PROJECT FINANCING: DIFFIDA VS GARE ASL E ARIC, CHIETI: ATI, “ILLEGITTIME, C’E’ RICORSO PENDENTE”

NUOVO OSPEDALE CAPOLUOGO TEATINO, LETTERA DI FUOCO ICM E NOCIVELLI A REGIONE, AZIENDA SANITARIA E STAZIONE APPALTANTE UNICA, CHE INTENDONO AFFIDARE A TERZI GESTIONE SERVIZI MECCANICI, PRIMA CHE GIUDICI AMMINISTRATIVI DECIDANO A NOVEMBRE SU ISTANZA ATI SU REVOCA PUBBLICA UTILITÀ ABBATTIMENTO E RICOSTRUZIONE NOSOCOMI

17 Maggio 2021 15:36

CHIETI – Non si azzardi, la Asl di Chieti, a procedere all’aggiudicazione del servizio gestione e manutenzione degli impianti meccanici degli ospedali della provincia di Chieti, essendo parte integrante e strategico del project finacing dell’ospedale Santissima Annunziata nel capoluogo teatino, il cui affossamento da parte della Regione Abruzzo è sub judice, in attesa dell’udienza del Tar prevista a novembre.

Un nuovo capitolo si aggiunge nella tormentata ed annosa vicenda del progetto di finanza del nosocomio di Chieti giudicato insicuro staticamente e strutturalmente inadeguato con documenti ufficiali datati 2011: è quello rappresentato da una perentoria diffida, con minaccia di andare per le vie legali, inviata dalle proponenti Abp Nocivelli e Icm Maltauro, con una lettera di fuoco del 29 aprile scorso al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, al direttore generale della Asl provinciale chietina, Thomas Schael, al direttore amministrativo, Giovanni Stroppa, al dirigente dell’Unità Investimenti, patrimonio e manutenzione, Filippo Manci, ed al dirigente dell’unità acquisti della medesima ASL di Chieti Pierluigi Galassi, all’Agenzia regionale di informatica e committenza (Aric), la centrale unica degli acquisti della Regione, e di cui è commissario straordinario Daniela Valenza.

Nel documento i “titolari” del progetto di finanza privato, in ballo dal 2013 e contestato da anni dal M5S e dall’ex assessore regionale Mauro Febbo, di Forza Italia, attualmente capogruppo azzurro in consiglio regionale, si sottolinea che sarebbe “illegittimo” alterare la natura dell’oggetto del contendere, “svuotando” il project e la sua sostenibilità economica, prima di qualsiasi decisione da parte dei giudici amministrativi. Ora si dovrà vedere quale strada imboccherà la Regione in riferimento a questa vicenda che ha dell’incredibile vista la mancanza di un pronunciamento coeso da parte della maggioranza di centrodestra.

A mandare ancora una volta su tutte le furie Nocivelli e Icm la notizia, si legge nella diffida, le notizie in merito alle “intenzioni della Asl 02 di affidare il servizio gestione conduzione e mantenimento degli impianti meccanici ed affini elevatori, di minuto mantenimento, negli ospedali della provincia all’operatore economico aggiudicatario del Mies 2 lotto 16, ovvero, all’aggiudicatario della gara regionale promossa dall’Aric”. La iniziativa dell’Associazione temporanea di impresa (Ati) prevede il disco rosso sia nei confronti di una gara bandita dalla Asl, sia di un bando unico o di un affidamento a Consip  da parte dell’Aric, operazioni che questa ultima ha intenzione di mettere in pratica alla luce degli appalti scaduti da anni.

Le due imprese sono da anni ai ferri corti con la Regione Abruzzo, che con una delibera di giunta nella seduta del 25 gennaio, ha deciso di cassare il project di Maltauro e Nocivelli, revocando la dichiarazione di pubblica utilità concessa nel luglio 2018 dal precedente esecutivo di centrosinistra guidato da Luciano D’Alfonso, ora senatore dem, con diritto di prelazione delle proponenti all’atto della gara di appalto comunitaria. Delibera presentata fuori sacco all’ultimo momento dall’assessore alla Salute Nicoletta Verì, della Lega.

La Nocivelli e Icm hanno impugnato la delibera con contestuale richiesta di risarcimento milionario. Inaccettabile dal loro punto di vista dunque dare a terzi il servizio gestione e manutenzioni meccanica prima del pronunciamento del Tar.

