PROJECT, FEBBO REPLICA A TURRA: “PER OSPEDALE CHIETI STRADA SEGUITA ERA, ED E’, IMPROPONIBILE”

9 Febbraio 2021 13:11

CHIETI – “Si resta sconcertati e colpiti dalla versione di Nicola Turra che, nel ricostruire la vicenda del project financing per il nuovo ospedale di Chieti, dimenticando alcuni passaggi importanti, arriva a concludere che il costo complessivo dell’intervento ammonterebbe a 118 milioni di euro, con un canone annuo di poco più di 12 milioni. Turra dimentica però di dire per quanti anni si sarebbe dovuto pagare il canone per cui il costo sarebbe arrivato a superare i 275 milioni di euro, ben lontani dalla sua stima”.

E’ quanto afferma il capogruppo di Forza Italia Mauro Febbo nel replicare alle dichiarazioni rilasciate ad Abruzzoweb dall’amministratore delegato della Abp Nocivelli Spa, che compone, con l’impresa Icm del gruppo Maltauro, l’associazione temporanea di impresa (Ati) promotrice della proposta di project financing per il nuovo ospedale di Chieti datata 2014.

“Nel suo racconto – prosegue Febbo – Turra ricorda che nel luglio 2018, l’esecutivo D’Alfonso concesse la dichiarazione di pubblica utilità dimenticando però di dire che tale dichiarazione era illegittima in quanto deve essere la Asl, proprietaria dell’immobile, a rilasciarla. Tant’è che poi D’Alfonso, accortosi dell’errore, ripassò la palla proprio alla Asl e non se ne fece più nulla con un rimpallo di Rup e di consulenze legali e finanziarie. È bene ricordare inoltre anche come nacque il project, cioè dalla perizia del 2012 del ctu della Procura di Chieti che evidenziò come le palazzine C e F (poco più del 25% dell’intero complesso) fossero costruite con cemento “impoverito” e quindi erano necessari interventi strutturali o di demolizione e ricostruzione. Invece, il primo progetto presentato, così come il successivo, prevedeva l’abbattimento e la ricostruzione dell’intero nosocomio (e non solo delle due palazzine) e addirittura si prevedeva la realizzazione di un vero e proprio centro commerciale con ben 28 attività commerciali, dai negozi di abbigliamento all’intimo, dalla profumerie alla bigiotteria, alla gioielleria, dagli alimentari alle agenzie di viaggio, dai videogiochi a una “caramelleria” oltre a un mega ristorante, con centinaia di posti a sedere, da utilizzarsi anche per cerimonie ed eventi. Oltretutto, si prevedeva l’esternalizzazione di ben 16 servizi, non solo lavanderia e servizi energetici come ricorda Turra, che avrebbero coinvolto anche i laboratori e radioterapia”.

“Passando al secondo progetto – precisa Febbo – stranamente il costo per posto letto scende da 358.250 euro a 238.550 e già questo la dice lunga sulla “trasparenza” dell’operazione, mentre i servizi da esternalizzare passano da 16 a “soli” 9. Questo significa che per ben 7 servizi non si riscontrava l’utilità pubblica sanitaria ed economica per poter essere riconosciuti, ma solo quella privata. Potrei soffermarmi sulle tante vicissitudini che l’iter burocratico e amministrativo hanno seguito ma per esse parlano i numerosi esposti che ho presentato sia alla Corte dei Conti sia alle varie Procure che hanno indotto a ripensamenti, dimissioni o atti in sanatoria e potrei continuare. Ciò che dovrebbe far desistere da qualunque richiesta risarcitoria, perché solo di quella ormai si parla, da parte dell’Ati, è la mancata attivazione delle procedure nonostante i 6 anni trascorsi dal momento del primo passaggio; se in tutto questo tempo non si è riusciti ad arrivare ad una benché minima attivazione dell’iter procedurale significa che la strada seguita era improponibile e irta di evidenti “storture” sanitarie, amministrative ed economiche. Continuo a sostenere che la volontà politica era quella di non rafforzare un presidio ospedaliero come quello di Chieti, che peraltro è Clinicizzato – conclude Febbo – ma di ingabbiarlo in una impossibilità di portare avanti la realizzazione del progetto che avrebbe visto la fine del nosocomio stesso e, con essa, anche la sottrazione della facoltà di Medicina alla Città. Tutto questo è stato impedito dalla mia attività di controllo e di vigilanza che in questi anni ho portato avanti con determinazione, convinzione e con l’unico interesse di garantire alla città di Chieti e al territorio una sanità di elevato livello e di alta qualità”.

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