DOPO MESI DI SCONTRI E BORDATE SCOPPIA IL SERENO TRA PRESIDENTE ED ESPONENTE UDC CHE HA LASCIATO CENTRODESTRA PASSANDO ALL'OPPOSIZIONE; C'E' CHI IPOTIZZA ANCHE SUO INGRESSO IN FDI. L'OCCASIONE DI RIAVVICINAMENTO SCAMBIO DI LETTERE APERTE SU CRISI PANDEMICA E PROPOSTE PER AFFRONTARE EMERGENZA; PRESIDENTE SMENTISCE, "SOLO UNA FANTASIOSA RICOSTRUZIONE"

PROVE DI PACE TRA SCOCCIA E MARSILIO, CONSIGLIERE TORNA IN MAGGIORANZA?

di Filippo Tronca

12 Novembre 2020 08:20

Regione: Abruzzo

L’AQUILA – “Egregio Presidente, questa pandemia non ha colore politico, non ha e non può avere interesse di parte da far prevalere”. “Gentile Consigliera, apprezzo lo spirito e il tono con cui mi scrive”.

Un approccio all’insegna della cordialità e al riavvicinamento, forse anche politico, ha animato il carteggio a mezzo stampa tra il consigliere regionale Marianna Scoccia, sindaco di Prezza, eletta il 10 febbraio dello scorso anno tra le polemiche con il centrodestra nella lista dell’Udc e poi passata all’opposizione in aperto contrasto con la maggioranza, e il presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia.

Il presidente in una nota, smentisce però l’ipotesi, “solo una ricostruzione fantasiosa e romanzata”

L’oggetto è ovviamente l’emergenza pandemica, con Scoccia che chiede limitazioni alle lezioni in presenza e la creazione, presso ogni ospedale dei mini Covid-hub, e con Marsilio che ha condiviso prontamente nel merito le due proposte, non nascondendo, in particolare sulle scuole, l’ostacolo del diverso orientamento governativo.

Il dato politico, è però quello appunto di un cambio di registro di toni e sostanza, tra il governatore e Scoccia, tanto che c’è chi ipotizza per lei un clamoroso passaggio con Fratelli d’Italia, o comunque un ritorno nella maggioranza, da cui è uscita a maggio sbattendo la porta, stufa di essere considerata un corpo estraneo, sin dalla sua candidatura in quanto moglie dell’ex consigliere ed assessore regionale del centrosinistra Andrea Gerosolimo.

In particolare, in campagna elettorale era stata osteggiata dalla Lega, su iniziativa del coordinatore, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, contraria a candidature di esponenti della precedente maggioranza e lo stesso Marsilio che, in riferimento alla candidatura formalizzata con un blitz a poche ore dalla scadenza dei termini, aveva affermato che la Scoccia non avrebbe fatto parte della maggioranza. Ma Scoccia alla luce delle turbolenze interne al centrodestra, è tornata oggi importate visto che la maggioranza ha 17 consiglieri a fronte dei 14 delle minoranze, quindi con margini risicati, tenuto conto anche delle frizioni interne: con la moglie di Gerosolimo si tornerebbe 18 a 13.

C’è chi del resto ricorda che Scoccia è donna del centrodestra, avendo militato, prima in Alleanza nazionale e poi nel  Pdl, come assessore provinciale dell’Aquila in quota all’allora parlamentare del Pdl Fabrizio Di Stefano, del quale è stata fedelissima, ora alla Lega e candidato sindaco perdente alle elezioni di Chieti proprio per la spaccatura in seno alla coalizione.

All’opposizione al fianco del centrosinistra, in particolare con il consigliere teramano Sandro Mariani,  Scoccia si è ritrovata solo per motivi contingenti, stufa di essere trattata come un paria in maggioranza.

