PROCESSO RIGOPIANO: LA PAROLA ALLE DIFESE, “IMPREVEDIBILE ECCEZIONALITÀ EVENTO METEO”

25 Gennaio 2023 14:56

Pescara - Cronaca

PESCARA – “Un fenomeno meteorologico si può prevedere, non si può prevedere la sua eccezionalità”.

Su questa conclusione del Tribunale di Lucca, presente nel dispositivo di assoluzione della Provincia toscana in una vicenda simile alla tragedia di Rigopiano, ha incentrato parte della sua arringa, davanti al giudice Gianluca Sarandrea, l’avvocato Marco Spagnolo, che difende l’allora presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco e l’ex dirigente dell’ente Paolo D’Incecco per i quali la pubblica accusa ha chiesto, rispettivamente, 6 anni e 10 anni di reclusione.

L’arringa, nel Tribunale di Pescara dove è in corso il processo per il crollo dell’hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), travolto da una valanga il 18 gennaio 2017, proseguirà nel pomeriggio e sarà affidata ad altri due legali, Iadecola e La Morgia, oltre che a una memoria di 200 pagine depositata nei giorni scorsi.





Riguardo alla specificità delle due posizioni, su Di Marco l’avvocato Spagnolo ha parlato di mera funzione politica e non amministrativa, mentre D’Incecco, seppure in malattia dal 16 al 20 gennaio 2017, e dunque sospeso dalle sue funzioni, ha comunque cercato di dare il suo contributo, vista la gravità dell’emergenza, partecipando attivamente alla fitta circolazione di informazioni sullo stato delle cose nei vari gruppi WhatsApp.

In questo scenario, l’Ente Provincia, secondo Spagnolo, ha fatto tutto ciò che si poteva fare, nonostante fosse, già da tempo, un ente in disarmo, per la Riforma Del Rio, e al di là di quelle che, invece, dovevano essere le funzioni di Regione e Prefettura.

Spagnolo ha anche puntato il dito su uno specifico disciplinare che avrebbero dovuto rispettare i responsabili dell’Hotel, secondo il quale, in caso di terremoto, viste le scosse della mattina di quel 18 gennaio, gli ospiti avrebbero dovuto essere accompagnati nel piazzale per rientrare solo dopo le verifiche statiche della struttura, cosa che non è avvenuta.

Le arringhe andranno avanti anche domani e dopodomani con la discussione anche delle posizioni dell’ex sindaco di Farindola e poi degli ex vertici della Prefettura.





Si prevedono interventi degli avvocati molto lunghi serrati e soprattutto articolati che dureranno ore vista la mole di documenti e testimonianze  da interpretare. Secondo le accuse ci sono state molteplici omissioni circa la prevedibilità della valanga e i soccorsi per cui, finora, si è assistito anche a uno scaricabarile quasi inevitabile.

Le difese si appelleranno anche alla perizia che non ha escluso che la valanga possa essere stata causata anche dal sisma che ci fu il 18 gennaio del 2017.

 

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