PROCESSO AUTO BLU, CONDANNATO DI PANGRAZIO:
“DISTORTA REALTA’, CONTINUERO’ A BATTERMI”

PRIMO CITTADINO AVEZZANO SOSPESO: "RICORRERO' IN APPELLO, DIMOSTRERO' LA MIA INNOCENZA"; DOMANI CONFERENZA STAMPA AL COMUNE

6 Luglio 2021 18:47

L'Aquila - Cronaca

AVEZZANO – “Nella mia vita, ho sempre sostenuto che le sentenze non si commentano, ma si rispettano. Ci tengo a precisare, tuttavia, di non condividere assolutamente il verdetto odierno; questa pronuncia distorce la realtà dei fatti e offusca l’immagine di un uomo, di un padre, di un funzionario pubblico e di un sindaco che ha dedicato tutta la vita al servizio dello Stato. Pertanto, continuerò a battermi nel giudizio di appello, per provare la mia totale estraneità ai fatti, senza alimentare inutili polemiche”.

Così il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, affida a Facebook il suo amaro sfogo, il mattino dopo la decisione del Tribunale dell’Aquila, che lo ha condannato a un anno e 4 mesi per peculato, nell’ambito del processo che lo vede imputato sull’ utilizzo a fini personali delle auto blu della Provincia dell’Aquila, di cui Di Pangrazio è stato dirigente.

“Posso constatare, in ogni caso – scrive Di Pangrazio -, che la quasi totalità delle accuse a me rivolte sono cadute nel vuoto. Essenzialmente, infatti, sarei responsabile di una presunta spesa di circa 250 euro, a fronte di oltre 60.000 euro di indennità personali lasciati nelle casse comunali”.

“Sono certo che nel processo di appello, che si terrà tra pochi mesi, riuscirò a dimostrare la mia innocenza, anche rispetto all’accusa residua, così come già avvenuto per molte delle contestazioni avanzate in primo grado. Infine, voglio ringraziare di cuore i tanti cittadini che non hanno mancato di farmi sentire la propria vicinanza; a tutti loro, prometto di spendermi ancora di più per il bene di Avezzano”, chiosa Di Pangrazio che ha convocato una conferenza stampa per domani, mercoledì 7 luglio, alle 11.30, nella sala consiliare del Comune.

All’incontro con la stampa parteciperanno anche gli amministratori comunali.

Con la legge Severino è prevista la sospensione per 18 mesi: al primo cittadino subentra quindi il vice Domenico Di Berardino. Secondo una stima, il ricorso in Appello potrebbe svolgersi nel giro di 9-12 mesi. Se il sindaco sospeso dovesse essere assolto tornerebbe in carica, in caso di condanna decadrebbe.

Di Pangrazio è stato eletto lo scorso ottobre battendo con la sua armata di liste civiche, con pezzi di centrosinistra e centrodestra, il  salviniano Tiziano Genovesi, sostenuto da Lega, Fdi, Udc e Cambiamo.

Sulla questione è intervenuto lo stesso Genovesi, consigliere comunale e coordinatore Lega della provincia dell’Aquila: “Le sentenze non si commentano ma si rispettano, in questo senso senso sono dello stesso parere del sindaco di Avezzano. Per quanto riguarda la legge ‘Severino’ non posso che dire che è una legge evidentemente sbagliata e non posso condividerla: non può essere sospeso un sindaco nelle sue funzioni per una condanna in primo grado di giudizio”.

“Alla luce di questo epilogo molto negativo per la città e il suo futuro, la responsabilità che mi sento di attribuire a Di Pangrazio è che quando si è candidato sapeva di avere un procedimento in corso di questa natura e quindi era a conoscenza del rischio di condanna. Un aspetto che noi in campagna elettorale non abbiamo voluto cavalcare perché ci interessa fare politica e non speculare sui certi fatti. Comunque, oggi è questo il rimprovero più importante: Di Pangrazio sapeva che, una volta condannato, avrebbe lasciato la città senza la guida del primo cittadino. E noi siamo pronti ad amministrare Avezzano con una coalizione che ha una fisionomia e un programma precisi”.
 

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