PROBLEMA SMALTIMENTO IMBALLAGGI: LE SOLUZIONI

2 Aprile 2021 14:44

Quello dello smaltimento degli imballaggi è un problema urgente da risolvere non solo per le pesanti ripercussioni ambientali ma anche da un punto di vista socio sanitario. L’obiettivo dell’UE è quello di riuscire a contrastare in maniera concreta gli effetti nocivi della produzione e dello smaltimento incontrollato dei rifiuti per garantire ai cittadini un futuro migliore e più sostenibile. Per questo negli ultimi anni molte aziende hanno iniziato a occuparsi dello smaltimento dei rifiuti inquinanti adottando soluzioni innovative e all’avanguardia.

Un piccolo segnale di come il mondo stia cambiando per porre un freno agli effetti devastanti della società moderna sull’ambiente. Il rovescio della medaglia dell’avanzamento della tecnologia è evidente: il progresso e i consumi producono inquinamento e hanno un forte impatto sulla natura. Per iniziare a costruire un futuro migliore i cittadini e le aziende devono impegnarsi in prima linea nella lotta allo smaltimento selvaggio, adottando pratiche di sviluppo sostenibile e di riciclo importantissime per la salute del pianeta.

La produzione e lo smaltimento della plastica è un questione scottante in Europa, dove il consumo è aumentato di 50 volte rispetto agli anni ’50 del secolo scorso, passando dai 15 milioni di tonnellate ai 300 milioni circa. Enormi quantità, che, purtroppo finiscono troppo spesso negli oceani. E non si parla dei soli imballaggi o degli oggetti in plastica, ma anche di microplastiche, piccole particelle inquinanti e dannose per la salute dell’ambiente e dell’uomo. Per farsi un’idea della pericolosità del fenomeno, è sufficiente sapere che solo il 30% della plastica viene riciclato a livello globale.

In Italia, secondo gli ultimi dati diffusi dal Consorzio nazionale, gli imballaggi in plastica riciclati sono il 43% del totale. La restante parte, purtroppo, è destinata finire nei termovalorizzatori e nelle discariche. La consapevolezza dei cittadini e l’impegno dell’industria del riciclo sono in forte crescita in Italia, con evidenti benefici sia economici sia ambientali. Dopo Germania e Spagna, l’Italia si colloca al terzo posto nel riciclo della plastica.

 

 

 

L’esempio di Procter & Gamble nella gestione e nel riciclo dei rifiuti

Il colosso industriale Procter & Gamble è impegnato in prima linea dal 2010 nella lotta all’impatto ambientale dello smaltimento dei rifiuti con risultati importanti. Il suo obiettivo è quello di azzerare in tutti i suoi stabilimenti la quantità di rifiuti di fabbricazione e di consumo da destinare alle discariche. Tutto questo è possibile riciclando i materiali che non vengono convertiti in prodotto finale utilizzandoli per altri scopi. Oggi gli stabilimenti P&G non inviano scarti di produzione in discarica

Un’altra importante iniziativa dell’azienda riguarda lo smaltimento di rifiuti a uso personale come assorbenti e pannolini. Grazie a una speciale tecnologia, un singolo stabilimento è in grado di occuparsi ogni anno dello smaltimento di 10mila tonnellate di assorbenti usati, ovvero l’equivalente degli scarti prodotti da 1 milione di individui. Il primo impianto a livello mondiale in grado di trattare il 100% dei rifiuti ad uso personale è stato inaugurato a Treviso nell’ottobre 2017. I pannolini e gli assorbenti destinati allo stabilimento vengono trasportati in un autoclave e sterilizzati senza combustione ma utilizzando la sola pressione del vapore.

Una volta completata la lavorazione, i prodotti vengono separati in cellulosa, plastica e polimero e dunque totalmente riciclati. Questo tipo di rifiuti viene raccolto da operatori specializzati presso apposite strutture o tramite il porta a porta. Per quanto riguarda il problema della plastica, invece, P&G si è impegnata a ridurre del 50% entro i prossimi 10 anni l’utilizzo di plastica vergine utilizzata negli imballaggi in favore della plastica riciclata. L’azienda sta inoltre progettando nuove soluzioni per la lavorazione degli stadi finali della plastica e ha brevettato una tecnologia in grado di riportare il polipropilene al suo stadio iniziale, proprio come se fosse nuovo.

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