PROVINCIALI CHIETI: SI TORNA A VOTARE IN 16 COMUNI, RESPINTA RICHIESTA ANNULLAMENTO CENTRODESTRA

23 Dicembre 2021 11:22

Chieti: Abruzzo

CHIETI – Tornano oggi a votare, dalle 8 alle 20, per l’elezione del presidente e del Consiglio della Provincia di Chieti, in un clima politico avvelenato, gli amministratori dei 16 comuni che sabato scorso avevano votato con con schede diverse da quelle previste, in base alla dimensione del comune.

Il candidato del centrosinistra, il sindaco di Vasto del Pd, Francesco Menna è pressoché certo della vittoria, contro il candidato del centrodestra, Filippo Paolini, sindaco di Forza Italia di Lanciano, visto il meccanismo del voto “ponderato”, (quello di sindaci e consiglieri dei comuni grandi vale di più), e l’esito della votazione di sabato scorso.

Il centrodestra aveva chiesto l’annullamento dell’intera votazione, in tutti e 104 i comuni. Per questo fatto ricorso al Tar e ha diffidato il vicepresidente in carica della Provincia Arturo Scopino, di sospendere la consultazione di oggi, in attesa del pronunciamento dei giudici amministrativi. Diffida che però non ha sortito effetti.

Si tornerà a votare ad Atessa, Francavilla, Ortona, San Giovanni Teatino, San Salvo Casalincontrada, Castel Frentano, Cupello, Miglianico, Orsogna, Paglieta, Ripa Teatina, Scerni, Tollo, Torino di Sangro e Torrevecchia Teatina.

“Lo scambio delle schede elettorali e dunque l’errore nell’ambito dei conteggi delle schede elettorali non può ritenersi un “mero errore materiale”, si legge nel ricorso del centrodestra, smentendo quanto sostenuto dalla segretaria generale della Provincia Franca Colella, che ha parlato di errore materiale, in quanto i Comuni più grandi hanno votato con i moduli di quelli più piccoli, e viceversa. Per i ricorrenti poi la ripetizione del voto, anche parziale, può avvenire solo in seguito e per ordine giurisdizionale e non in via di autotutela.

Di  conseguenza il capogruppo di Forza Italia in regione, Mauro Febbo, il coordinatore provinciale della Lega Luigi Leonzio e di Fratelli d’Italia, Antonio Tavani hanno chiesto ieri invano, ai vertici della Provincia, alla Prefettura, alla Procura della Repubblica e alla procura della Corte dei conti di «sospendere e/o annullare le consultazioni elettorali limitate e compiere tutti gli atti necessari al ripristino della legalità dell’agire emanando gli atti e provvedimenti necessari alla corretto svolgimento delle operazioni elettorali, da esaurirsi in un’unica giornata di voto nell’unico seggio elettorale costituito presso la sede della Provincia”.

Scrive in una nota il segretario regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo, e Leonzio: “In seguito ad un errore sulla consegna delle schede elettorali ai partecipanti al voto, per il rinnovo del Presidente e il consiglio della Provincia di Chieti, non è stato possibile concludere le operazioni di voto. Tuttora non è compilato il verbale di chiusura. Questo errore, sommato al decreto abnorme del Presidente Arturo Scopino fissando una nuova data per colmare l’errore, inficiano la validità dell’appuntamento elettorale, poiché non si garantiscono alcuni elementi imprescindibili dell’azione di voto. Come ad esempio la libertà di scelta, poiché alcuni elettori sono condizionati da risultati ufficiosamente acquisiti, anche tramite i mass media ed anche violando una normativa di legge sulla durata dell’appuntamento elettorale.

“La Lega dunque, contestando la regolarità della votazione, ha subito presentato un ricorso d’urgenza al TAR per ristabilire un importante e delicato momento di democrazia, cercando di non esporre l’Ente ad innumerevoli ricorsi che paralizzerebbero l’azione amministrativa.
Va ricordato inoltre che il centrosinistra si è rifiutato di consegnare la documentazione richiesta violando norme di rilevanza penale. Riponiamo quindi fiducia nei magistrati affinché sospendano o annullano l’eccessivo decreto presidenziale da noi impugnato, fissando una nuova data per celebrare, in maniera completa, un fondamentale appuntamento elettorale”.

Il segretario regionale di FdI, Etelwardo Sigismondi ha annunciato  la presentazione di una interrogazione, a firma dell’onorevole Emanuele Prisco, rivolta al Ministro dell’Interno per chiedere di fare chiarezza sulla vicenda.

 

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