PROCIDA CAPITALE CULTURA, SFUMA SOGNO L’AQUILA;
BIONDI “PUNTO PARTENZA, PROGETTO VA AVANTI”

18 Gennaio 2021 14:07

L’AQUILA – Sarà Procida in Campania, la Capitale italiana della cultura 2022:  questa la designazione da parte del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, su indicazione  della Giuria tra le dieci finaliste che giovedì e venerdì hanno presentato i loro dossier di candidatura.

Niente da fare per L’Aquila che ambiva al prestigioso titolo assieme ad Ancona, Bari, Cerveteri, Pieve di Solito e le Terre Alte della Mearca Trevigiana, Taranto e la Grecìa Salentina, Trapani, Verbania e Volterra.

Avuta l’ufficialità dell’esito, presso l’auditorium del Parco, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha tenuto una conferenza stampa e oltre al primo cittadino presenti il coordinatore del dossier di candidatura della città dell’Aquila, Pierluigi Sacco, e i rappresentanti di istituzioni ed enti impegnati nel territorio per la diffusione della cultura, della ricerca, della formazione.

“Congratulazioni a Procida 2022, al suo sindaco e alla sua comunità, per aver ottenuto il titolo di Capitale Italiana della cultura per il 2022 – ha detto Biondi -. Complimenti a tutte le finaliste. Procida non è una grande città, a dimostrazione che la cultura non si fa solo nelle grandi metropoli. Se avessimo vinto il titolo, lo avremmo dedicato alle vittime di Rigopiano. A loro oggi vogliamo rivolgere un pensiero, nel triste anniversario della tragedia di 4 anni fa”.

“Il percorso che abbiamo compiuto insieme è stato lungo e complesso  – ha proseguito Biondi – . Ma soprattutto pieno di cose belle, ci siamo uniti intorno a un progetto comune che rappresenta un inizio. Sono stati straordinari l’affetto e il sostegno di tutta la popolazione abruzzese e dell’Italia”.

“La nostra candidatura è stato un progetto nato dal basso, e non dell’Aquila intramoenia, ma della città territorio, assieme a tutto l’Abruzzo. E’ stato un momento di compattezza di tutti gli attori della cultura e delle istituzioni, indirizzato a voler dare strategia rinascita culturale a questa città in ricostruzione. Ripartiamo, comunque, da quanto fatto di positivo: abbiamo presentato un dossier di assoluto valore. Non essere riusciti a vincere non ci impedisce di perseverare sulla strada intrapresa, per dimostrare ancora che L’Aquila è già una vera capitale culturale”, ha concluso il primo cittadino.

Ha aggiunto Pier Luigi Sacco: “C’è una punta di delusione, inutile nasconderlo. ll progetto pensato e promosso si potrà comunque realizzare, non bisogna perdere l’opportunità di fare qualcosa di importante per L’Aquila, abbiamo messo in campo una iniziativa importante. Ho visto entusiasmo straordinario, grande coinvolgimento, abbiamo grandi potenzialità, anche senza titolo di capitale della Cultura”.

“Quello di oggi – ha dichiarato Biondi – è un punto di partenza, dalle cose positive che ci ha lasciato l’esperienza della candidatura a Capitale Italiana della cultura. Ovviamente, spiace non aver vinto, e faccio i complimenti alla città di Procida per il riconoscimento ottenuto. Siamo tutti consapevoli che il dossier è frutto di una proposta giunta non solo dalla città dell’Aquila ma dall’intero territorio e lavoreremo per attuarlo, ricalibrandolo, per il 2022. Il mio ringraziamento, infine, va a quanti hanno contribuito a redigerlo, promuoverlo e sostenerlo”.

“La scelta in competizioni come la Capitale Italiana della Cultura dipende da tanti fattori, e non soltanto dalla qualità del progetto e della presentazione. Dobbiamo essere molto contenti del fatto che il nostro progetto ha ricevuto tantissimi riscontri positivi ed incoraggiamenti a proseguire. L’Aquila ha tutto quel che occorre per trasformare il progetto in realtà: idee, competenze, entusiasmo. E anche le risorse. Dobbiamo dare inizio ad un nuovo ciclo decennale, ora che la ricostruzione è quasi conclusa. E deve essere il ciclo della crescita innovativa. L’Aquila può diventare la capitale ideale delle aree interne italiane, a beneficio di tutto il nostro Paese”, ha dichiarato il direttore di candidatura, Sacco.