Affidando pertanto a terzi, come intende fare l’Aric, per conto della Asl, il servizio gestione conduzione e mantenimento degli impianti meccanici per gli ospedali della provincia, compreso il Santissima Annunziata, il project risulterebbe monco,  svuotato nella sua sostenibilità economica per il privato e prima ancora della decisione del Tar, che potrebbe ripristinarlo, annullando la delibera di giunta del 25 gennaio.

L’accordo prevede infatti che le società che vinceranno la gara europea realizzeranno il nuovo ospedale a loro spese, con 118 milioni di euro, con un costo medio di realizzazione al metro quadro pari a 1.500 euro, ritenuto di gran lunga inferiore rispetto agli attuali costi standard per la realizzazione di nuovi presidi ospedalieri, per poi rifarsi dell’investimento mediante versamento di un canone annuale pari a poco più di 12 milioni annui da parte della Regione e con l’affidamento di servizi di gestione, tra cui appunto quello degli impianti meccanici.

Nocivelli e Icm si erano già rivolte al Tar ad inizio settembre scorso, chiedendo il ripristino dei 30 milioni di euro di confinanziamento regionale, parte dei quali erano stati destinati dall’Ente per ripianare passivi nei bilanci della Asl, e di dichiarare illegittima “la perdurante inerzia” della Regione Abruzzo e della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, nell’indire la gara pubblica europea. Tenuto conto che l’iter è stato avviato nel lontano 2014, dopo che nel 2012 ben due perizie, una della Procura e l’altra come accertamento tecnico preventivo richiesto dall’azienda sanitaria al Tribunale di Chieti, entrambe a firma dell’ingegnere Enrico De Acetis, hanno attestato che i corpi C ed F erano a rischio crollo, perché realizzati con “calcestruzzo scadente”: ed ancora che in ogni caso un ipotetico intervento di messa in sicurezza dei corpi C ed F, sgombrati nel 2016, precisando però che era un intervento circoscritto, non avrebbero garantito “livelli di sicurezza congruenti per una struttura ospedaliera”. Molto prima un dossier del 2003 di Collabora Engineering (poi divenuta Collabora-Abruzzo Engineering), aveva inserito il nosocomio di Chieti tra quelli con preoccupanti criticità in caso di sisma, in un’area classificata a rischio di livello 2.

I giudici amministrativi, nell’udienza del 27 gennaio, hanno rinviato il giudizio al 23 giugno prossimo.

La Nocivelli nel project financing dell’ospedale di Chieti vede del resto un asset strategico, visto che in Abruzzo opera da ben dieci anni, curandosi del servizio di gestione, conduzione e mantenimento degli impianti meccanici, elettrici, elevatori, gas medicali, e manutenzione per conto della Asl negli ospedali di Lanciano, Vasto Ortona e soprattutto in quello di Chieti, in particolare nel reparto di cardiochirurgia.

Nella nuova diffida si intima dunque di non procedere oltre con la gara per l’affidamento della  gestione, conduzione e mantenimento degli impianti meccanici

“La determinazione – si legge infatti nella lettera -, non considera che il descritto multiservizio, con l’aggiunta però di opere presupposti e connessi di efficientamento, è già compresa nella proposta del Project financing presentata da Nocivelli e Icm”.

Proposta che si ricorda è “stata qualificata dalla Regione Abruzzo come fattibile e di pubblico interesse con le relative opere inserite nella programmazione triennale della Asl”.

È vero che “la Regione con la delibera di giunta 33 del 2021 ha disposto di revocare la fattibilità e il pubblico interesse della proposta”; ma è altrettanto vero che “per preservare la proposta Abp Nocivelli e Icm hanno impugnato la delibera regionale davanti al Tar è che lo stesso allo stato ha ritenuto di tutelare gli interessi delle società attraverso la sollecita fissazione dell’udienza in merito a novembre 2021”.

Pertanto, la decisione del Tar dovrà intervenire, re adhuc integra,  “essendo la questione non ancora compromessa”, ovvero senza alterare l’oggetto del contendere, come avverrebbe sottraendo al project un requisito fondamentale per la sua attuazione.

Non ammissibili dunque “iniziative della Asl 02 che attraverso l’affidamento a terzi di servizi in oggetto svuotino sostanzialmente la proposta e quindi incidano sull’ interesse al ricorso e sulla materia del contendere rispetto alla quale il Tar si è riservato di decidere”.

Sì intima pertanto “a non formalizzare alcun ordine all’operatore economico aggiudicatario del Mies 2 Lotto 16, ovvero in alternativa a non aggiudicare la gara regionale eventualmente promossa dall’Aric, con l’avvertimento che in difetto saranno impugnate le relative determinazioni presso le sedi competenti”.

 

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