PROSTITUZIONE: ”RIAPRIRE LE CASE CHIUSE PER CONTRASTARE LO SFRUTTAMENTO”

21 Agosto 2019 08:00

MONTESILVANO – La riapertura delle case chiuse per regolamentare la prostituzione e contrastare lo sfruttamento del meretricio.

È l'idea, destinata a far discutere, lanciata dall'assessore alla Riqualificazione Urbana e al Demanio del Comune di Montesilvano, Anthony Hernest Aliano (Lega).

“Credo che regolamentare la materia possa consentire di debellare il fenomeno crimonoso dello sfruttamento della prostituzione e possa consentire allo stesso tempo di garantire condizioni igienico-sanitarie che in questo momento sono assolutamente non disciplinate. Inoltre, verrebbero assicurate all'erario entrate tributarie per miliardi di euro”, ha spiegato ad AbruzzoWeb Aliano.

Un pensiero che fa eco alle dichiarazioni del consigliere Marco Forconi (FdI) che ha proposto il sequestro degli appartamenti in condominio, affittati per lo sfruttamento del meretricio.

L'espondente di FdI nei giorni scorsi ha sottolineato che, “pur in mancanza di legislazione nazionale sulla materia il Comune di Montesilvano si farà comunque portavoce di questa tematica nei tavoli prefettizi”.






Lo scopo del sequestro dell'immobile in condominio, al cui interno i conduttori in affitto siano dediti esercitare il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione, è quello di “impedire che l'immobile stesso sia suscettibile di un impiego criminoso, così come stabilito dalla Corte di Cassazione nella sentenza numero 46397, pubblicata in data 9 ottobre 2017. Il censimento delle palazzine in cui si esercita tale pratica è quasi terminato: un lavoro mai svolto da nessuna amministrazione comunale in precedenza e che si rende necessario in un'ottica di una sempre più stretta collaborazione con le forze dell'ordine. Un fenomeno che Montesilvano soffre tradizionalmente da decenni e che sembra essersi riacutizzato da qualche anno, senza contare che molte prostitute sono oramai anche vettori attivi di traffico di stupefacenti. È impensabile credere di poter debellare una problematica così radicata come quello della prostituzione solo attraverso una campagna mediatica dai forti toni, per quanto formalmente e sostanzialmente corretti, senza la promozione di atti concreti e innovativi”, ha precisato Forconi.

Il tema è particolarmente sentito nella città di Montesilvano, da anni alle prese con una situazione “diventata insostenibile” secondo molti residenti della zona, che il 12 agosto dello scorso anno si sono ritrovati davanti alla “Stella Maris”, al tramonto, per un presidio “antiprostituzione”, organizzato proprio dal consigliere Aliano.

La marcia ha attraversato tutto il lungomare in direzione Pescara, fino a via Adige, al grido “Adesso basta, ci battiamo noi”. 

In questi anni, poi, i residenti, riuniti in un comitato, hanno organizzato in più occasioni sit-in e proteste contro “i bivacchi sotto la Pineta”, sfociati, in qualche caso, anche in violenti scontri con gli stranieri, tanto che l’amministrazione comunale, in sinergia con le forze dell’ordine, ha deciso per sgomberare via Ariosto, zona nota come “il ghetto”, riuscendo ad ottenere la chiusura del Centro di accoglienza straordinaria (Cas) “Excelsior”.

Per via delle sue battaglie contro il degrado, tra l'altro, l'assessore Aliano è stato anche minacciato durante una manifestazione pacifica di residenti e cittadini. (a.c.p.)

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