PROF AQUILANO BARONE NUOVAMENTE IN CONGO: “QUI VITE SFRUTTATE PER SODDISFARE ALTRE VITE”

23 Luglio 2021 09:51

L'Aquila: Cronaca

L’AQUILA – “Lungo le strade i bambini, a passi lenti e pesanti, come per anestetizzare la fame e la sete. L’aria è semi polverosa dopo il risveglio del vulcano Nyiragongo. Qui la vita pesa. Molte volte è ‘vita di scarto’. Qui le vite combattono i destini respingenti. Vite orfane, vite sotto le miniere di coltan e di cobalto. Vite sfruttate per soddisfare altre vite, quelle di uomini con i visi truccati di oro e di diamanti”.

È il racconto in presa diretta da Goma del professor Francesco Barone, docente dell’Università dell’Aquila da oltre vent’anni impegnato in missioni umanitarie in Africa.

Portavoce in Europa del premio Nobel per la Pace Denis Mukwege, che ha denunciato una catastrofe umanitaria in atto in Congo, con centinaia di migliaia di donne violentate, oltre quattro milioni di sfollati e sei milioni di morti, Barone si trova in questi giorni a Goma, capoluogo della provincia del Kivu Nord. Negli ultimi anni, i suoi interventi hanno riguardato questa zona particolarmente delicata, a causa dei numerosi conflitti armati e delle violenze di cui sono vittime milioni di civili.

“Come su un’orbita di pianeta si gira, in una costante centrifuga. Gli occhi si eclissano dietro il dolore delle profonde ingiustizie e disuguaglianze. È povero chi ha fame e ha sete, ma è tanto più povero chi, demagogicamente si erige a Socrate e con le assurde certezze resta indifferente di fronte alla sofferenza”.

“Le parole, di solito, aspirano ad essere in sintonia e in simpatia con il povero, ma in tema di povertà è innegabile il riconoscimento del primato dell’azione sulla parola”, riflette ancora Barone. “Se si continuerà a dare importanza soltanto alle parole e alle buone intenzioni, al povero verrà ancora assegnato il ruolo di ‘personaggio negativo e scomodo’, un personaggio definito per ‘sottrazione’, ovvero, per ciò che non ha”.

“Ora che la scienza è entrata a governare il mondo, non ci resta che attendere e scoprire cosa sarà capace di fare. Staremo a vedere quale battaglia condurrà contro la politica. Vedremo se preferirà costruire armi batteriologiche e insistere a cercare l’acqua su Marte. Chissà se la scienza sarà intenzionata a suggerire quali interventi da adottare per far confluire l’acqua nel mulino dell’umanizzazione. E mentre la speranza è l’ultima a morire, i bambini continuano a morire di sete”.

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