“Inizieremo a lavorare da subito, anche nell’ambito del prossimo workshop Città Come Cultura del Maxxi, per ricalibrare la nostra proposta e continuare a lavorare sull’ottimo progetto che insieme al territorio abbiamo costruito”, ha concluso Biondi.

All’incontro con la stampa, hanno preso parte i rettori di Università dell’Aquila e GSSI, Edoardo Alesse e Eugenio Coccia con la prorettrice Alessandra Faggian, i presidenti di Accademia di Belle Arti e Conservatorio A. Casella, Rinaldo Tordera e Domenico De Nardis, i rappresentanti di MAXXI e Munda, Pietro Barrera e Mariagrazia Filetici, il responsabile del segretariato regionale Mibact, Nicola Macrì, il sindaco di Navelli, Paolo Federico, a rappresentare il cratere, il titolare dell’Usra, Salvo Provenzano, il soprintendente archeologia belle arti e paesaggio per la città dell’Aquila e cratere Antonio Di Stefano, il direttore dei laboratori nazionali del Gran Sasso, Ezio Previtali, i vertici delle istituzioni che fanno riferimento al Fondo unico per lo spettacolo, tra cui il presidente del TSA, Pietrangelo Buttafuoco, i presidenti dell’ISA, Bruno Carioti, e dei Solisti Aquilani, Fabrizio De Agostini Dragonetti de Torres e il direttore artistico Maurizio Cocciolito, dell’Idea di Cleves, Federico Vittorini, il vice presidente e il direttore artistico della Società dei concerti B. Barattelli, Leonardo Nardis e Fabrizio Pezzopane, Mercedes Calvisi in rappresentanza della Lanterna Magica, Alessia Moretti in rappresentanza del Centro Sperimentale di Cinematografia, Maria Grazia Cimini in rappresentanza di E-motion, Patrizia Salvatori di  InScena,

LA DIRETTA DELLA CONFERENZA STAMPA




Come ha detto più volte il ministro Franceschini quello per diventare Capitale italiana della Cultura “non è un concorso di bellezza: viene premiata la città che riesce a sviluppare il progetto culturale più coinvolgente, più aperto, innovativo e trasversale”.

“E’ stato un an anno complicato”, ha sottolineato in apertura il ministro Franceschini, “ma nel 2022 l’offerta culturale italiana e il turismo internazionale torneranno fortissimi, attraversando tutto il nostro territorio. L’idea è nata nel 2014, con Matera Capitale della Cultura, una idea vincente, cresciuta anno dopo anno”.

“È stata una competizione forte, con una commissione impenetrabile”, ha  aggiunto Franceschini.  dovremmo trovare il modo di premiare anche le finaliste, come per il premio Oscar nel quale anche essere finalista conta”.

“Fin dall’inizio ci è apparso chiaro che il nostro lavoro non sarebbe stato facile, siamo stati sfidati dalla qualità delle proposte delle dieci finaliste”, ha detto  Stefano Baia Curioni: “Ognuno di questi dieci progetti andrebbe finanziato e promosso, sarebbe uno degli investimenti pubblici a più alto ritorno”.

La Capitale italiana della cultura è stata istituita nel 2014 e ha tra gli obiettivi quello di sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle città, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, la crescita e lo sviluppo economico.

Il titolo di Capitale italiana della cultura è conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceverà un milione di euro.

Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018 (nel 2019 ha coinciso con Matera Capitale europea della cultura).

Parma è invece la Capitale italiana della cultura 2020 che è stata prorogata al 2021 dal Dl Rilancio.

Lo stesso Decreto ha inoltre stabilito che la procedura di selezione per l’anno 2021, in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, si intende riferita all’anno 2022. Il Dl Rilancio ha anche proclamato, in segno di solidarietà per le vittime della pandemia, Bergamo e Brescia Capitali italiane della Cultura per il 2023.

 

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