PROCESSO MARINELLI: RIVELO’ INTERCETTAZIONE, CORTE APPELLO CONFERMA 8 MESI A MARESCIALLO

23 Febbraio 2024 08:55

Pescara - Cronaca

PESCARA – La Corte di appello dell’Aquila ha confermato la condanna a 8 mesi di reclusione (con interdizione per la durata della condanna) a carico di Angelo Febbo un  maresciallo capo della finanza accusato di rivelazione e utilizzazione di segreto di ufficio dopo aver spifferato a un suo amico medico il contenuto di una intercettazione nell’inchiesta che riguardava l’imprenditore pescarese Vincenzo Marinelli. Il finanziere, infatti, era tra coloro che ascoltavano le intercettazioni.





Il medico riferì della telefonata a  Guido Dezio, anche lui nella intercettazione per via di una conversazione tra loro. Il finanziere avrebbe consigliato al medico di non interloquire con Dezio, poi scagionato,  che era sotto inchiesta. Di qui il reato.

Dezio,  già dirigente comunale e braccio destro  del parlamentare Luciano D’Alfonso, all’epoca sindaco di Pescara,  gli riferì della vicenda e il politico presentò un esposto che  fece avviare l’inchiesta.  Infatti fu subito sentito dai magistrati.





Nella motivazione della condanna di primo grado il gup che celebrò il rito abbreviato affermò che “non può dirsi che l’informazione  riguardasse una notizia futile o insignificante… in quanto il dato era relativo alla prosecuzione della attività di ricerca della prova nell’ambito di un procedimento in fase di indagini preliminari”. Motivi, a quanto pare, condivisi dai giudici di secondo grado.

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