PRIORITA’ ALLA SCUOLA, IN ABRUZZO MANIFESTAZIONI A L’AQUILA, PESCARA E LANCIANO

24 Marzo 2021 15:58

L’AQUILA – L’Abruzzo prende parte alla mobilitazione nazionale indetta dal comitato Priorità alla scuola in concomitanza con lo sciopero proclamato dai Cobas e dal Coordinamento Nazionale Precari della scuola.

Il prossimo 26 marzo manifestazioni in 3 piazze: a Pescara, ore 10,30, Piazza Sacro Cuore; L’Aquila, ore 10,30, Palazzo dell’Emiciclo; Lanciano, ore 16, Piazza del Plebiscito.

Le manifestazioni sono organizzate da Priorità alla scuola Abruzzo, i Cobas Chieti – Pescara- Teramo- Giulianova, Unione degli Studenti L’Aquila, Libera Associazione Studentesca, Collettivo studentesco Lanciano. Saranno presidi statici e in sicurezza: ai partecipanti è richiesto di indossare mascherina Dpi, di mantenere le distanze.

“Guardiamo al futuro vigilando il presente! Curami! Recovery-amo la scuola. Per oggi e per domani – si legge in una nota – Sciopero del personale scuola, sciopero-astensione dalla Dad, sciopero degli studenti, sciopero sociale dei e per i genitori. La battaglia per una scuola migliore e più sicura si combatte dentro le scuole, in presenza!”.

“Il 26 marzo sarà una giornata di sciopero del personale della scuola ed a studenti e genitori è richiesta l’astensione dalla Didattica a Distanza. Saremo in piazza per chiedere che: le risorse del Recovery Fund siano vincolate a rilanciare la Scuola pubblica e i diritti all’istruzione e allo studio a cui devono essere restituiti il ruolo e la centralità che spettano loro. Vogliamo che quelle risorse servano: a ridurre a 20 il numero massimo di alunni per classe (15 in presenza di alunni speciali); a garantire la continuità didattica e la sicurezza, attraverso la stabilizzazione dei docenti con 3 anni scolastici di servizio e gli Ata con 24 mesi; a intervenire massicciamente nell’edilizia scolastica per avere spazi idonei a una scuola in presenza e in sicurezza”.

“Dobbiamo vincere la battaglia sul Recovery Fund, perché altrimenti l’apertura delle scuole sarà sempre sotto minaccia e sotto ricatto. Nelle condizioni attuali, qualsiasi “emergenza” potrà essere invocata per ricorrere alla chiusura, e di conseguenza alla didattica digitale a distanza. Dobbiamo vincere la battaglia sul Recovery Fund per scongiurare una riforma della scuola fondata sulla didattica digitale a distanza, e di conseguenza sulla disuguaglianza e sull’abbandono scolastico, e aprire la strada alla riforma della scuola che noi vogliamo”, conclude la nota.

 

 

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA


    Ti potrebbe interessare: