PROCESSO AD ANARCHICO PESCARESE COSPITO, CORTE ASSISE D’APPELLO ACCOGLIE ECCEZIONI DELLA DIFESA

6 Dicembre 2022 09:28

Pescara - Cronaca

PESCARA – La Corte d’Assise d’Appello di Torino ha accolto alcune eccezioni della difesa degli anarchici Alfredo Cospito, 55enne pescarese, e Anna Beniamino, la compagna di Cospito, accusati per i pacchi bomba alla caserma degli allievi carabinieri di Fossano (Cuneo), nel 2006.

La Corte rinvierà alla Consulta la decisione sulla concessione o meno delle attenuanti, mentre il procuratore generale aveva chiesto l’ergastolo.

Il procuratore generale Francesco Saluzzo, a conclusione della sua requisitoria, durante l’udienza d’Appello che si sta svolgendo a Torino, ha chiesto per Cospito l’ergastolo e dodici mesi di isolamento diurno per l’attentato alla scuola allievi. Per Anna Beniamino Saluzzo la Procura ha chiesto 27 anni e un mese.





Queste le dichiarazioni spontanee di Cospito nell’aula di tribunale: “Leggo soltanto quattro righe. Prima di scomparire definitivamente nell’oblio del regime del 41 bis lasciatemi dire poche cose e poi tacerò per sempre. La magistratura della repubblica italiana ha deciso che, troppo sovversivo, non potevo più avere la possibilità di rivedere le stelle, la libertà. Seppellito definitivamente con l’ergastolo ostativo, che non ho dubbi mi darete, con l’assurda accusa di aver commesso una “strage politica”, per due attentati dimostrativi in piena notte, in luoghi deserti, che non dovevano e non potevano ferire o uccidere nessuno e che di fatto non hanno ferito e ucciso nessuno. Non soddisfatti, oltre all’ergastolo ostativo, visto che dalla galera continuavo a scrivere e collaborare alla stampa anarchica, si è deciso di tapparmi la bocca per sempre con la mordacchia medievale del 41 bis, condannandomi ad un limbo senza fine in attesa della morte. Io non ci sto e non mi arrendo, e continuerò il mio sciopero della fame per l’abolizione del 41 bis e dell’ergastolo ostativo fino all’ultimo mio respiro, per far conoscere al mondo questi due abomini repressivi di questo paese. Siamo in 750 in questo regime ed anche per questo mi batto. Al mio fianco i miei fratelli e sorelle anarchici e rivoluzionari. Alla censura e alle cortine fumogene dei media sono abituato, queste ultime hanno l’unico obiettivo di mostrificare qualunque oppositore radicale e rivoluzionario. Abolizione del regime del 41 bis. Abolizione dell’ergastolo ostativo. Solidarietà a tutti i prigionieri anarchici, comunisti e rivoluzionari nel mondo. Sempre per l’anarchia”.

Alla fine delle dichiarazioni spontanee i compagni dei due anarchici presenti in aula, circa una decina, hanno lanciato slogan tra cui “Se vai con il nucleare ti tocca zoppicare”, un chiaro riferimento alla gambizzazione, nel maggio del 2012, del manager dell’Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, per il quale Cospito è stato già condannato a 10 anni.

“Il fatto che si sollevi questa questione, significa che la tenuità del fatto di strage deve essere riconosciuta, quindi credo che sia passata la nostra linea di ragionevolezza – ha commentato l’avvocato Gianluca Vitale, difensore di Anna Beniamino – non si può trattare nello stesso modo, con la stessa risposta sanzionatoria, fatti di gravità incommensurabilmente diversa”.

“Ritenevano che ci fossero due motivi di illegittimità, hanno ritenuto di coglierli quindi dovrebbe, comunque, essere una mitigazione”, ha aggiunto Flavio Rossi Albertini, legale di Cospito.





L’avvocato ha poi spiegato che ora “la Corte costituzionale può decidere che in questo caso ricorra una prevalenza rispetto alla recidiva reiterata, così come deciso dalla Corte stessa in altri casi”.

Fuori il tribunale gli anarchici in corteo hanno chiesto la liberazione di Alfredo Cospito, per le vie di Torino. In circa 250 si sono mossi dal presidio davanti a Palazzo di Giustizia, dove si sta svolgendo l’udienza d’Appello. In apertura il corteo un striscione rinforzato con dei pannelli, mentre in prima fila antagonisti indossano dei caschi. Alcune scritte sono state fatte sui muri delle banche, mentre un barista, che si era lamentato per gli atti vandalici, è stato malmenato. Sono stati accesi dei fumogeni e sono state fatte esplodere diverse bombe carta. Il corteo è arrivato in corso Regina Margherita, in direzione del mercato di Porta Palazzo.

Oltre a militanti torinesi c’erano anche antagonisti provenienti da altre città come Roma, Trento e Genova.

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