VOTO PROVINCE, ULTIME ORE PER CANDIDATURE, STIPENDI PRESIDENTI ACCENDONO SFIDA

LISTE DA PRESENTARE ENTRO DOMENICA ALLE 12; A CHIETI E PESCARA DIFFICILI ACCORDI CON TROPPI PRETENDENTI E ATTRITI NELLE COALIZIONI; A TERAMO SI VOTA SOLO PER RINNOVO CONSIGLIO, SOTTANELLI E GATTI NELLA PARTITA, A L'AQUILA GIA' TUTTO DECISO, IN CAMPO CARUSO E GIOVAGNORIO

di Filippo Tronca

24 Novembre 2021 08:11

Chieti: Abruzzo

CHIETI – Giorni decisivi per la presentazione delle liste entro il termine ultimo di domenica alle 12 per i candidati nelle quattro province al voto in Abruzzo il 18 dicembre prossimo. Per eleggere il presidente e il consiglio provinciale a Pescara, Chieti e L’Aquila, il solo consiglio a Teramo.

In provincia dell’Aquila giochi già decisi: per il centrodestra, come già illustrato da Abruzzoweb, per il centrodestra si ricandida il presidente uscente, l’avvocato Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro e lo sfidante sarà Vincenzo Giovagnorio, sindaco appena riconfermato a Tagliacozzo, appoggiato dal centrosinistra, ma anche da un fronte trasversale e civico che fa riferimento al sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio.  A Chieti e Pescara, invece ancora non si trova la quadra, né a destra né a sinistra, mentre a Teramo, dove per un altro anno sarà  presidente di centrodestra Diego Di Bonaventura, si voterà solo per il rinnovo  dei consiglieri, e spicca la costituenda lista in appoggio del presidente uscente da parte dell’ex parlamentare Giulio Sottanelli, oggi coordinatore regionale di Azione di Calenda e Paolo Gatti, ex assessore regionale di Forza Italia.

Le province, enti degradati a secondo livello dalla legge Delrio, con personale dimezzato e con deleghe limitate a edilizia scolastica, viabilità e qualche materia ambientale, non hanno rappresentato negli ultimi anni un campo di battaglia particolarmente cruciale per i partiti. Ora però il presidente non sarà più a titolo sostanziamente volontario, visto che è stata reintrodotta un’indennità pari al sindaco del capoluogo di provincia, dunque oltre 4mila euro lordi al mese, e nel 2022  è previsto anche il ritorno della giunta con tre assessori scelti tra i consiglieri eletti e anche per gli assessori è pronto uno stipendio.

Da qui le partita delle provinciali è tornata ad essere agguerrita, in una situazione in cui però a votare non sono i cittadini, ma solo sindaci e consiglieri, e la loro preferenza è tanto più pesante quanto più è grande e popoloso il loro comune. Per questa ragione, in base ai comuni amministrati, in provincia dell’Aquila parte in forte vantaggio il centrodestra, come pure a Teramo e Pescara, dove è presidente uscente Antonio Zaffiri, sindaco di centrodestra di Collecorvino. A Chieti, con presidente uscente Mario Pupillo, ex sindaco dem di Lanciano, è il centrosinistra ad essere favorito.

QUI CHIETI

A pochi giorni dalla presentazione delle liste, in provincia di Chieti i giochi non sono chiusi ancora chiusi, sia nel centrodestra, che ha una rosa di ben cinque nomi, che nel centrosinistra, dove si contendono la candidatura il sindaco di Vasto, appena rieletto, il dem Francesco Menna, e l’ex vice presidente uscente, il sindaco di Montelapiano, Arturo Scopino, e c’è anche  chi spinge anche per il sindaco del capoluogo, Diego Ferrara, anche lui del Pd.

Al voto che dovrà eleggere il successore dell’ex sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, sono chiamati 104 comuni  ed è favorito il centrosinistra, che sommando le dimensioni dei comuni che amministra, ha un forte vantaggio in termini di voti ponderati, a cominciare da Chieti, Vasto e Francavilla.

