PROCESSO CASTRUM: MAZZETTE PER APPALTI, CINQUE ANNI A MASTROPIETRO E MARITO

6 Ottobre 2019 14:34

TERAMO –  Appalti facili e pilotati, in cambio di richieste di denaro, di intestazione di beni immobili, e di consulenze, fittizie o comunque sovrafatturate, in favore del coniuge.

Hanno retto le accuse alla base del processo Castrum, che in primo grado si è chiuso ieri al Tribunale di Teramo con 7 condanne, tra le quali quelle della ex dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova, Maria Angela Mastropietro, e del marito imprenditore Stefano Di Filippo, condannati entrambi a 5 anni di reclusione.

Il collegio giudicante, composto dal presidente Franco Tetto, e da Sergio Umbriano e Carla Fazzini, ha emesso la sentenza dopo cinque ore di camera di consiglio.

Condanna anche per gli imprenditori Andrea e Massimiliano Scarafoni, 5 anni e 6 mesi di reclusione, per Carmine Zippilli, dirigente tecnico della Asl di Teramo, 1 anno e 8 mesi, per Ennio Di Saverio ex presidente del consorzio Lido delle Palme, 1 anno e 2 mesi, per il geometra Guerino Di Saverio, 8 mesi.

Quattro le assoluzioni, tra le quali quelle “perchè il fatto non sussiste” dell'ex assessore comunale Nello Di Giacinto e “per non aver commesso il fatto” dell'ex presidente di Giulianova Patrimonio, Filippo Di Giambattista, .l'uomo di fiducia impresa Di Filippo Sergio Antonilli,  per non aver commesso il fatto).
Ida Scarpone madre degli imprenditori. ( per non aver commesso il fatto)

Alla base dell'inchiesta, condotta dalla Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Teramo,  un sistema di mazzette che ruotava tutto attorno alla ex dirigente del settore urbanistica del Comune giuliese, che tra il 2013 e il 2016 imponeva, per lavorare con la pubblica amministrazione, il versamento di un 'quantum' alla Mastropietro. Grazie al suo interessamento, l'azienda del marito otteneva subappalti o consulenze. Tra i lavori finiti sotto la lente di ingrandimento dell'inchiesta, quelli della lottizzazione Lido della Palme, della ristrutturazione del Campo Castrum e in alcune scuole cittadine, come la Bindi, la Orti e la De Amicis.

L'inchiesta porta la firma dei  pm Andrea De Feis e Luca Sciarretta. Le ordinanze furono firmate dal gip Domenico Canosa.

 

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