PROVINCIALI: OK CENTRODESTRA L’AQUILA, PESCARA E TERAMO. PASTICCIO SCHEDE A CHIETI, VOTO DA RIPETERE

NON SFONDA PROGETTO CIVICO DI PANGRAZIO NELLA MARSICA, CONFERMATO CARUSO. SINDACO MONTESILVANO DE MARTINIS PRIMO PRESIDENTE DELLA LEGA. TUTTI GLI ELETTI A CONSIGLIERE

20 Dicembre 2021 10:28

Chieti: Abruzzo

L’AQUILA – Con il voto “ponderato” e riservato solo a sindaci e consiglieri, le elezioni provinciali di sabato non potevano riservare più di tante sorprese: hanno vinto i candidati delle coalizioni e forze politiche che già amministravano già i comuni più grandi e popolosi. Indicazioni su equilibri politici e future scadenze elettorali sono cpmunque arrivate.

Il centrodestra ha così portato a casa l’elezione in provincia dell’Aquila del presidente uscente Angelo Caruso, sindaco di Castel Di Sangro, vicino a Fratelli d’Italia, che ha battuto il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, civico appoggiato dal centrosinistra, con fallimento del progetto civico del sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio,  che non ha scalfito la compattezza del centrodestra aquilano

Nel Pescarese ha vinto  il sindaco di Montesilvano, Ottavio De Martinis,  e qui la novità è che si tratta del primo leghista presidente di provincia, che ha battuto Alessandro D’Ascanio, sindaco del Pd di Roccamorice.

In provincia di Teramo, dove si votava per il solo consiglio, la maggioranza di centrodestra di Diego Di Bonaventura si riconferma, ma la  brutta notizia del giorno è però che nessuna donna è stata eletta. E inoltre il dato politico è che lista civica Renew Teramo, ispirata da Cesare Sottanelli, leader regionale di Azione, e da Paolo Gatti, ex assessore regionale di Fi,  ha surclassato, in appoggio a Di Bonaventura, quella dei partiti del centrodestra.

A Chieti invece errori nelle operazioni elettorali imporranno di rivotare il 23 dicembre in 16 su 104 comuni, e dunque la vittoria del sindaco di Vasto, Francesco Menna, del Pd, appoggiato da centrosinistra e Movimento 5 stelle, sullo sfidante Filippo Paolini sindaco di Lanciano, non può essere data per scontata. Anche perché il responsabile organizzativo regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, consigliere regionale, ha annunciato di aver dato mandato agli avvocati di attivarsi per un eventuale ricorso al Tar e, se ricorrono gli estremi, anche alla Procura della Repubblica “contro la decisione illegittima e arbitraria di far ripetere le elezioni provinciali solo per i Comuni oggetto di errore”.

Al netto dell’esito determinato in anticipo dal meccanismo del voto ponderato, da molti contestato perché antidemocratico, alcuni elementi di valutazione politica sono evidenti, sottolineati anche da tanti big a commento dei risultati.

A L’Aquila non ha sfondato, innanzitutto, al suo esordio politico il movimento civico  del sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, che ha lanciato la candidatura di Giovagnorio, sulla cui persona si è poi registrata la convergenza del centrosinistra, visto che numeri di voti ponderati alla mano era scontata la vittoria di Caruso, e dunque l’unica speranza era quella che un candidato civico, in passato vicino al centrodestra, come Giovagnorio, appoggiato da Di Pangrazio, abituato a giocare su più tavoli, avrebbe potuto fare il miracolo.

Ma con ogni evidenza il miracolo non c’è stato, in quanto il centrodestra è rimasto compatto, e Di Pangrazio non è riuscito a sfilare voti in particolare a Fratelli d’Italia, come gli era riuscito alle elezioni comunali, approfittando delle spaccature del partito marsicano e,  quanto si dice, con la sponda dell’assessore regionale Guido Liris e del consigliere regionale marsicano Pietro Quaglieri. Alla fine Caruso ha ottenuto 49.600 voti ponderati (53,7%) contro i 42.681 (46,3%).

Con il centrodestra sono stati eletti Vincenzo Calvisi (più votato), consigliere comunale di Fossa, Gianluca Alfonsi, consigliere di Gioia dei Marsi, Dino Iacutone, consigliere di Celano, Gabriella Sette, consigliere di Pizzoli,  e Nunzio Tarantelli, vicesindaco di Pratola Peligna.

