PROGETTO CASE L’AQUILA: SALTA RATEIZZAZIONE ARRIVA SALASSO DA 7 MILIONI PER 4 MILA FAMIGLIE

31 Luglio 2021 10:13

L'Aquila: Cronaca

L’AQUILA – Tensione alle stelle tra gli inquilini del Progetto C.a.s.e., dopo il nulla di fatto in Consiglio comunale di ieri, dove è mancato il numero legale, visto le assenze nelle file della maggioranza di centrodestra di Pierluigi Biondi, Fratelli d’Italia, in occasione del voto sull’ordine del giorno presentato dal consigliere comunale di opposizione, Lelio De Santis che chiedeva la rateizzazione del salasso di circa 7 milioni di euro di bollette e spese arretrate a carico degli inquilini degli appartamenti realizzati nel post sisma 2009, sempre più di difficile e costosa gestione da parte del Comune.

Ci sono casi in cui singoli nuclei familiari dovranno pagare entro fine agosto dai 10 mila ai 40 mila euro.

Contrario a ogni forma di rateizzazione l’assessore al Patrimonio Vito Colonna, che già nelle commissioni aveva ricordato che molti dei condomini sono di fatto “morosi” e che il debito del Progetto C.a.s.e. a carico del Comune ha superato la cifra mostra di 22 milioni, e dunque il recupero delle bollette non pagate rappresenta per Colonna una priorità assoluta. Evidenziando che la maggior parte delle cartelle non superano i mille euro e che si possono valutare caso per caso le situazioni relative ai maggiori importi.

Si può dare per certo e molti degli inquilini faranno ricorso. E a quel punto non sarà facile per il Comune ottenere quanto richiesto.

Durissimo intanto l’attacco dell’opposizione, che ha definito la maggioranza “indegna di una città capoluogo”, accusandola “di essere fuggita pur di non prendere posizione”.

Alla prima chiamata erano presenti il presidente del Consiglio comunale Roberto Tinari, forzista, e gli altri forzisti in Consiglio Berardino Morelli  e Chiara Mancinelli, oltre a Marcello Dundee di Coraggio Italia. Alla seconda chiamata c’erano solo Morelli e Tinari.

Durissimo anche il firmatario dell’ordine del giorno De Santis: “Tutti i consiglieri di maggioranza sono fuggiti dal loro dovere, non assumendosi le loro responsabilità e non consentendo la discussione di un argomento delicato che riguarda oltre 4 mila famiglie, che dovrebbero pagare entro agosto ed in un un’unica soluzione somme salate, anche di migliaia di euro. Ricordo che l’argomento era all’odg già nel precedente Consiglio e fu rinviato per consentire al Sindaco ed alla Giunta di valutare le soluzioni tecniche; evidentemente il motivo era diverso ed oggi si è esplicitato: la maggioranza di centrodestra non vuole ascoltare una richiesta di buon senso che consentirebbe a tutti di pagare il giusto nei modi possibili, con rate sulla base del reddito Isee. Il Consiglio comunale, scommetto, non si riunirà in agosto ed i problemi saranno solo delle tantissime famiglie che dovranno decidere se mangiare o pagare le bollette. Ma un problema serio riguarderà anche il Comune che rischia di non incassare quanto dovuto, per gli inevitabili contenziosi e per le possibili prescrizioni”.

C’è poi il caos dell’intera azione di riscossione: come riferisce il quotidiano on line NewsTown, “sono stati recapitati 4.262 solleciti, emessi senza more e interessi in quanto, per la maggior parte delle situazioni – non solo in considerazione del tempo trascorso ma anche per le modalità di invio attuate in precedenza – non si aveva certezza dell’avvenuta ricezione delle bollette da parte dei cittadini”.

Delle 4262 lettere spedite, ad oggi solo 2709 sono state effettivamente ricevute.

Ci sono tra i solleciti 311 che vanno dai 2500 ai 5000 euro, 161 avvisi per importi tra i 5 mila e i 10 mila euro e 35 oltre i 10 mila euro.

Molti degli inquilini però contestano incongruenze nelle bollette inviate, con casi in cui sono stati calcolate anche le superfici dei balconi e del posto auto, che hanno inciso su Tari e anche su bollette della luce e gas, e soprattutto che sono state caricate sui condomini residenti le spese relative ad appartamenti vuoti della loro palazzina.

Il ritardo dell’invio delle bollette da parte del Comune avvenuto nella precedente amministrazione ha poi determinato ulteriori aggravi.

 

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