PROJECT CHIETI: REGIONE REVOCA PUBBLICA UTILITA’,
DOMANI UDIENZA TAR SU MANCATA GARA

GIUNTA CANCELLA PROGETTO NUOVO OSPEDALE ICM E NOCIVELLI, PRONTI A CHIEDERE RISARCIMENTO E CHE HANNO FATTO RICORSO SU INERZIA ENTE; ESULTA FEBBO, "PAGINA CHIUSA, NON DIMOSTRATA SOSTENIBILITA' ECONOMICA". IRA SINDACO FERRARA, "OFFESA CONTRO LA NOSTRA CITTA'"

26 Gennaio 2021 15:44

CHIETI –  La Giunta regionale abruzzese guidata dal presidente, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, nella seduta di ieri sera, ha revocato la dichiarazione di pubblica utilità del project financing per l’abbattimento e ricostruzione del nuovo ospedale Santissima Annunziata di Chieti, non sicuro staticamente  e sismicamente, a causa di difetti di costruzione in due corpi di fabbrica, sgomberati negli anni scorsi.

La delibera è stata presentata a sorpresa, fuori sacco, da parte dell’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, della Lega. Infatti, domani la questione verrà discussa nel merito davanti al Tar dell’Aquila in seguito al ricorso presentato contro la Regione dalle imprese Icm, del gruppo veneto Maltauro, e A.b.p. Nocivelli di Brescia, che avevano presentato il progetto di finanza nel 2013.

Non si conoscono le motivazioni che hanno portato alla revoca della pubblica utilità, visto tra l’altro che la delibera non è stata pubblicate e non è stato comunicato l’approvazione alla stampa.

Secondo quanto si è appreso la maggioranza di centrodestra avrebbe operato una rivalutazione dell’interesse pubblico, oltre ad esprimere un parere di insostenibilità economica. E la revoca sarebbe stata decisa prima dell’udienza del Tar che deve esprimersi nel merito del ricorso presentato da Icm e  Maltauro, che chiedono di dichiarare illegittima “la perdurante inerzia” della Regione Abruzzo e della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, nell’indire la gara pubblica europea, che era prevista nella dichiarazione di pubblica utilità del luglio 2018, ma che non ha mai avuto luogo. Nella gara europea le proponenti avrebbero avuto goduto del diritto di prelazione. Revocata la pubblica utilità, questa la strategia della Regione, cade anche l’accusa di inerzia e ritardo nell’indire la gara.

Ad esultare il più strenuo oppositore del project, il capogruppo di Forza Italia ed ex assessore Mauro Febbo, chietino, che in una nota afferma: “nello specifico, come sempre ho sostenuto, la scelta effettuata di ricorrere allo strumento della finanza di progetto  appare inidonea al soddisfacimento dell’interesse pubblico e non coerente con la normativa vigente circa l’utilizzazione di una modalità di finanziamento e contribuzione pubblica”. E ancora: “non risulta essere stata condotta alcuna verifica di convenienza a ricorrere alla finanza di progetto rispetto ad una ordinaria procedura di appalto con richiesta di finanziamento alla Cassa Depositi e Prestiti e gara pubblica con progettazione esecutiva”.

Duro al contrario il sindaco di Chieti, il dem Diego Ferrara e medico di famiglia, che definisce la revoca una “offesa alla città”.

Prende posizione anche il capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi, chietina e anche lei da sempre contraria al project, che in una nota afferma che ora che “il project di Chieti è stato definitivamente accantonato, si dimentica di specificare cosa la Giunta abbia intenzione di fare per gli interventi necessari alla struttura. Ad oggi non abbiamo tempi certi né sull’eventuale costruzione di un nuovo presidio con i fondi del Ministero della Salute per l’edilizia sanitaria, né su lavori di adeguamento sismico. Sappiamo tutti come la struttura abbia urgente bisogno di ristrutturazione dopo anni di abbandono, ma finora il centrodestra è stato in grado solo di fare promesse vaghe, senza alcun cronoprogramma. Decisamente troppo poco per un governo regionale in carica ormai da quasi due anni”.




La pubblica utilità che dà il via libera alla gara comunitaria, era stata approvata nel luglio 2018 dalla precedente Giunta di centrosinistra, guidata da Luciano D’Alfonso, ora senatore del Partito democratico, dopo un lungo braccio di ferro con la Asl provinciale chietina, tanto che la Regione, per velocizzare l’iter, ha avocato a sé la pratica datata 2013, con il presidente della Regione di centrodestra, Gianni Chiodi.

La necessità dell’intervento sull’ospedale di Chieti era emersa alla luce di perizie, inchieste giudiziarie e da un accertamento tecnico preventivo chiesto dalla stessa Asl al Tribunale di Chieti, che in particolare nel 2012 ha fatto emergere l’utilizzo di cemento impoverito nella realizzazione dei corpi di fabbrica C ed F.

La pubblica utilità era stata concessa ad un progetto che prevede un nuovo nosocomio con 498 posti letto, realizzato dal privato con un investimento di 119 milioni di euro. Lo stesso privato poi nello schema del project, avrebbe incassato per 25 anni un canone di locazione da 12,2 milioni, e avrebbe gestito in proprio alcuni servizi.

Ad istruire la pratica di revoca l’Avvocatura regionale, guidata dal dirigente Stefania Valeri, che aveva fatto parte dello staff di Luciano D’Alfonso, promotore del project e dal direttore del dipartimento Sanità, Claudio D’Amario.

La decisione di revoca della giunta di centrodestra spaccata al proposito interno sulla strada da imboccare, potrebbe ora portare alla richiesta di risarcimenti milionari da parte di Icm e Nocivelli.

Significativa la posizione del sindaco di Chieti: “Ascoltiamo sgomenti le ultime notizie provenienti dalla Giunta regionale che ha revocato la procedura per l’abbattimento e la ricostruzione del Santissima Annunziata, rinunciando così a investimenti per 250 milioni di euro – scrive in una nota -. Questo fatto, già di per sé gravissimo, che arriva alla vigilia di un pronunciamento del Tar, si somma al depotenziamento del percorso oncologico del nostro nosocomio (si ricordi la vana attesa per l’acquisto della Pet tac e del centratore laser che costringe malati di tumore a migrare altrove con spese e tempi a proprio carico); si pensi anche alla delocalizzazione di servizi nevralgici per la cittadinanza, come la clinica Dermatologica e quella Odontoiatrica”.

“Pur non volendo fare inutili dietrologie e senza cedere alla cultura del sospetto, ci si chiede se Chieti, oggi guidata da una giunta di centrosinistra, sia diventato un bersaglio politico del governo regionale, che con le sue scelte non ci sta risparmiando scippi e umiliazioni. Sappiano tutti che il sindaco, l’Amministrazione e tutti i cittadini di Chieti, non rimarranno inermi di fronte a questa offesa verso la nostra città”, annuncia il sindaco.

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