Nel centrosinistra ce l’hanno fatta Antonella La Gatta, consigliere a Sulmona, Fabio Camilli, sindaco di Acciano, Carmine Silvagni, consigliere di Avezzano e Valter Chiappini, sindaco di Lucoli.

Ha commentato il presidente della Regione Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia: “A L’Aquila si conferma Angelo Caruso con un risultato che dimostra che non c’è stata alcuna defezione all’interno del centrodestra, in virtù di un anacronistico è superato richiamo campanilistico”.

L’assessore Liris  ha incalzato: “La vittoria di Angelo Caruso, conferma la solidità della coalizione di centrodestra e l’inaffidabilità di un’alleanza tra il centrosinistra e le realtà cosiddette civiche”.

A Pescara nessuna sorpresa: il centrodestra partiva strafavorito, amministrando Pescara e Montesilvano e altri centri maggiori, ma la vera novità è che la Lega, con De Martinis, sindaco della stessa Montesilvano, ottiene il suo primo presidente di Provincia in Abruzzo.

“La Lega continua a ramificarsi in maniera capillare su tutto il territorio e il risultato di queste provinciali è la riprova di questo percorso di sviluppo del partito – ha subito commentato l’onorevole Luigi D’Eramo, segretario regionale della Lega -, l’elezione di Ottavio De Martinis a presidente della Provincia di Pescara è un risultato storico per la Lega che dimostra il grande lavoro che il partito di Salvini sta portando avanti in tutta la Regione Abruzzo e sui territori”.

Netto il distacco: De Martinis  ha preso 60.344 voti ponderati, D’Ascanio si è fermato a 31.203.

In consiglio entrano per Forze di libertà Emidio Camplese, assessore a Penne, Giorgio De Luca, sindaco di Manoppello, Gianfranco De Massis, sindaco di Elice, e Antonio Zaffiri, consigliere comunale a Collecorvino e presidente uscente della Provincia,  per la Lega Gabriele Colasante, consigliere comunale a Montebello di Bertona, Fabia Fattore, consigliere a Alanno, e Antonio Romano, consigliere a Città Sant’Angelo. Per Fratelli d’Italia, Davide Berardinucci, consigliere a Pianella.

Per il Polo civico Futura, Federico Acconciamessa consigliere comunale a Loreto, e Nunzio Di Donato, sindaco di Pescosansonesco, espressione di Articolo Uno.

Per la lista Democratici civici per la Provincia di Pescara entrano in consiglio Gianni Chiacchia, consigliere comunale a Scafa, e  lo stesso D’Ascanio.

A Chieti, in attesa della ripetizione del voto nei 16 comuni, il favorito resta Menna,  in un laboratorio politico  di convergenza tra Partito democratico e Movimento 5 stelle, di cui è regista il capogruppo dem in regione Silvio  Paolucci. Con Menna saranno eletti  infatti amministratori pentastellati, ed anche di Italia viva.

A Teramo nessuna donna è stata eletta, considerato che erano 13 le candidate consigliere. Durissima la presidente della commissione provinciale Pari Opportunità Tania Bonnici Castelli: “È deprimente e triste mortificare così l’impegno di tante donne elette nel proprio Consiglio comunale. Questo risultato proietta la provincia di Teramo contro la storia, contro il futuro e contro tutto quello che l’Europa vuole”.

L’altro dato è che ha ottenuto un buon risultato a sostegno di Di Bonaventua a lista civica Renew Teramo, ispirata da Cesare Sottanelli, leader regionale di Azione, e da Paolo Gatti, ex assessore regionale di Fi,   ha eletto ben consiglieri: Lanfranco Cardinale, consigliere uscente con delega alla viabilità, Enio Pavone di Roseto al centro; Luca Corona della lista Oltre, e Giovanni Luzii  di Italia Viva.

Mentre la lista dei partiti del centrodestra, la Forza del Territorio per Di Bonaventura presidente, ha eletto Luca Frangioni di Fratelli d’Italia risultato il più votato di tutti  con 7.455 voti, Jwan Costantini della Lega, sindaco di Giulianova e Gennarino Di Lorenzo consigliere uscente delegato alla viabilità.

Nel centrosinistra, con la lista La Casa dei Comuni, sono stati  consiglieri eletti: confermati Mauro Scarpantonio del Pd e Graziano Ciapanna, il sindaco di Castiglione M.R. Vincenzo D’Ercole, il consigliere di Pineto Ernesto Iezzi, e Luca Pilotti  consigliere di  Teramo.

 

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