INTERVISTA DOPPIA AI PROTAGONISTI DELLE CONSULTAZIONI DEL 30 MARZO

PRIMARIE PD: DUELLO MORONI-PIETRUCCI, ”SE VINCE L’ALTRO PRONTO A VOTARLO”

Autore dell'articolo: Pierluigi Biondi

28 Marzo 2014 07:59

L'AQUILA – Ricostruzione, lavoro, cultura e ambiente: sembrerebbero andare d'accordo su tutto, Alfredo Moroni e Pierpaolo Pietrucci, se non fosse che se le stanno dando (metaforicamente) di santa ragione per vincere la sfida che domenica li vedrà contrapposti alle primarie del Partito democratico, convocate per decidere chi dei due rappresenterà il territorio dell'Aquila nella corsa per un seggio all'Emiciclo.

AbruzzoWeb, dopo il paragone tra i due profili, li mette a confronto su alcuni temi centrali per la vita politica regionale.

Una sorta di intervista doppia con risposte secche, o quasi, compresa l'ultima, paradossalmente la più difficile: cosa faranno se dovesse essere l'altro a prevalere? Scriveranno sulla scheda il nome dell'avversario? Ecco le risposte

Quale ruolo potrà avere la Regione nel processo di ricostruzione dell'Aquila?

Moroni: Fondamentale, occorre però che ci sia immediatamente una legge che potenzi il ruolo del Comune nell'ambito del contesto generale, visto che il governo si sta dimostrando sensibile. La Regione finora è stata assente, bisogna far riconquistare al “cratere” la centralità sia in fase di ricostruzione sia in fase di ricomposizione dell'Abruzzo interno dal punto di vista della riduzione delle distanze, con un deciso miglioramento dei servizi.

Pietrucci: Quello che avrebbe dovuto avere fino a oggi e che non ha avuto: da protagonista. Perché le competenze che ha la Regione, se sistematizzate in una legge dedicata alla ricostruzione, avrebbero potuto aiutare L'Aquila e il “cratere”. Da questo punto di vista e, in realtà anche su molti altri, la gestione del governatore uscente, Gianni Chiodi, è stata fortemente negativa.

Sanità: Asl unica regionale sì o no?

Moroni: È un discorso complesso che va fatto sulla base della lettura dei dati. In questo senso mi sembra giusta la posizione del candidato presidente del centrosinistra, Luciano D'Alfonso: non ci si può limitare a dibattere sugli assetti, serve individuare la soluzione più efficace per garantire un'offerta migliore. Naturalmente evitando le duplicazioni e facendo “esplodere” le eccellenze che la sanità abruzzese è in grado di esprimere.

Pietrucci: No, perché c'è bisogno di almeno due aziende: una per l'area Appenninica e una per quella Adriatica che hanno problematiche ed esigenze differenti. La cultura da cui provengo mi insegna che non si possono fare “parti uguali tra disuguali”: oggi si lavora su finanziamenti per quota capitaria, cioè commisurate al numero dei residenti. Questo non può funzionare in un territorio come quello della provincia dell'Aquila, vasto e abitato da persone con una media di età più elevata di altre. Portare servizi in queste condizioni ha dei costi più elevati, quindi bisogna trovare forme di compensazione per le aree interne, che sono quelle più svantaggiate.





Le tre priorità per l'Abruzzo, eccetto la risposta scontata della ricostruzione.

Moroni: L'utilizzo delle risorse europee, su cui ho particolare competenza, avendo avuto l'incarico di dirigere il settore Attività produttive della Regione, durante il quale ho seguito il tema dei fondi strutturali. Poi il lavoro: la situazione è drammatica, occorre una scossa fatta di incentivi alle micro e piccole imprese, in particolare quelle dell'Abruzzo interno. Si deve spingere su di esse, facilitando il sistema creditizio e creare una rete produttiva che può imporre un'accelerazione sul nodo occupazionale. Infine la riforma della macchina burocratica: anche in questo caso occorre ripartire da capo, rendendo efficace il sistema organizzativo. Oggi in Regione c'è un personale demotivato da atti confusi e senza una visione strategica della struttura, all'interno della quale esistono ottime professionalità che vanno valorizzate e che devono essere messe in condizione di ridurre i tempi delle risposte della burocrazia ai cittadini.

Pietrucci: Lavoro, infrastrutture e innovazione, ambiente e cultura. Sul lavoro si deve attuare un'intelligente opera di attrazione degli investimenti: l'Abruzzo è in grado di mettere a disposizione siti industriali facilmente acquisibili e già attrezzati. Poi il sostegno alle piccole e medie imprese, non solo quelle di nuova costituzione ma anche e soprattutto quelle che esistono da 5 anni, che scontano il problema dello start up iniziale e che sono in crisi. Serve approntare politiche di incentivazione fiscale per la formazione, per i contratti di rete e l'innovazione. Bisogno ricostruire il territorio dal punto di vista fisico e sociale, creando rapporti e relazioni. In questo senso sono convinto che la forza dell'Abruzzo sia proprio nella sua storia migliore, quando si è aperto agli scambi e si è collegato al resto del Paese.

Qual è un settore che le sta particolarmente a cuore e che potrebbe diventare oggetto della sua prima proposta di legge regionale?

Moroni: La riarticolazione delle attività culturali, un sistema che oggi si trova in difficoltà, su cui è indispensabile un riordino, quindi serve puntare sulle risorse turistiche, valorizzando le specificità dell'Abruzzo dal punto di vista artistico e da quello ambientale.

Pietrucci: L'ambiente e la cultura, con particolare attenzione alla promozione della “green economy”. La sfida del futuro è incentivare l'uso di “risorse verdi”, che vuol dire riduzione della produzione dei rifiuti, il riciclo e la gestione efficace del ciclo integrato e garantire detrazioni per l'efficientamento energetico. L'ambiente per me significa tutela e valorizzazione del territorio, promozione delle nuove forme dell'economia legata alla ricettività diffusa e al turismo eco-sostenibile. Infine la cultura perché sono convinto che, come diceva l'ex ministro Massimo Bray, “per ogni euro investito in cultura ne rientrano dieci in termini di economia reale”.

Nel caso in cui a prevalere fosse il suo avversario, lo sosterrà nella corsa per un seggio all'Emiciclo?

Moroni: Certamente.

Pietrucci: Lo sosterrò perché devo perseguire solo ed esclusivamente il bene del capoluogo di regione e delle aree interne e un consigliere aquilano all'Emiciclo è indispensabile. Però, attualmente, per essere eletti ci vuole una spinta propulsiva che si può avere soltanto se c'è cambiamento, rinnovamento generazionale e competenza.

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