PROCESSO RIGOPIANO: SI TORNA IN AULA, CON RICHIESTE RITI ABBREVIATI. TEMPI LUNGHI PER PERIZIE

17 Settembre 2021 10:34

Pescara: Cronaca

PESCARA – Torna in aula il processo di Rigopiano, sul disastro dell’hotel distrutto da una valanga il 18 gennaio del 2017, facendo 29 vittime.

Oggi il giudice per l’udienza preliminare, Gianluca Sarandrea, dovrà  prendere in esame le richieste di rito abbreviato che sono state presentate nella precedente udienza, da 17 dei 30 imputati.

Prima di fissare le udienze, il giudice dovrà disporre una sua consulenza tecnica sulle possibili cause della valanga e sulla questione dell’emergenza, nominando un suo perito,  tenuto conto che ci sono due consulenze  una dell’accusa e una della difesa, che arrivano ovviamente a risultati opposti.  L’iter processuale sarà dunque

Soltanto dopo il deposito della consulenza, che dovrà essere esaminata dalle parti, il giudice potrà procedere alla calendarizzazione delle udienze di discussione che potrebbero avere anche una cadenza settimanale per arrivare ad una sentenza definitiva entro la fine del prossimo anno.

Nell’udienza di fine luglio, prima della pausa estiva, Sarandrea ha rigettato la richiesta dell’incidente probatorio avanzata dalla difesa del sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta. Ad opporsi alcune parti civili, che hanno aderito alle considerazioni tecniche svolte dalla Procura, mentre altre hanno preferito rimettersi alla decisione del giudice. Una sola parte civile si è opposta, ravvisando invece la necessità di un approfondimento tecnico sui fattori determinativi della valanga. Il giudice ha motivato il diniego spiegando l’inutilità di una perizia ai fini del giudizio da compiersi in questa fase, sollecitando inoltre le difese degli imputati ad anticipare la richiesta di rito alternativo.

Al centro del procedimento c’è la mancata realizzazione della carta valanghe – cioè il protocollo sul rischio valanga –, le presunte inadempienze relative a manutenzione e sgombero delle strade di accesso all’hotel e il tardivo allestimento del centro di coordinamento dei soccorsi. I reati ipotizzati a carico degli imputati vanno, a vario titolo, dal crollo di costruzioni o altri disastri colposi, all’omicidio e lesioni colpose, all’abuso d’ufficio e al falso ideologico. Alcuni dei reati sono già a rischio prescrizione, come l’abuso d’ufficio che si prescrive in 5 anni, il falso in sette anni e mezzo, mentre per fare prescrivere il crollo occorrono 15 anni.

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