L’AQUILA – Cresce la mobilitazione per il professor Michele D’Angelo, 44 anni, docente di biologia all’Università dell’Aquila, detenuto da agosto in un carcere al banese dopo un incidente stradale avvenuto nei pressi di Tirana.
La conferma della notizia è arrivata dal rettore dell’Ateneo Fabio Graziosi.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo, alla guida di una Lancia Ypsilon, sarebbe stato centrato da un altro veicolo alla cui guida c’era un albanese.
Il professore, peraltro, stava viaggiando a non più di 40 chilometri orari, mentre l’altra vettura procedeva a velocità più elevata. Nonostante questo, D’Angelo è stato accusato di violazione delle norme sulla circolazione e di abbandono di veicolo, poiché si sarebbe allontanato dall’auto subito dopo l’impatto.
Un comportamento che i suoi difensori considerano un gesto istintivo e non un tentativo di fuga. Da quel momento il docente, volto noto nella comunità accademica, è rinchiuso in carcere in attesa di giudizio. In attesa di novità sul caso, l’Università dell’Aquila ha espresso mobilitazione. “Stiamo facendo il possibile – ha commentato il rettore eletto Fabio Graziosi – per chiedere la liberazione del docente e per ridurre la pressione psicologica delle persone coinvolte”. Anche diversi rappresentanti istituzionali hanno espresso preoccupazione.
Tra questi, il senatore Luciano D’Alfonso, che l’11 settembre ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro degli Esteri per sollecitare la massima cooperazione con le autorità albanesi e chiarire la dinamica dell’incidente.
“Dall’11 agosto u.s. a tutt’oggi, il prof. D’Angelo è detenuto in Albania, nella casa circondariale di Fier”, si legge nella interrogazione del politico abruzzese, “con ipotesi di due reati “Violazione delle norme sulla circolazione” e “Abbandono del veicolo”, in attesa che vengano chiarite le circostanze, la causa e le responsabilità dell’incidente che ha avuto tragiche conseguenze, nel quale sono rimaste coinvolte l’auto guidata dal D’Angelo (Ypsilon, targa italiana DN171ZF) e la Benz bianca (targa AB390UV) guidata dal cittadino Egh Sdikaj, sospettato di aver perso il controllo del veicolo che procedeva ad alta velocita”.
“Fermo restando il corso delle indagini, ritengo di dover evidenziare, ad una prima descrizione dei fatti accaduti, l’abnormità della misura cautelare emessa dall’Autorità Giudiziaria di Fier anche in assenza di perizia, rispetto al profilo e al comportamento del Prof. D’Angelo, che si è immediatamente messo a disposizione delle competenti autorità albanesi, ha da subito prestato ogni possibile collaborazione e rilasciato circostanziata deposizione sull’incidente e alla insussistenza del pericolo di fuga del medesimo. Ritengo doveroso sottolineare il profilo morale e scientifico del Prof. D’Angelo, cittadino integerrimo (e impregiudicato), membro della comunità accademica abruzzese e scienziato valentissimo, che ha da sempre condotto uno stile di vita conforme alle regole”.
Preoccupazione è stata espressa anche dal rettore uscente dell’Università dell’Aquila, Edoardo Alesse, che è stato informato del caso di Michele D’Angelo pochi giorni giorno dopo l’arresto, avvenuto l’8 agosto scorso.
“L’Università dell’Aquila si è mobilitata sin da subito – ha detto all’Ansa – e siamo in contatto con la famiglia del nostro docente. Siamo anche in comunicazione con il sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi. Da un lato, siamo fiduciosi che, una volta terminato l’iter giudiziario, riesca a chiarire a pieno la sua posizione. Dall’altro, tuttavia, siamo preoccupati perché le settimane passano e D’Angelo è detenuto ormai da troppo tempo”.
D’Angelo riveste diversi incarichi nell’ateneo aquilano. Sin dal primo momento, anche l’ambasciata italiana è a lavoro per fare da collegamento tra i familiari del docente e le autorità giudiziarie albanesi.
Intanto, l’Ambasciata d’Italia a Tirana e il Consolato Generale a Valona “seguono con la massima attenzione”il caso.
Lo riferisce la Farnesina, che sta “mantenendo costanti contatti con i connazionali, effettuando visite in carcere e fornendo ogni necessaria assistenza consolare”.
“Michele D’Angelo e la compagna sono stati coinvolti in un incidente d’auto in Albania l’8 agosto 2025”, si ricorda. “Il giorno successivo i connazionali sono stati fermati dalla polizia e il solo signor D’Angelo, accusato di omissione di soccorso, è stato sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere. Il procedimento a suo carico è attualmente in corso”.
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