Ma il centrodestra, come dichiarato da uno dei registi della partita, Mauro Febbo capogruppo in Regione di Forza Italia, conta sulle spaccature in seno al centrosinistra, e sulle defezioni delle componenti civiche delle varie coalizioni, anche a Chieti.

In base ai calcoli di Febbo, “a separarci sono circa 1.500, massimo 1.700, voti ponderati, perché il centrosinistra, compreso la componente di Scopino sta sui 50mila voti ponderati e noi siamo oltre 48mila”.

Anche il centrodestra però non sembra poi così compatto, con ben cinque i papabili ancora in campo: la Lega spinge per Mimmo Budano, sindaco di Villalfonsina, e Nicola Iannone, sindaco di Tornareccio. Forza Italia risponde con Donatello Di Prinzio, sindaco di Guardiagrele, e Filippo Marinucci, sindaco di Casalbordino. Fratelli d’Italia propone invece infine Rocco Micucci, sindaco di Rapino.

La sintesi andrà trovata necessariamente nelle prossime ore, e si anche affacciata l’ipotesi  di presentare due liste, una delle quali  composta da amministratori dei piccoli centri della provincia.

Una impasse che fa seguito all’opzione di Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia dell’Udc, e già presidente della Provincia. I partiti erano tutti d’accordo, in questo caso,  e gli hanno formulato un caldo invito, ma  il diretto interessato ha declinato.

Non è che vada meglio nel centrosinistra. Il segretario provinciale Pd Gianni Cordisco  in una intervista al quotidiano Il Centro  aveva annunciato, senza se e senza ma, che il candidato è Francesco Menna, sindaco di Vasto, appena rieletto vicino politicamente al potente capogruppo del Pd, ed ex assessore regionale a Bilancio e Sanità, Silvio Paolucci. Cordisco ha precisato anche che sarebbe d’accordo Paolo De Cesare, vicensindaco di Chieti, che con l’apparentamento al secondo turno è stato determinante per la vittoria del sindacoFerrara.

Lo stesso De Cesare però nei giorni precedenti aveva a sua volta lanciato la candidatura del suo sindaco Ferrara e si è affrettato a smentire le parole di Cordisco. “La nostra proposta di candidare Ferrara non è la mera indicazione di un nome, che ribadiamo essere il migliore per fare sintesi sulla pluralità di anime del centrosinistra e ottenere dunque una vittoria certa, ma la ferma volontà di attribuire al capoluogo la considerazione e il rispetto che merita”. Insomma una bocciatura di Menna.

Intanto però ha già avanzato la sua candidatura il sindaco di Europa verde Arturo Scopini, con la lista “Chieti Provincia verde’

Scopino è l’attuale presidente facente funzioni della Provincia a seguito della proclamazione del nuovo sindaco di centrodestra Lanciano, Filippo Paolini, che ha battuto il candidato del centrosinistra Leo Marongiu  e della conseguente decadenza del presidente Mario Pupillo.

Se il centrosinistra sceglierà un altro candidato non è affatto detto che Scopino rientri nei ranghi e c’è chi ipotizza una sua corsa solitaria, spaccando il fronte a vantaggio del centrodestra.

C’è poi il Movimento 5 stelle, che ha voti pesanti ai fini delle elezioni provinciali con i suoi consiglieri a Chieti, dove è in  maggioranza, a Francavilla e Vasto, e dunque il candidato dovrà anche essere condiviso con una forza politica che ha in provincia esponenti di primo piano, come il capogruppo in regione Sara Marcozzi,  i parlamentari Gianluca Vacca, e Gianluca Castaldi,  il consigliere regionale Pietro Smargiassi, che fino ad ora hanno snobbato le elezioni provinciali, essendo favorevoli alla soppressione dell’ente, anche se questa posizione è stata poi smussata e rivista.

