATURE, MOLTE LE DIFFICOLTA' CHE HO DOVUTO AFFRONTARE"

di Filippo Tronca

7 Marzo 2021 00:59

L'Aquila: Cronaca

L’AQUILA – “Dietro la figura del presidente di consorzio non ci sono solo professionisti del settore che hanno alle spalle imprese e studi specializzati in gestione e amministrazione di condomini e professionisti come commercialisti e consulenti legali, ma esiste un’altra categoria di presidenti, come nel mio caso, che ha dovuto inventarsi, per necessità e non per guadagno, questo lavoro lontano dai suoi interessi personali e professionali”.

Nella ricostruzione aquilana, non ci sono solo i “professionisti d’oro”, ma anche persone come la signora Rosanna Pichelli, che certo non si è arricchita nello svolgere il ruolo di  presidente del Consorzio Antonelli, nel centro storico dell’Aquila.

Ad evidenziarlo lei stessa,  a nome dei “piccoli” della categoria”, con una lettera inviata ad Abruzzoweb a commento dell’articolo in cui si è riferito come la ricostruzione post-sisma 2009,  che ha già fatto arrivare nel cratere sismico aquilano 12,2 miliardi di finanziamenti, è diventata una grande opportunità anche per una nuova categoria professionale: quella dei presidenti di consorzio, spesso gli stessi amministratori di condominio, che eletti dai proprietari delle abitazioni terremotate, presiedono al buon andamento dei lavori di restauro e ottengono un compenso massimo del 2% lordo applicato al contributo erogato.

Piccola percentuale che se però applicata a decine di cantieri, può tramutarsi in una cifra di tutto rispetto, anche nell’ordine dei milioni di euro di compenso, tanto da aver creato in molti casi una nuova professione.

Nel sito Open data ricostruzione, realizzato dal Gran Sasso science institute, recentemente rinnovato e costantemente aggiornato, è possibile stilare la classifica dei presidenti di consorzio per entità di importi e numero di aggregati a loro affidati.

Per la cronaca al primo posto per  numero di cantieri svetta l’aquilano Mauro Basile, presidente regionale dell’Anaci, l’associazione di rappresentanza degli amministratori condominiali: si occupa di ben 161 interventi, per un valore, già erogato, di 267.837.041 euro.

Al secondo posto Tiziana Alfonsi, presidente provinciale dell’Anaci, con 110 interventi per un valore erogato di 110.854.928 milioni di euro. Terzo Giuseppe Peretti 80 interventi  per 100.650.452 euro.

Spiega dunque Rosanna Pichelli: “vorrei far presente, per presidenti di consorzio come me, la fatica e anche la buona volontà di entrare nella logica della ricostruzione che spesso non è affatto lineare. Tutto ciò comporta la difficoltà di interagire con i tecnici, con gli addetti ai lavori e con le società che erogano servizi nel territorio. Creare un coordinamento tra tecnici, professionisti e funzionari locali addetti alla ricostruzione finalizzato alla buon riuscita degli obiettivi preposti, non sempre trovano terreno di incontro”.

I presidenti di consorzio vengono eletti dall’assemblea dei proprietari e assumono la rappresentanza legale del Consorzio. Da questa figura dipende che la scelta da parte dell’assemblea, sia del tecnico che della ditta, sia ponderata e fatta in base ai requisiti dei candidati. Deve poi curare gli aspetti contrattuali e contabili, deve assicurarsi che la ditta abbia i requisiti per poter effettuare il lavoro, convocare e presiedere le assemblee, garantire insomma che tutto fili liscio fino alla conclusione dell’intervento.

E per Pichelli fare il presidente è stata una scelta obbligata: “intanto al momento nessun consorziato si era proposto per tale incarico e avendo l’unica casa di proprietà nel consorzio che rappresento, ho accettato tale carica sia come proprietaria ma anche come cittadina di un territorio da ricostruire consapevole di tutti i miei limiti”.

Infine, spiega ancora Pichelli, “nel momento i cui mi trovo ad interagire con le società che erogano servizi e con le figure professionali che rappresentano l’ente comunale, non trovo risposte adeguate e allora mi chiedo che se fossi stata un presidente appartenente alla cerchia di persone influenti e conosciute proprie del settore, forse avrei ricevuto risposte esaustive”.

 

 

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