“PROTESI SEMPRE PIU’ DUREVOLI E AFFIDABILI”. BOVE, “A CANISTRO ORTOPEDIA D’ECCELLENZA”

INTERVISTA A LUMINARE DELLA CLINICA INI SU CHIRURGIA DELL'ANCA E DEL GINOCCHIO, "GRANDI PROGRESSI CON NUOVI MATERIALI", "POSSIBILI INTERVENTI MINI-INVASIVI PER ASPIRARE PICCOLE ERNIE"

28 Luglio 2021 14:13

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “Negli ultimi anni sono stati compiuti importanti passi nell’ambito delle protesi dell’anca e del ginocchio, dal punto di vista dei materiali utilizzati, sempre più durevoli e affidabili, per quanto riguarda l’anca, il polietilene e la ceramica, e dal punto di vista  delle innovazioni di carattere chirurgico, delle tecniche adottate, sempre meno invasive e impattanti, che utilizziamo anche per aspirare le ernie di piccole dimensioni, con interventi che durano 5 minuti. Tutto ciò è importante che avvenga, con liste di attesa di solo un mese, in centri periferici, come Grottaferrata e Canistro, senza obbligare pazienti a dover andare a operarsi lontano e anche addirittura all’estero”.

L’invito a guardare con ottimismo ai progressi della scienza medica arriva da un autentico luminare della scienza, Francesco Bove, 67 anni originario di Nocera Inferiore, specialista in Ortopedia Traumatologia e Medicina dello Sport docente alla Sapienza di Roma, direttore da oltre 2o anni della Uoc di Chirurgia Ortopedica del Gruppo Ini di Grottaferrata nel Lazio e operante  nella divisione Ini di Canistro, in provincia dell’Aquila, clinica privata fondata nel 1988 dal professor Delfo Galileo Faroni, dove la chirurgia ortopedica è convenzionata con il sistema sanitario nazionale e con le maggiori compagnie assicurative, con 26 posti letto a disposizione.

Nelle due cliniche vengono effettuati circa  500 interventi protesici  l’anno, sui 100.000 in Italia, con quelli del ginocchio che man mano stanno pareggiando quelli all’anca.

Nell’intervista ad Abruzzoweb, tiene a sottolineare il professor Bove, “offriamo un servizio di prossimità importante e di eccellenza senza obbligare tanti pazienti a fare lunghi e costosi viaggi per essere operati, come avveniva un tempo. Senza costi per il paziente, essendo le cliniche di Grottaferrata e Canistro convenzionate, e senza interminabili liste di attesa: subito dopo che il paziente viene visitato, apriamo il computer e vediamo dove collocare la data dell’intervento, di solito dopo un solo mese, grazie al ritmo che siamo riusciti ad imprimere nelle nostre sale operatorie”.

Entrando nel merito, il professor Bove spiega che “i materiali utilizzati per la protesi al ginocchio sono costituiti da una lega di cromo, cobalto e molibdeno. Per quanto riguarda l’anca si possono utilizzare materiali più leggeri, ma l’aspetto importante riguarda l’accoppiamento dei materiali protesici utilizzati per l’articolazione dell’anca, ovvero tra il cotile e la testa del femore. A Canistro e Grottaferrata l’accoppiamento scelto è quello del polietilene per il cotile e la ceramica per la testa del femore, questo perché i movimenti articolari portano nel tempo al consumo di queste superfici, e l’accoppiamento polietilene e ceramica garantisce una maggiore durata e affidabilità”.

Ammonisce però il professor Bove: “le protesi non sono per tutta la vita. Occorrono controlli periodici e e quando si sono consumate occorre intervenire. I vecchi materiali garantivano una durata di circa 25 anni, quelli utilizzati oggi avranno una durata significativamente superiore, oggi impossibile da quantificare.  Aspetto importante, tenuto conto che si è nel frattempo anche allungata l’aspettativa media di vita”.

In ogni caso, “la sostituzione non impone oggi un intervento complesso e invasivo. La parte metallica non viene interessata, basta per così dire sostituire le ‘guarnizioni’, solo le parti delle protesi che si sono usurate”.

Infine grandi progressi anche sul fronte di altri interventi che riguardano le articolazioni.

“Oggi la parola d’ordine è la mini-invasività – spiega Bove -, intervenire senza ‘aprire’ il corpo umano e creare problematiche e possibili complicazioni, attraverso la chirurgia artroscopica. Oggi è possibile introdurre in un foro 3 millimetri gli strumenti riuscendo a riparare menischi e legamenti crociati del ginocchio. La mini-invasività la adottiamo anche per la colonna vertebrale, quando operazioni più impattanti sono sconsigliate, per ‘aspirare’ le ernie discali di piccole dimensioni, garantendo la decompressione con un intervento che dura appena 5 minuti, e con recupero immediato, capace di risolvere definitivamente il problema nel 70% dei casi”. Filippo Tronca

 L’INTERVISTA

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