QUI PESCARA 

Dopo un lungo braccio di ferro il centrodestra è ad un passo dal trovare la quadra nella figura di Ottavio De Martinis, primo cittadino della Lega di Montesilvano. A volerlo la stessa Lega, che del resto aveva fatto un passo indietro alle comunali di Pescara nei confronti di Forza Italia, che ha candidato con successo Carlo Masci. A Montesilvano però c’è una situazione tesa tra gli alleati, per via del rimpasto di giunta rimandato da mesi.

Altre ipotesi in campo quelle di Matteo Perazzetti, sindaco di Città Sant’Angelo di Fratelli d’Italia,  Gilberto Petrucci, sindaco di Penne appena eletto di Forza Italia,  come pure Giorgio De Luca, sindaco di Manoppello.

Significativo che a schierarsi per il candidato leghista De Martinis, sia stato anche Gianfranco Giuliante e il suo movimento Futur-a, visto che il presidente della Tua ha appena detto addio ai salviniani.

“Credo di poter affermare, senza tema di smentita, di essere stato uno degli artefici dell’elezione di Ottavio De Martinis a sindaco del Comune di Montesilvano”, ha detto Giuliante, non mancando di  stigmatizzare “le titubanze inspiegabili del centrodestra e della Lega in particolare”.

La trattativa per la candidatura alla Provincia di Pescara è del resto legata rimpasti di giunta Montesilvano e Pescara. FdI sarebbe pronto ad appoggiare De Martinis in cambio di due assessorati a Montesilvano, e poi c’è la richiesta della Lega di un assessorato in più a Pescara.

In ogni caso la partita di Pescara sembra segnata: i comuni più popolosi dei 46 in provincia e determinanti alla luce del voto ponderato sono in mano al centrodestra, a cominciare da Pescara, Montesilvano, Città Sant’Angelo, Penne e Manoppello.

Non è un caso che il centrosinistra ancora non decide chi contrapporre a De Martinis, e si profila la candidatura di servizio  sul primo cittadino di Civitaquana, Samuele Di Profio.

Tramontata l’ipotesi di candidatura del  sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito, ormai alla fine del mandato.

QUI TERAMO

A Teramo si eleggeranno solo i consiglieri, mentre il  presidente del centrodestra, Diego Di Bonaventura, ha un altro anno di mandato. Chiamati al voto 611 tra sindaci e consiglieri, divisi in cinque fasce ponderali su base demografica. Il centrodestra, questa la vera novità, presenterà due liste, una  del presidente, dove ci saranno tra gli altri il sindaco leghista Giulianova Iwan Costantini, e la consigliera provinciale per le pari opportunità,  Beta Costantini

E una seconda lista, che dovrebbe garantire una maggioranza solida a Di Bonaventura, più civica e trasversale, sostenuta dall’ex parlamentare Giulio Sottanelli, oggi coordinatore regionale di Azione di Calenda, reduce dal successo di Roseto dove il suo candidato Mario Nugnes, è diventato sindaco sbaragliando sia il Partito democratico, che i civici di Tommaso Ginoble, e il centrodestra. Al suo fianco il “sempre verde” della politica teramana, Paolo Gatti, ex assessore regionale di Forza Italia, mister preferenze alle elezioni regionali in cui è sceso in campo,  che è ufficialmente fuori dalla politica attiva, ma continua a godere un forte ascendente tra molti amministratori locali. Aderisce al progetto anche Tony Di Gianvittorio, consigliere regionale uscito dalla Lega, ora in Valore Abruzzo.

L’altra lista è quella delle opposizioni di centrosinistra, ispirata dal sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, che vedrà in campo tra gli altri i consiglieri comunali del capoluogo  Luca Pilotti e Graziella Cordone, e tra i sindaci quello di Castiglione Messer Raimondo, Vincenzo D’Ercole.

 

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