Ma le geometrie politiche cambiano in fretta, e Marsilio in prima persona ha tutto l’interesse di rafforzare i numeri risicati in consiglio, dopo aver superato la crisi innescata in regione dalla Lega che ha chiesto e ottenuto la cacciata di dell’assessore forzista Mauro Febbo, “colpevole” di non aver appoggiato nella sua Chieti il candidato salviniano, poi sconfitto, Fabrizio Di Stefano. Febbo però potrebbe vendicarsi prima o poi con i salviniani, mettendosi di traverso su iniziative non condivise, e un voto in più in maggioranza diverrebbe preziosissimo.

C’è chi sussurra che addirittura Scoccia dopo aver abbandonato l’idea di accasarsi con Italia viva, il partito di Matteo Renzi  inchiodato ad uno striminzito 3% nei sondaggi, non offre nessuna garanzia di futuro politico, stia meditando di entrare in Fratelli d’Italia, portando in dote un buon numero di voti, ben  5.257 alle ultime regionali. E per lei, vista oramai la rivalità interna al centrodestra, portare acqua al mulino di Fdi sarebbe la vendetta migliore, servita fredda, nei confronti della Lega e di D’Eramo.

Sarà forse un caso, ma nell’elezione del cda della il nuovo consiglio d’amministrazione del Cogesa, la società di raccolta e trasporto dei rifiuti che serve più di 60 comuni della provincia dell’Aquila e di Pescara, si è affermata l’inedita alleanza tra  il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e Gerosolimo, l’ex leader di movimenti civici, che gode ancora di un considerevole potere in valle peligna.

Intanto una cosa è certa: sono lontani anni luce le parole grosse, ai limiti degli insulti volate tra Scoccia e la maggioranza negli ultimi mesi.

Epico, solo per fare un esempio, lo scontro innescato da Marsilio allorché nel commentare la sua uscita dalla maggioranza ha detto che “non è che si può essere un poco incinta. Se uno sta in maggioranza, sta in maggioranza, altrimenti sta all’opposizione”. Scoccia ha replicato a muso duro “le parole del presidente offendono tutte quelle donne che hanno scelto di non essere madri e anche quelle che non hanno potuto diventarle”.

Agli annali anche le bordate all’indomani delle elezioni amministrative perse dal centrodestra a Chieti ed Avezzano tra Scoccia e D’Eramo.  Con Scoccia che ha accusato D’Eramo di essere un “perdente” e il “vero artefice della sconfitta del centrodestra”. Il segretario leghista ha ribattuto definendola “saltimbanco della politica”.

Nella sua lettera aperta Scoccia esordisce premettendo che “il nostro rapporto non è mai stato fondato su basi di grande simpatia o di stima reciproca”, per poi evidenziare che “questa pandemia non ha colore politico, non ha e non può avere interesse di parte da far prevalere; questa pandemia ci impone di stare tutti dalla stessa parte della barricata ed io la parte della barricata che vedo è quella dei bambini e dei più anziani, la parte dei più deboli, la parte di tutti coloro che sono più facilmente aggredibili da questo virus. È in gioco il futuro di una regione e di territori che hanno avuto la forza di rialzarsi dalla guerra e che ora si vedono ancora una volta duramente colpiti. Sono in gioco vite umane ed è in gioco l’intero sistema socio economico del nostro Paese. Per certi versi è in gioco la tenuta stessa della democrazia”.

Entrando nel merito, Scoccia chiede a Marsilio “di farsi portavoce presso il Governo centrale affinché si valuti con determinazione il problema relativo alle Scuole. Bisogna prendere atto, infatti, che il virus è presente nelle negli istituti scolastici. Così come bisogna prendere atto che le difficoltà dei servizi di prevenzione, oberati da un carico di lavoro inimmaginabile, dilatano i tempi di somministrazione dei tamponi, scatenando paure e smarrimento nelle famiglie, quelle stesse famiglie che si ritrovano a dover far fronte ai disagi dovuti all’isolamento fiduciario ed alla quarantena per intere classi. Quelle stesse famiglie nelle quali in alcuni casi sono presenti malati oncologici, bambini immunodepressi e nonni ultra 70enni”.

