Proposta per un itinerario cicloperdonale ad anello a Teramo

21 Febbraio 2007 10:53

       L’attraversamento verso la destra idrografica del Vezzola potrebbe avvenire sormontando un ponte semidiroccato, per mezzo di una sovrastruttura in legno lamellare o acciaio (oppure percorrendo il ponte provinciale che si trova più avanti).


    Indi si può risalire agevolmente  verso Torricella, sfruttando l’iniziale e bel tratto stradale semiabbandonato.


    Si costeggia una chiesetta dedicata a S. Barbara,  fatta realizzare da Celestino Fantozzi, un fuochista torricellese che si salvò, insieme con la sua famiglia, da un’esplosione generata dai fuochi d’artificio che produceva di professione.


  Scavalcata Torricella dove, si può sostare per un ristoro presso i numerosi bar, si può proseguire verso Teramo, scegliendo il percorso corto, medio o lungo.


   Il percorso corto ci conduce verso la località di S. Chiara e quindi a Parco Archeologico della Cona, percorrendo assolate e pianeggianti piste poco conosciute.


  Il percorso medio si dirige verso Cavuccio e poi verso l’ex fornace Gattarossa per  poi ricollegarsi al Tordino che si riscende fino a Teramo.  


Il percorso lungo, nei pressi del cimitero di Cavuccio, ci fa attraversare il fosso Rio Grande (dove si spera si possa realizzare un passerella pedonale) per raggiungere rapidamente Villa Ripa. Una discesa verso il Tordino consentirebbe di visitare il Ponte di Turchi e il mulino della Marchesa.


Si può poi proseguire fino a S. Maria di Ponte a Porto nei pressi di Travazzano. Raggiunta la strada provinciale si prosegue fino al bivio di Frondarola, Villa Butteri, Villa Tordinia. 
 


 A Villa Tordinia si può visitare la Ramiera, quindi, attraversato il ponte della statale si scende sul greto del fiume Tordino e lo si percorre verso verso valle fino a Teramo guadando il fiume un paio di volte (in attesa che il Comune di Teramo realizzi le passerelle pedonali).


Nel quartiere Cona si incontra il Parco archeologico, quindi ci si inoltra lungo la pista ciclopedonale del Parco fluviale urbano per far ritorno a  Teramo chiudendo l’anello.
 
Lucio De Marcellis
 




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