PROGETTO NEPTUNE: VIALE CROCE ROSSA IMMAGINATO DAGLI STUDENTI

31 Marzo 2015 12:52

L'AQUILA – Invitare giovani studenti provenienti da tutta Europa a immaginare un nuovo viale della Croce Rossa all’Aquila, dalla ex caserma Rossi fino a Piazza D'Armi, in un disegno complessivo di città ricostruita e resa più fruibile, intelligente e bella.

Questo l’obiettivo che ha portato a compimento l'edizione 2015 di “Neptun Project”., che ha coinvolto 24 studenti da tutta Europa hanno progettato il Viale della Croce Rossa del futuro.

Un'esperienza di sicuro formativa per i sei ragazzi della facoltà aquilana di Ingegneria che per dieci giorni hanno lavorato in team multiculturali con altri 18 ragazzi provenienti da tre Università di architettura europee, rispettivamente Nhl University of Applied Sciences dall'Olanda, la Iut de Bethune dalla Francia, e la Aalto University, Helsinki, dalla Finlandia.

A comporre la giuria che ha poi premiato il lavoro giudicato migliore, secondo parametri di originalità, creatività, attenzione alla sostenibilità e coraggio nella proposta, c'erano il consigliere del Comune dell'Aquila Tonino De Paolis, il professor Romolo Continenza dell’Università dell’Aquila e Paolo Tella, presidente del consorzio L'Aquila 2009, a rappresentanza del Polo di innovazione per l'edilizia sostenibile della Regione Abruzzo.






Ad aggiudicarsi la competizione è stato il team “Green Light”, fautore di un'articolata proposta che ha unito gli aspetti della mobilità a quelli dei servizi, attrezzature e commercio e a quelli delle infrastrutture verdi.

Una menzione speciale è andata al Progetto “Octopus” che ha approfondito la relazione tra il Centro Storico, l’area multifunzionale delle strutture temporanee a ridosso delle mura, e la periferia consolidata.

Nella serata di commiato professori e partecipanti si sono dati appuntamento per la prossima edizione del Progetto Neptune, che sarà ospitato dalla Aalto University, ad Helsinki in Finlandia, in cui si potrà replicare l’esperienza aquilana e dove gli studenti della nostra università, con i loro supervisor, potranno mettere a disposizione della città ospitante le loro specificità formative e culturali.

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