Proponendo dunque di “adottare un sistema misto in cui si lascia la possibilità ai genitori di scegliere tra l’opzione della didattica a distanza e quella in presenza”.

Scoccia chiede poi a Marsilio di  “valutare la possibilità di creare, presso ogni ospedale della nostra regione, dei mini Covid-hub (con una dotazione minima di posti letto) al fine di evitare che i positivi accertati restino “parcheggiati” per ore (o peggio giorni) in locali non idonei, in attesa che si liberino posti letto a Pescara o L’Aquila”.

E conclude: “Spero voglia apprezzare le mie parole e valutarle serenamente. Se e quando vuole sono e sarò a Sua totale disposizione, siamo tutti giocatori della stessa squadra ed io sarò dalla sua parte, la parte di tutti gli abruzzesi.

Immediata la risposta di Marsilio.

“Le dico subito che nel merito della questione relativa alle scuole condivido la sua preoccupazione. Il ministro Lucia Azzolina e l’intero Governo hanno ritenuto che la priorità numero uno del Paese fosse la riapertura in sicurezza delle scuole – esordisce il presidente -. Abbiamo tutti lavorato per raggiungere questo obiettivo intervenendo sulle scuole, distribuendo anche gratis le mascherine lavabili per gli alunni più piccoli.  Detto questo, a mio parere non c’è dubbio (anche se su questo il dibattito è aperto e nessuno ha certezze granitiche), che la correlazione tra l’impennata dei contagi a due/tre settimane dalla riapertura delle scuole in ogni dove è difficile ritenerla del tutto casuale”

“Aderendo alla sua posizione, ci tengo a sottolinearlo –  scrive Marsilio -, mi sono già fatto promotore, anche nella Conferenza delle Regioni, dell’opportunità di estendere la DaD e continuerò a farlo cercando di convincere il Governo a rivedere le sue opinioni, dandoci gli strumenti necessari per poterla fare senza danneggiare le famiglie”.

Per quanto riguarda l’emergenza ospedaliere, Marsilio scrive che “per l’ ospedale di Sulmona, come tutti gli ospedali oggi, non esiste nella pratica quotidiana la possibilità di dichiarare ‘No Covid’ un nosocomio, sapendo che la diffusione è ormai talmente ampia che se anche li classificassimo così, chiunque avesse bisogno di cure immediate si recherebbe al Pronto Soccorso. Con questa consapevolezza anche a Sulmona abbiamo previsto un intervento per realizzare percorsi separati e dedicati ai pazienti Covid. Su mia espressa richiesta di riduzione della tempistica rispetto a quella concordata, peraltro, il progettista che si è aggiudicato i lavori, per un importo di circa 200mila euro, consegnerà nella giornata di oggi il progetto esecutivo che andrà all’approvazione della Asl. Come vede, stiamo cercando di stringere i tempi per non perdere neanche un minuto”.

E conclude: “La ringrazio della disponibilità manifestata, convinto come sono che, in un clima di emergenza quale quello che stiamo attraversando, le divisioni politiche e i rapporti personali, quando si rappresentano i cittadini e le istituzioni, non hanno e non devono avere alcun rilievo”.

LA SMENTITA DI MARSILIO

“Dietro lo scambio di lettere tra Marsilio e Scoccia nessun retroscena. Il Presidente Marsilio ha ricevuto un’educata e cortese missiva, e altrettanto educatamente ha risposto nel merito delle questioni sollevate. Come farebbe con chiunque altro, consigliere, sindaco o privato cittadino che sia. Ricostruzioni ‘romanzate’ su chissà quali ‘clamorose’ operazioni politiche in corso sono solo il frutto della fantasia di chi le scrive”.

Così in una nota il presidente Marsilio, in merito all’articolo di Abruzzoweb

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